Dal 28 febbraio all’11 marzo. Piero Maccarinelli porta in scena, con “La banalità dell’amore”, l’acclamato testo della scrittrice israeliana Savyon Liebrecht con una storia d’amore senza frontiere, quella tra Hannah Arendt e Martin Heidegger, una relazione da tanti definita impossibile o addirittura maledetta, certamente oggetto di aspre critiche e invisa ai più. Si tratta però, nonostante tutto, di un’immensa e universale dichiarazione di un amore che vive nel tempo, nonostante la storia, la filosofia e le vite umane sembrino essere, solo all’apparenza, prive di un qualsiasi legame, intrecciandosi poi violentemente nel modo più inaspettato.

Dal 20 dicembre al 7 gennaio Francesco Saponaro dirige “Ragazze sole con qualche esperienza”, drammaturgia di Enzo Moscato che narra l’amore, la violenza, il sangue e la lussuria di due femminielli napoletani, Grand Hotel e Bolero Film, ambientando le vicende in uno squallido appartamento dei Quartieri Spagnoli, luogo di passaggio, di amori improvvisi pronti per essere usati e gettati via nell’attesa del prossimo cliente. Un testo verace, che unisce il tema dell’identità sessuale a quello della malavita, in un contesto napoletano che si fa crogiolo di vite, pensieri e condizioni umane diversissime tra loro.

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