Originale, straniante, spiazzante, provocatorio, allucinatorio, per certi aspetti surreale, nitido, carnale e a tratti nebuloso. E’ tutto questo ma sfugge a ogni definizione. E’ la confessione delirante e strabiliante ad un tempo di un kamikaze, in una inedita congiunzione del sacro con il profano. Esplosivo, per l’appunto, da risultare a tratti grottesco se non fosse drammatico. Un’interpretazione di alto profilo e una prestazione singolare. Woody Neri porta in scena "Kamikaze Number Five" di Giuseppe Massa, con la regia di Giuseppe Isgrò, al Teatro dell'Orologio fino a domenica 20 dicembre.

"Kamikaze Number Five" è il racconto del dies irae, il giorno dell’ira e del giudizio finale, divenuto terreno, carnale, umano. Il testo racconta le ultime ore di un kamikaze. Mentre si prepara per la fine, egli richiama i fantasmi della sua famiglia distrutta: il padre, il fratello, la madre e la sua unica figlia. Le presenze si uniscono in una Totentanz, una danza macabra, una riflessione sulla morte che attraversa e trafigge la vita. Abbiamo incontrato Giuseppe Isgrò e Woody Neri, rispettivamente regista e interprete di "Kamikaze Number Five", in scena al Teatro dell'Orologio fino a domenica 20 dicembre.

Kamikaze Number Five, di Giuseppe Massa, con la regia di Giuseppe Isgrò e la drammaturgia di Francesca Marianna Consonni, è andato in scena giovedì 28 maggio al Teatro della Contraddizione, all'interno del Festival ExPolis. Luogo ideale - di provocazione e apertura, connessioni e trasformazioni - in cui presentare questo spettacolo.

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