Dal 12 al 31 maggio. Il calcio di periferia disegna un affresco grottesco, cinico e amaro, con qualche punta di tenerezza, purtroppo credibile nella sua volgarità e pochezza. Affari da quattro soldi, allenatori falliti e sognatori, proprietari mezze tacche e personaggi improvvisati. Il mondo extra napoletano, quello che guarda a Napoli come un mito, è un mondo di crudele quotidianità, di precariato, di buoni sentimenti inariditi dalla penuria di mezzi e da sogni mai realizzati. Eppure in questa commedia che racconta una certa volgarità dove tutto diventa kitsch c’è lo spazio per un messaggio: la famiglia come nucleo di sentimenti e valori resta per alimentare i sogni e raccoglierne la disillusione e fa muro contro la violenza della società.

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