Non staremo qui a ricordare quanto nel mondo della musica e della cultura italiana si senta la mancanza del poliedrico talento di Enzo Iannacci, cantautore, cabarettista, pianista, compositore, attore, sceneggiatore e medico milanese, artista tra i più rappresentativi e prolifici del nostro paese non solo discograficamente, scomparso ora sono quasi cinque anni. Ci pensa, a mettere ancora in rilievo la statura artistica, musicale ed esistenziale unica e irripetibile di Jannacci uomo di musica e di spettacolo, l’interessante volume di Nando Mainardi “L’importante è esagerare - Storia di Enzo Jannacci ”, uscito per Vololibero, giovane casa editrice milanese che dispone già di un catalogo di libri musicali di grande interesse.

Incredibile quanto oggi, ancora, si parli dei Rolling Stones, la più vitale, versatile, organizzata (e redditizia) rock ‘n’roll band al mondo di sempre. Le occasioni per parlare di loro sono sempre le più varie: l’uscita di un disco (come l’ultimo Blue and lonesome, in cima al gradimento del pubblico e della critica), di un film (come il documentario di Martin Scorsese sulla band, Shine a light, uscito nel 2008), di un libro (come Life, lavoro autobiografico di Keith Richards), oppure un concerto del gruppo rimasto memorabile (come quello tenutosi davanti a centinaia di migliaia di persone a L’Avana, poco più di un anno fa) ed anche altre. Oggi parliamo di Jagger, Richards & Co perché su di loro è uscito l’ennesimo libro.

Bastarono pochissimi anni a Otis Redding per diventare uno dei cantanti di musica nera più celebri e amati di sempre: egli iniziò a girare il sud degli States in cerca di gloria in compagnia di un gruppo che si faceva chiamare Johnny Jenkins e i Pinetoppers; morì ad appena ventotto anni famoso, ricco e artisticamente molto influente, a causa di un incidente aereo avvenuto nei pressi di Madison (Wisconsin) il 10 Dicembre del 1967.

Due volumi (usciti rispettivamente nel 2014 e nel 2015), mille storie, quasi ottocento pagine intriganti, esilaranti e talvolta sconcertanti, di sicuro altamente rappresentative di ciò che da sempre accade nel rutilante e pazzo universo della Rock music. Da sempre quest’ultimo produce musica per orecchie giovani ma anche esempi di trasgressione, follia, bizzarria sessuale, dipendenza estrema e autodistruttiva da vari tipi di sostanze. La serie nutrita di manifestazioni comportamentali (e non solo musicali) oltre qualsiasi limite cui le rockstar ci hanno ininterrottamente abituati, specificamente contraddistingue uno stile di vita e un fenomeno che dura ormai da settant’anni e fa parte di quella che oggi viene chiamata cultura Rock.

“Leonard Cohen”, ha detto il neo premio Nobel per la letteratura Bob Dylan, “è una delle poche persone in cui, per qualche istante, mi sarebbe piaciuto trasformarmi.”
Difficile immaginare un folksinger più influente, del resto, eccettuato forse lo stesso Dylan, tra i cantautori di ogni tempo. Innumerevoli sono le covers delle sue canzoni incise in ogni parte del mondo, anche nel nostro paese. In Italia la musica e la poetica di Cohen hanno esercitato un peso determinante sull’opera di personaggi di tutto rilievo del mondo musicale (sia sufficiente, qui, citare il De Gregori dei primi dischi e Fabrizio De Andrè).

TOP