Sabato, 18 Ottobre 2014 15:35

Va tutto bene - Spazio Tertulliano (Milano)

Fino al 20 ottobre la compagnia Òyes va in scena con "Va tutto bene": brillante testo scritto e diretto da Stefano Cordella che, dopo il successo dell'anno scorso al Filodrammatici, riesce a richiamare ancora tanto pubblico milanese alla prima dello Spazio Tertulliano. E meritatamente. Sul palco, e anche intorno ad esso, si mescolano le storie parallele e al tempo stesso trasversali, di una famiglia sgangherata, di un giovane "maniaco" meno matto di quel che sembra e le velleità senza bussola di una giovane e affascinante soubrette.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, è corresponsabile del fatto che al mondo non tutto va bene. Il problema forse è addirittura universale: quando un marziano sbarcherà per davvero sulla Terra ci racconterà che pure alle sue latitudini le cose non procedono affatto come si deve. C'è chi però, come la compagnia Òyes, ritiene infruttuoso abbandonarsi a sterili lamentazioni e preferisce veicolare la propria rabbia attraverso l'attività creativa. La forza di Va tutto bene consiste soprattutto in questo: è un testo scritto e interpretato da un gruppo di trentenni che hanno il coraggio di guardare in faccia la realtà; che osservano il paesaggio che li circonda con uno sguardo al contempo pessimistico e aperto a prospettive ottimistiche, disincantato ma disponibile ad accogliere l'incanto della vita.

Lucifero era un angelo luminoso e con il dono della bellezza, ma per colpa della sua blasfema superbia diventò un angelo caduto e da allora il suo nome impersonifica il male. Lo spettacolo “Effetto Lucifero”, in scena dal 22 al 25 maggio al Teatro Filodrammatici di Milano, tratta la vicenda di sei uomini sconosciuti che durante una notte tempestosa trovano rifugio in una casa isolata. Nessun padrone è fisicamente presente nell’abitazione, tuttavia c’è del cibo e ci sono dei vestiti asciutti che subito i personaggi si affrettano ad indossare. Solo tre di loro però troveranno abbinate alle rispettive tute un paio di chiavi. Ben presto il possesso di un oggetto basterà per spaccare in due un gruppo formato da sei uomini qualunque, innescando un tremendo e inaspettato mutamento.

Martedì, 06 Maggio 2014 17:29

Viva l'Italia - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Come si fa a morire a diciott'anni? Questa è la domanda di fondo, lancinante, che ci si pone durante e dopo la visione di Viva l'Italia, in scena all'Elfo dal 25 aprile al 4 maggio e dal 20 al 25 maggio. Possibile accettare che Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, due ragazzi da poco usciti dall'adolescenza, abbiano perduto la vita da innocenti, vittime di un gioco crudele del quale non erano minimamente responsabili? La risposta, purtroppo, è sì. Per andare avanti bisogna armarsi di pelo sullo stomaco e prendere atto di una realtà difficile da digerire: Fausto e Lorenzo non potranno mai raccontarci come trascorrevano le loro giornate; con le barbe bianche, i capelli brizzolati, oggi ricorderebbero con nostalgia una stagione in cui probabilmente sognavano la rivoluzione, ma prima di tutto desideravano condividere la propria vitalità straripante coi coetanei.

Mercoledì, 23 Aprile 2014 21:15

Orphans - Spazio Tertulliano (Milano)

Onore al merito dello Spazio Tertulliano: non è l’unico teatro della scena milanese a proporre spettacoli 'perturbanti' e 'conturbanti', ma è uno dei pochi riuscito a conquistarsi una pattuglia di spettatori affezionati. Una credibilità sedimentata col tempo, e questo è già un motivo di plauso. Fuor di dubbio che, per rendersi credibili, bisogna anzitutto proporre al pubblico degli standard qualitativi alti; altrettanto certo che Orphans, in scena dall’8 al 18 aprile, rientrasse nella categoria dei buoni prodotti, realizzati con passione e sensibilità. Detto questo, ci sembra corretto muovere qualche appunto critico. In maniera molto amichevole, come si usa fare tra persone che si stimano reciprocamente.

Va in scena, nell’originale Spazio Tertulliano di Milano, "La morte e la fanciulla", una produzione in prima nazionale di Baroni Rampanti, con la regia di Dario Merlini. Il testo omonimo è di Ariel Dorfman, membro dell'Académie Universelle des Cultures, scrittore, drammaturgo, giornalista cileno, nonché attivista dei diritti umani, scampato lui stesso alla dittatura di Pinochet. La repressione politica, con i suoi orrori, fa da sfondo al suo romanzo, incentrato sul peso della memoria e sulla relazione tra vittima e presunto carnefice, ritrovato per caso dalla protagonista 15 anni dopo le violenze subite.

Viva l'ItaliaDal 18 marzo al 14 aprile. L’omicidio di Fausto e Iaio è un evento di cronaca che richiama uno dei periodi più cupi del nostro paese. César Brie mette in scena il testo inedito di Roberto Scarpetti, menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione, per rivivere le emozioni e i pensieri delle persone coinvolte, dai familiari agli investigatori, dai giornalisti ai presunti assassini.

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