Fino al 19 novembre al Teatro Filodrammatici va in scena una nuova commedia del duo Fornasari-Amadio: si tratta di “Parassiti fotonici”, intelligente testo dell'inglese Philip Ridley valorizzato da una regia magistrale e da un'interpretazione dei due protagonisti davvero brillante, che tra una risata e l'altra stimola amare e implacabili riflessioni sul nostro presente.

“Spazio del Racconto”, la rassegna di drammaturgia contemporanea ospitata nella stagione 2017/2018 dal Teatro Brancaccino, nasce dall'idea di sviluppare un cantiere aperto di riflessione e pratica sulla scrittura, un punto di incontro tra drammaturghi - registi e attori - pubblico - in modo da rendere accessibile, fruibile, dinamico il rapporto scena/platea. Una rassegna dedicata alla drammaturgia contemporanea, che giunge alla sua terza edizione con la direzione artistica di Emanuela Rea.

Il Teatro Filodrammatici di Milano ha presentato la nuova stagione 2017/2018. In cartellone pièce di drammaturgia contemporanea volte a raccontare la nostra epoca dominata dalla paura, dallo sgomento e dalla pericolosa tentazione di ergere muri per una illusoria sicurezza. Gli spettacoli però, pur raccontando dei conflitti del mondo contemporaneo, offrono attraverso l'arte momenti di dialogo, di pluralità.

Dal 16 al 28 maggio. Dopo il successo della scorsa stagione, al Teatro Filodrammatici torna “Il turista” di Bruno Fornasari, una tragicommedia sui buoni e i cattivi, sul desiderio di vivere la vita che si vuole, all inclusive e a cinque stelle, senza badare alle conseguenze, senza pensare alle responsabilità, ma anche uno squarcio spiazzante sul nostro modo di vivere i desideri, il privato e i suoi segreti.

In scena fino al 29 gennaio una delle produzioni più audaci e provocatorie del Teatro Filodrammatici: Girotondo.com, una brillante e riuscitissima rivisitazione in chiave moderna del testo di Schnizler che riconferma la perfezione del duo Fornasari-Amadio con l'aggiunta di una perfetta comprimaria, Alice Redini.

Spot non si alza questa mattina. Lei è arrotolata dentro una vestaglia che ricorda vagamente l'abbigliamento della peggiore geisha della storia e ha raccolto anche i capelli in una bocca dentata in plastica azzurra. Si avvicina alla cuccia blu, ma Spot pare non svegliarsi questa mattina, non voglio toccarlo, non sarà freddo, è vivo, sì è vivo, dorme. Spero. E' con il dubbio della morte di un cagnolino che inizia l'Odissea di sfortunati, tragici, eppure incredibilmente comici eventi de ''Il Turista'' di Bruno Fornasari, dal 10 al 22 maggio in scena al Teatro Filodrammatici di Milano.

La nuovissima commedia di Philip Ridley (la prima è andata in scena a Londra nel marzo 2015), ci mostra, in chiave allegorica e provocatoria, fino a che punto potrebbe spingersi una giovane coppia, in attesa di un figlio, per riuscire a garantirsi la casa dei sogni. “Parassiti Fotonici” è in scena al Teatro Filodrammatici di Milano fino al 7 febbraio, con la traduzione e regia di Bruno Fornasari; protagonisti in scena Tommaso Amadio, Federica Castellini ed Elisabetta Torlasco.

Domenica, 06 Dicembre 2015 21:19

Eigengrau - Teatro Filodrammatici (Milano)

“Eigengrau” è una parola tedesca e significa grigio di fondo. Quel grigio percepito dagli occhi quando sono immersi nella totale oscurità. Un titolo originale per il testo, affascinante e misterioso, di Penelope Skinner, andato in scena al Teatro Filodrammatici. Una produzione firmata da Teatro Filodrammatici di Milano e Carrozzeria Orfeo, per la regia di Gabriele Di Luca e Bruno Fornasari. In scena Tommaso Amadio, Valeria Barreca, Federica Castellini e Massimiliano Setti.

Il Teatro Filodrammatici di Milano rende omaggio, a suo modo, al genio teatrale di Shakespeare, in occasione dei quattrocento anni dalla sua morte. Non aspettatevi però di incontrare sul suo palco Amleto, Re Lear o Puk; anche quest'anno infatti, lo storico teatro milanese si vanta di essere “Shakespeare-free”. Troverete però, come in Shakespeare, spettacoli che prendono ispirazione dalla contemporaneità, capaci di far ridere e pensare, che introducono il dubbio, la malinconia, che incrinano la visione del mondo in ordine e sicuro, proprio come quelli del bardo di Avon, che frantumavano la vecchia visione del mondo medievale.

Questa non è un'esercitazione. "Questa non è un'esercitazione. Ripeto: non è un'esercitazione". Alla fine di N.E.R.D.s mi sarei aspettata di sentire questa frase gridata con finto autocontrollo da un ripetitore; in questo spettacolo c'è tutto meno che la finzione, a partire dalla recitazione degli attori: sempre brillante, snella, sinceramente sentita tanto nei momenti drammatici quanto in quelli più spassosi.

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