A teatro ci siamo conosciute, quindi ritrovate e poi tornate in questa passeggiata romana. Ho incontrato Francesca Romana Miceli Picardi nella sua terra, la Calabria, a Castrovillari, in occasione dell’edizione 2016 del Calabbria Teatro Festival dove è stata presente come regista e interprete di “Scompaio” (recensito su queste pagine). Quando le ho chiesto quale teatro di Roma avesse voluto raccontarmi, non ha avuto dubbio nel portarmi al Tor di IX che nasce ed è da sempre un Teatro, conosciuto anche come Sala Pirandello, e porta il nome di uno dei più importanti teatri romani distrutto nel 1889 che era conosciuto anche come Teatro Apollo-Tordinona. Nasce, mi ha raccontato, dalla demolizione di edifici pregressi di case popolari e acquista la sua notorietà grazie a Renato Giordano, regista e direttore artistico del teatro. A lui si devono infatti la regia e la presenza nel teatro di spettacoli come “Spoon River” con Mariangela Melato e Michele Placido, ma anche “Satyricon” con Peppe Barra o il “Decamerone” con Albertazzi e Placido; e, ancora, “In Ricordo” con Catherine Deneuve e Michele Placido. La direzione del Tor di IX passa in mano ad Ulisse Benedetti subito dopo la chiusura del Teatro Colosseo allorchè il beat72, nato per volontà di Benedetti, si sposta appunto al Tor di IX.

Abbiamo incontrato Elena Arvigo in occasione delle repliche romane di “Edipo”, ambizioso progetto teatrale della compagnia Mauri Sturno che giustappone due classici immortali, l’ “Edipo Re” e l’ “Edipo a Colono” di Sofocle, con le regie per taluni versi antitetiche di Andrea Baracco e Glauco Mauri. Partendo dai ruoli da lei interpretati, Giocasta e Antigone, abbiamo poi percorso a ritroso alcune delle ultime tappe del suo ricchissimo bagaglio artistico, dai “Monologhi dell’atomica” di Hayashi e Aleksievich ai reportage di Anna Politkovskaja, da Garcia Lorca a Sarah Kane, sino al prossimo lavoro che la vedrà protagonista, L’Imperatore della sconfitta di Jan Fabre, scoprendo in lei una sensibilità curiosa, ricercata ed appassionata.

Il volto di Sebastiano Filocamo sembra dipinto da Caravaggio e la sua intensità è stata la luce di tutta una carriera. Attore e regista da Premio Oscar (con Journey of Hope di Xavier Coller), preteso da Marco Bellocchio o al fianco di Tornatore, Placido, Archibugi e Comencini, Filocamo, ora, torna con uno dei suoi lavori più profondi e che lo vede al fianco, di nuovo, del commovente progetto La Stravaganza Onlus. Di nuovo perché le platee d’Italia si sono commosse già con “Ostinati e Contrari”, spettacolo teatrale in cui attori affetti da disabilità psichiche e fisiche recitavano con disincantato talento la poetica di De André (lo spettacolo colpì anche il Presidente della Repubblica Italiana che decise di premiarlo con una medaglia). “Lottatori - Sguardi Sollevano Vento” è l’atteso ritorno, che ha debuttato lo scorso dicembre al Teatro Argentia di Gorgonzola e che sicuramente rivedremo la prossima stagione. A parlarcene, anzi, a farci rimanere senza parole, è lo stesso Sebastiano.

E’ pronto a tornare in scena, dall’11 al 15 gennaio al Teatro Cometa Off di Roma, l’incubo surreale, ironico e visionario di “Nightmare n.7”, scritto e diretto da Lorenzo Collalti e interpretato da Luca Carbone, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto e Pavel Zelinskiy. Dopo il brillante successo all’European Young Theatre Festival del Festival Internazionale dei 2Mondi di Spoleto 2015 e al Teatro India nell'ambito del festival “Dominio Pubblico”, quest’originale lavoro drammaturgico si accinge a travolgere anche l’accogliente culla del teatro off a Testaccio. I due Lorenzo - Collalti, autore e regista, e Parrotto, attore - ci raccontano la genesi e le dinamiche di questa inconsueta avventura performativa.

In occasione delle repliche romane del suo ultimo lavoro teatrale “Angelicamente Anarchici”, andate in scena al Teatro Vittoria, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Michele Riondino, interprete e regista indubbiamente tra i più interessanti e creativi del panorama teatrale e cinematografico italiano. Partendo dal suo personale, emozionante omaggio a due dei maestri che hanno ispirato il suo percorso artistico ed umano, Don Andrea Gallo e Fabrizio De Andrè, è stata anche l’occasione per scoprire i numerosi altri progetti che lo vedono coinvolto in questo periodo, scoprendo nel giovane attore tarantino una curiosità ed un desiderio costante di sperimentare nuove strade e di sperimentarsi, che costituiscono probabilmente il segreto della sua carriera in costante ascesa.

Instancabile lavoratrice alla ricerca dei suoi personaggi, fragili, potenti e magici come la vita. Un impegno variegato tra cinema e tv come attrice e conduttrice, un’esperienza nei fotoromanzi e l’approdo al teatro, insieme all’impegno civile dalla parte dei diritti per le donne. Cercando un teatro per attori senza spettatori…

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