Ritorna in scena “TREND - nuove frontiere della scena britannica”, la ricchissima rassegna curata da Rodolfo di Giammarco, giunta ormai alla XVI edizione. L’appuntamento è come di consueto al Teatro Belli, dal 10 ottobre al 17 dicembre.

Appuntamento ormai irrinunciabile quello con "TREND nuove frontiere della scena britannica", la rassegna curata da Rodolfo di Giammarco che ormai da quindici anni accompagna l'autunno romano con il meglio della drammaturgia contemporanea d'oltremanica. Quindici titoli, due mesi consecutivi di programmazione per sperimentare fino in fondo le parole, i silenzi, i contatti umani, per raggiungere un senso o un inquietante vuoto di senso.

Sabato, 25 Gennaio 2014 14:02

I, Banquo - Teatro Filodrammatici (Milano)

Dal 21 al 26 gennaio, al Teatro Filodrammatici di Milano, il regista Fabrizio Arcuri e l'Accademia degli Artefatti, portano in scena "I, Banquo", di Tim Crouch, drammaturgo inglese contemporaneo. "I, Banquo" fa parte di un progetto più ampio di Crouch: "I, Shakespeare", un’indagine sulle forme del racconto teatrale che non segue più la narrazione convenzionale. Si tratta infatti di reinventare meccanismi e geometrie teatrali di cinque spettacoli di Shakespeare, in questo caso il "Macbeth", dove cinque personaggi minori, qui Banquo, si staccano dall’ombra nella quale erano stati relegati, per raccontare, rivivere e far rivivere, le cinque opere del drammaturgo inglese da prospettive diverse, al confine tra realtà e finzione.

Mercoledì, 15 Gennaio 2014 22:09

I, Peaseblossom - Teatro Filodrammatici (Milano)

Dal 14 al 19 gennaio. Un’idea originale, partire dai personaggi ‘minori’ per rileggere con ironia il teatro del grande Bardo. A farci da guida è Fiordipisello nel "Sogno di una notte di mezza estate", dando vita ad un lavoro drammaturgico straniante e un po’ disorientante dove il solo personaggio sul palcoscenico anima lo spettacolo tanto come narratore, quanto come interprete e regista di una pièce che è teatro nel teatro e si compie in modo interattivo di fronte e - forse meglio sarebbe dire -intorno a noi. Agile e goffo ad un tempo, sembra uno spettacolo per bambini (e in effetti lo è) e ne conserva qualche approssimazione, il senso di incompiuto, il gioco più che la finitezza di uno spettacolo compiuto, la voglia di sorridere e di giocare con il pubblico. Certamente versatile il protagonista con il suo strattonare il pubblico e coinvolgerlo. Il teatro esce dal palcoscenico e la vita vi entra in uno scambio disorientante, qualche volta – credo volutamente – sconclusionato. Ma come in ogni favola per l’infanzia la morale non manca, anche se in questo caso rovesciata.

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