Sabato, 16 Dicembre 2017 14:15

Il Giocatore - Teatro Bellini (Napoli)

Dal 12 al 17 dicembre. Ritorna a Napoli, dopo una lunga tournée teatrale per l’Italia, l’ultimo “pezzo” della Trilogia della Libertà, “Il Giocatore” di Dostoevskij, terza produzione del Teatro Bellini dopo “Arancia Meccanica” e “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, che si concentra questa volta sull’ossessività del gioco, quel permanente senso di fatalità che opprime la psicologia umana, ma anche, e soprattutto, sul disperato bisogno di cercare se stessi nell’amore, anch’esso casuale ma pur sempre bello da vivere fino alla fine.

Dopo il grande successo di Ritratto di una Capitale - Ventiquattro scene di una giornata a Roma, nel novembre 2014 e nel dicembre 2015, pochi giorni prima che Mafia Capitale scoppiasse come una eruzione che ancora oggi scotta, ecco Ritratto di una Nazione - L’Italia al lavoro. Venti quadri teatrali dalle regioni del Paese. Nuovo “paesaggio teatrale” del Teatro di Roma in arrivo dalle 20 regioni della Nazione, con il sapore delle sue varietà geografiche, naturali, sociali, antropologiche, linguistiche, ad aprire la stagione del Teatro Argentina dall’11 al 16 settembre.

Parte domenica 4 settembre a Viterbo la XX edizione del Festival Quartieri dell’Arte. Il direttore artistico Gian Maria Cervo e il co-direttore Alberto Bassetti annunciano il calendario teatrale completo. 10 i paesi coinvolti: Belgio, Germania, Italia, Norvegia, Russia, Spagna, Uk – Regno Unito e Ungheria. Più di 60 spettacoli. 11 prime mondiali. Ci sarò non ci essendo come ci sarò essendoci, è il titolo del ciclo che si chiude con questo ventennale, fondato sulla comparazione degli orientamenti politecnici e polivocali del teatro rinascimentale con le istanze del teatro contemporaneo.

L'anno volge al termine e, come ormai da tradizione, la Redazione Teatro di SaltinAria vuole celebrare assieme ai suoi lettori gli spettacoli più emozionanti, gli attori più talentuosi, gli istanti più memorabili vissuti sui palcoscenici negli ultimi dodici mesi. Scopriamo assieme quali saranno secondo noi i più vividi ricordi teatrali di questo 2014...

L’inesauribile attualità di un classico shakespeariano diventa un dramma gotico dal ritmo cinematografico, per esplorare le pieghe oscure dell’inconscio e la deformità dell’animo umano nella rilettura che Alessandro Gassmann propone nella doppia veste di regista e interprete di RIII - Riccardo Terzo, dal 25 marzo al 6 aprile in scena al Teatro Argentina di Roma.

Dal 4 al 23 marzo. Una regia estremamente curata, monumentale e raffinata insieme; nessun dettaglio e nessun aspetto è in secondo piano. L’orchestra suona all’unisono. Un teatro classico, pur nell’adattamento moderno, che punta sul grande lavoro fatto sulla voce per gli attori; costumi sontuosi; scenografia grandiosa, con un sonoro e una scelta luci di grande impatto. Alessandro Gassmann compie una fusione tra teatro e cinema andando incontro al desiderio di sperimentazione del pubblico di oggi ma confezionandolo nel rispetto della tradizione e del gusto. Il suo personaggio è incarnazione del male oscuro della mente, per dirla con Giuseppe Berto. La modernità è nell’interpretazione del lavoro del Bardo in chiave psicologica con uno scavo di rispondenze tra anima e corpo del protagonista, giocato sulle tonalità plumbee e rabbiose, fino alla disperazione finale con quel mantra ripetuto ossessivamente “Domani nella battaglia pensa a me. Dispera e muori”.

Ho sempre pensato di essere quel tipo di uomo che una mattina si alza, fa colazione, fa una bella doccia, si sbarba, si mette il vestito migliore, pulisce il fucile, scarica il fucile su moglie  e figli e quindi si uccide, non senza prima aver fatto fuori anche il cane.

Dall’11 al 20 gennaio. La solitudine del potere è un ‘evergreen’ nella letteratura di tutti i tempi (dai tragediografi greci ad Alfred Jarry, passando naturalmente per l’irrinunciabile Shakespeare). Non è certo un caso: lo spettatore, non potendo identificarsi con un uomo all’apice della gloria, ritrova qualcosa di sé quando il mito scende dal piedistallo, e si confronta con le umane malinconie. Naturalmente dev’esserci qualcosa di epico in questa solitudine; non una tristezza di routine, ma un urlo ferino che scivola dall’anima, tenendo desta l’attenzione della sala. Bettino Craxi non è stato un uomo qualunque, di questo ne convengono anche i detrattori. Un carattere carismatico che ha ipnotizzato l’Italia per un decennio abbondante. Ma non è l’età dei fasti il centro della pièce; ad Hammamet, il trionfo di garofani nei congressi degli anni Ottanta era solo un lontano ricordo. Amarissimo, peraltro.

Sabato, 12 Gennaio 2013 17:00

Wordstar(s) - Teatro Vascello (Roma)

Dall'8 al 20 gennaio. Un limpido omaggio a Samuel Beckett in cui la metafora dell'inutilità della letteratura fa da contrappeso all'inutilità e all'assurdità, più generica e "di genere", della vita nella commossa interpretazione di Ugo Pagliai e Paola Gassman che gettano il cuore oltre l'ostacolo di una drammaturgia di fine XX secolo ormai storicizzata, al punto che si potrebbe dire: quanto è poco assurdo oggi il Teatro dell'Assurdo.

Il Teatro Stabile del Veneto presenta al Teatro Vascello in prima assoluta romana dall’8 al 20 gennaio 2013 "Wordstar(s)" di Vitaliano Trevisan, con protagonisti Ugo Pagliai e Paola Gassman e la regia di Giuseppe Marini.

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