Claudio Longhi, con la sua collaudatissima compagnia, porta in scena, sul palco del Teatro Argentina, “La classe operaia va in paradiso”, opera cinematografica di Elio Petri ed Ugo Pirro vincitrice della Palma d'Oro a Cannes, tanto bella quanto socialmente importante e, purtroppo, estremamente attuale. Un viaggio nella genesi della stesura e realizzazione del film, nelle contrapposizioni e nelle incoerenze degli anni ’70, che tornano a riflettersi nell’apparente, inarrestabile “cupio dissolvi” dei nostri giorni.

Dal 27 febbraio al 4 marzo, al Teatro della Pergola di Firenze, ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione ha presentato “La classe operaia va in Paradiso”, liberamente tratto dal film di Elio Petri, con la regia di Claudio Longhi, la drammaturgia di Paolo Di Paolo e l’interpretazione dell’ensemble di attori che la stagione scorsa ha raccolto successi ed entusiasmo con la trilogia “Istruzioni per non morire in pace”. Regia e costruzione strepitose, originali, complesse ma godibilissime. Spettacolo lungo e articolato, riesce a garantire un ritmo dinamico per tutta la durata dell’azione, alternando momenti di commozione, di ironia, perfino di divertimento, con uno scambio tra cinema e teatro in una continuità tra video e interpretazione per la prima volta in un reale dialogo: le scenografie sul palco si prolungano nelle proiezioni. Non teatro nel teatro, ma cinema nel teatro: il dietro le quinte della nascita di un film che diventa rappresentazione e oggi spettacolo tridimensionale. Interessante anche la prospettiva storica di critica cinematografica che non fu così favorevole al film. Ben dosati gli inserti delle canzoni che diventano cabaret di impegno sociale. Lo spettacolo si dipana a trecentossessanta gradi, coinvolgendo il pubblico e la platea, perfino i palchi dove gli attori si affacciano per lanciare proclami e volantini, con una struttura complessa ed in costante movimento che fa immergere lo spettatore nella vicenda. Una piacevole conferma il talento di Lino Guanciale, apprezzato di recente anche nelle fiction televisive e al cinema, che dimostra di saper tenere vigorosamente la scena e di aver grande versatilità.

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