Quarta Stagione per il Teatro dei Conciatori eppure non è ancora tempo di bilanci. Vogliamo restare ancora "in Progress" e continuare il nostro percorso. 26 spettacoli, quasi 300 giorni di programmazione e un numero imprecisato di artisti si avvicenderanno sullo spazio scenico del Teatro dei Conciatori per presentare le loro ultime creazioni o per riproporre spettacoli dal consolidato successo ottenuto nelle precedenti stagioni.

Quando si parla di teatro-danza è necessario che la critica si accosti al tema con un sentimento di pudore: sono esperienze visive che coinvolgono i sensi più della mente, perciò la cosa più importante in assoluto è vivere, insieme agli altri spettatori, l'emozione che regalano quelle coreografie. Non dimentichiamoci mai che l'uomo, prima di apprendere i rudimenti del linguaggio, comunicava i propri sentimenti attraverso il corpo. Ecco perché il ballo, in tutte le sue varianti, esisterà sempre: perché è il nostro inconscio che lo reclama; è una parte di noi che ci completa, ci rende esseri viventi a tutti gli effetti.

Mercoledì, 18 Giugno 2014 21:08

Closer - Teatro della Memoria (Milano)

Era una notte buia e tempestosa. I ragazzi, con professionalità d'altri tempi, sabato 14 giugno hanno proposto Closer nonostante in sala ci fossero appena cinque spettatori paganti. Le ragioni di questa diserzione di massa? 1. Fuori pioveva che Iddio la mandava giù, un diluvio che avrebbe turbato anche un espertone in materia come Noè; 2. L'Italia, proprio quel giorno lì, debuttava ai Mondiali color verdeoro (peraltro contro l'Inghilterra, Paese in cui si svolgono le tormentate vicende d’amore del quartetto in scena). A questo si aggiunga un terribile mal di collo della protagonista Alessandra Basile, che l'ha fatta patire parecchio anche durante la rappresentazione. Insomma, una sequela di sfighe difficilmente ripetibile, che però i nostri quattro valorosi eroi - Alessandra Basile, Luigi Guaineri, Dario Merlini e Valentina Pescetto - hanno saputo affrontare con coraggio.

È un peccato che il teatro non divida più come una volta: il pubblico, fino a non molto tempo fa, era capace di reazioni stizzite, di rancori sordi e malamente celati contro il regista che - ohilui! - aveva osato prendere in mano un classico della letteratura e rimaneggiarlo a suo piacimento, coi suoi mezzi e la sua sensibilità. E la rabbia degli spettatori “tradizionali” si riversava anche su lavori meno provocatori di La bi(g)sbetica domata, andato in scena al Tertulliano dal 5 al 16 marzo.

Sabato, 14 Dicembre 2013 16:38

L'Amante - Spazio Tertulliano (Milano)

Non è che la Londra vittoriana, in fin dei conti, fosse così diversa da quella del 1962, anno in cui Harold Pinter scrisse l’atto unico L’amante. Non dimentichiamoci che è pur sempre il paese del “niente sesso, siamo inglesi”; un luogo in cui i vizi privati - per questioni imprescindibili di etichetta - devono sposarsi con le pubbliche virtù. Tutto questo il drammaturgo lo sapeva bene. Ne era talmente consapevole da costruirci una carriera artistica sulla denuncia del finto perbenismo borghese. Denuncia in punta di fioretto, perché è giusto così: l’arguzia, la capacità di smascherare le ipocrisie di un’intera società con garbo, funzionano molto meglio dei forconi in piazza.

Martedì, 10 Dicembre 2013 21:29

L'Amante - Spazio Tertulliano (Milano)

Allo Spazio Tertulliano è andato in scena “L’amante” di Harold Pinter, con protagonisti due giovani attori, Valentina Pescetto e Riccardo Italiano, per la regia di Omar Nedjari; la messa in scena è riuscita a rendere tutta l’ambiguità e insieme gli aspetti comici del testo, grazie anche a un uso efficace della musica e alla fisicità di Valentina Pescetto, bravissima nel passare dalla resa della casalinga cinguettante stile anni '50, forse un po’ stolida, a quella di una donna passionale e trasgressiva.

Martedì, 06 Agosto 2013 19:58

Closer - Teatro dei Conciatori (Roma)

La compagnia Effort chiude la prima ricchissima stagione del Teatro dei Conciatori portando in scena "Closer", pièce composta dal drammaturgo inglese Patrick Marber nel 1997, celebre per il suo torbido intreccio narrativo in cui sesso, sentimento, tradimento e morte si intersecano in un groviglio inestricabile, nonchè per la trasposizione cinematografica diretta da Myke Nichols nel 2004, portata al successo planetario da interpreti del calibro di Julia Roberts, Natalie Portman, Jude Law e Clive Owen.

“Siamo in missione per conto di Dio”: questo era il leitmotiv che accompagnava le scorribande dei Blues Brothers. Le nostre due amiche, con più umiltà ma uguale tenacia, lo traducono in: “Siamo in missione per conto della compagnia Effort”. Non è certo per mero capriccio che si sono buttate anima e corpo su questo progetto: è la passione per il teatro, trascinante e inarrestabile, il motore delle loro convulse giornate. Solo il destino porta due biografie così differenti a incrociarsi. Il caso ha voluto che due tipologie fisiche e caratteriali difformi si incontrassero. Da quel dì ormai lontano non si sono più lasciate. Squadra che vince non si cambia, recita il proverbio: dopo il successo di Closer al Tertulliano, hanno trovato ulteriore conferma a questa loro convinzione. Non è la prima volta che da spettatori ci accostiamo al testo di Patrick Marber: ogni volta, il piacere di una storia coinvolgente, che parla di sentimenti, paure e frustrazioni universali. Alessandra e Valentina, come sempre, hanno messo a disposizione il proprio bagaglio di talento e ispirazione creativa. Con l’aiuto dei partner in scena Gianluca Sollazzo e Simone Spinazzè, della regista Adriana Milani e dell’acting coach Michael Rodgers è venuta su una pièce coi fiocchi.

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