“28 Battiti” sono il ritmo silenzioso di un’esistenza votata al sacrificio, tramutatasi in montagna nel gelo mattutino di una marcia che non conosce requie; “28 Battiti” sono la sensazione di smarrimento di un essere umano alla disperata ricerca della semplicità delle radici, travolto da un vortice di ambiziosi obiettivi che in definitiva non gli appartengono; “28 Battiti” scandiscono l’emozionante, viscerale flusso di coscienza dipanato dalla drammaturgia di Roberto Scarpetti, in questo frangente anche regista di questo monologo intimista, magnificamente portato in scena da un Giuseppe Sartori sempre più attore a tutto tondo, indissolubile sintesi di parola vibrante e virtuosismo muscolare. “28 Battiti” ha debuttato in prima nazionale al Teatro India, dove rimarrà in scena sino al 20 novembre e dove abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Scarpetti e Sartori per scoprire la genesi di questo lavoro potente e scevro di ogni retorica, lancinante eppure pervaso da un lirismo vibrante.

Sarà in scena fino al 16 ottobre la colossale ed appassionate rilettura di “Catilina”, personaggio storico controverso infangato da due millenni di tradizione storiografica, firmata da Claudio Romano Politi e Carlo Oldani i quali, oltre che rispettivamente autore e regista di questo ambizioso progetto teatrale, sono anche gli avventurosi artefici del nuovo corso del Teatro Orione, che torna grazie allo loro direzione artistica a spalancare le proprie porte con un chiaro principio ispiratore: “L’inedito come scelta: essere un punto di riferimento per quelle valide realtà che non trovano spazio”. Abbiamo incontrato Marco Rossetti, protagonista impetuoso ed emozionante nei panni di un Catilina onesto, rigoroso, temerario.

Un monologo delicato e struggente, divertente ed emozionante: “Mozza” è la prima prova registica della sicilianissima Claudia Gusmano, anche autrice e interprete di questo racconto semplice, frammento di esistenza autentica regalato con generosità al pubblico. Dopo il successo riscosso al debutto di marzo al Teatro Argot Studio, la nostra impavida navigante approda sulle sponde del laghetto di Villa Ada per conquistare il Roma Fringe Festival 2016.

Ha debuttato al Festival Teatrale di Borgio Verezzi il nuovo appassionato lavoro di Luciano Melchionna: Lello Arena e Giorgia Trasselli sono protagonisti di “Parenti Serpenti”, drammaturgia di Carmine Amoroso da cui Mario Monicelli ha tratto nel 1992 la pellicola ormai divenuta un vero e proprio cult del cinema italiano. Abbiamo incontrato la vulcanica, caparbia, intensa e brillante interprete romana, scoprendola realmente entusiasta di questa nuova sfida attoriale.

Identikit di Antonio Syxty

Scritto da Mercoledì, 06 Luglio 2016

Un po' Duchamp e un po' Oscar Wilde, e non si sa bene chi tra i due sommi artisti gli sia maggiormente affine. Certamente c'è in Antonio Syxty il gusto dada della meditazione, provocatoria e spiazzante, sui confini labilissimi tra vero e falso, tra autentico e posticcio. I baffi della Gioconda erano senz'altro posticci, ma siamo poi così sicuri che la “vera” Monna Lisa sia quella leonardesca priva di peluria sul viso? Sicuramente Antonio questa sicurezza non l'ha mai avuta, e la bellezza dei suoi spettacoli dipende anche - forse soprattutto - dalla certezza che a questo mondo non vi è nulla di certo. “Penso dunque sono”, diceva Cartesio con una certa sicumera, e Syxty pronto gli ribatte: “Penso, ma può essere pure che non sono”. Poi c'è Oscar Wilde, e il suo celebre aforisma “o si è un'opera d'arte o la si indossa”. Antonio Syxty, co-direttore artistico del Teatro Litta, nell'indecisione imbocca entrambe le vie: è un'opera d'arte vivente, ma allo stesso tempo l'opera d'arte la indossa sulla propria pelle. E non c'è pericolo che questi complimenti possano incrementare la sua vanità, perché lui è sempre stato la vanità fatta a persona, con tutto ciò che di buono (nel suo caso) comporta l'indugiare nelle bibliche vanità delle vanità.

Uno degli eventi teatrali italiani più attesi dell'estate, il Festival di Borgio Verezzi, compie cinquant'anni, e festeggia l'evento con un cartellone ricco e raffinato. Abbiamo incontrato uno dei protagonisti indiscussi della rassegna, quest'anno alla sua ottava partecipazione: Maximilian Nisi, attore eclettico dalle mille sfumature, ci racconta il suo "Fiore di cactus".

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