Dal 21 al 26 maggio, la Compagnia Colori Proibiti ha portato in scena “Beauty Dark Queen - Lo strano caso di Elena di Troia” al Teatro Franco Parenti di Milano, con la regia di Stefano Napoli. Dimenticate il teatro di parola, almeno come lo conoscete, la parola qui è muta ma eloquente. Parlano i corpi, la musica e soprattutto la regia con un lavoro molto complesso che fa muovere i personaggi della scena facendoli alzare direttamente dal copione. Uno spettacolo difficile da definire nel genere, che tiene insieme suggestioni diverse, guardando al passato della rivista e a certe espressioni del contemporaneo più forte. Con alcuni eccessi tipici del contemporaneo che mette l’accento sull’estremo, spiazzante, ironico eppure con una delicatezza che, come nella fiaba, ricompone il mosaico alla fine. Impossibile non essere affascinati dall’estetica dell’occhio di bue, dell’alternanza della luce diretta ai lunghi silenzi parlanti del buio, a quel senso di magia eco del cinema muto ricreato sotto i nostri occhi. La storia del mito è nota e in scena, nel delizioso spazio minuto del Café Rouge del Teatro Parenti, due uomini, una donna, una dea, una statuetta: sono Menelao, Paride, Elena, Afrodite, Eros. Una dark queen dalla bellezza fatale, il capriccio degli dei, un rapimento, una guerra. Paride, ospite di Menelao, gli rapisce la moglie Elena proprio sotto gli occhi e tra intrighi, gelosie, violenze, Elena sopravvive a tutti gli uomini che l’hanno amata. Per capire la genesi di questo originale progetto e le scelte che lo hanno indirizzato abbiamo incontrato il regista Stefano Napoli.

Nel binomio della stagione 2019 del Teatro Greco di Siracusa, Donne e guerra, Elena Arvigo è Andromaca, un femminile che nel nome evoca il maschile, “l’uomo che combatte”, la “donna che combatte come un uomo”, ne “Le Troiane” di Euripide.

Dal 25 al 28 aprile al Teatro degli Audaci di Roma è di scena “Stringimi che fa Freud”, commedia dolce-amara scritta da Alessandra Merico, che è anche una delle interpreti, e diretta da Vanessa Gasbarri che abbiamo incontrato per avere qualche spunto sulla mise en scène e lo spirito di questo testo ironico che vedremo anche nella prossima stagione romana e in tour durante l’estate. Il tema sono le parafilie, uno sguardo ironico ma non morboso sulla vita di coppia e non solo, anzi non proprio. Strizzando l’occhio a Freud una riflessione sulle fantasie sessuali: malattia, perversione o semplicemente un modo di essere? Se il sesso e la sessualità sono al centro della commedia, che si nutre inevitabilmente anche di equivoci, l’attenzione è però focalizzata sull’amore che resta il protagonista per eccellenza.

“Immigrati brava gente” torna in scena a Roma al Teatro Marconi (dal 28 febbraio al 10 marzo prossimi), dopo il successo ottenuto al Teatro de’ Servi qualche anno fa e a Milano al Teatro Martinitt. Con l’occasione abbiamo incontrato il regista, autore del testo e interprete Bernardino De Bernardis.

Tratto dal celebre romanzo “L’ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo, Tradizione Teatro porta in scena “Condannato a Morte - L’inchiesta” all’ Off/Off Theatre di Roma, con la drammaturgia e regia di Davide Sacco ed il patrocinio di Amnesty International. Protagonista è il giovane e talentuoso attore foggiano Gianmarco Saurino; lo abbiamo incontrato per approfondire il lavoro compiuto su questo impegnativo testo di vibrante denuncia sociale.

L’idea per “U* - Storia di un’identità fluida” nasce dall’apprendimento di un fatto avvenuto in Canada nel novembre del 2016: la nascita di Searyl Doty, il primo bambino al mondo la cui tessera sanitaria reca menzione ad un sesso indeterminato, ‘Undetermined’. Il collettivo artistico CRiB - formato da Beatrice Fedi, Roberto Di Maio e Carolina Ciuti - si interroga sul concetto di identità di genere, dalla Preistoria alla società contemporanea, con questo innovativo progetto, recentemente insignito del Premio Della Critica Direction Under 30 al Teatro Sociale di Gualtieri. Appuntamento a Roma, per la precisione presso Carrozzerie n.o.t., dal 10 al 12 gennaio.

TOP