Dopo “Terapia terapia” e “Se non ci fossi io”, Daniela Morozzi e Gianni Ferreri tornano a condividere le tavole del palcoscenico con “Chiamalo ancora amore”, uno spettacolo divertente in replica al Golden (che lo produce) fino al 18 maggio. Dopo il successo ottenuto nella fiction televisiva “Distretto di polizia”, dove vestivano i panni di Vittoria Guerra e Giuseppe Ingargiola, i due artisti si sono rinnovati cimentandosi in un percorso professionale diverso che li ha fatti esibire nei teatri di tutta Italia. Ora si confrontano con un attualissimo testo - scritto da Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli -, interpretando le parti di una coppia collaudata, che alla vigilia del festeggiamento del venticinquesimo anniversario di matrimonio, vive un’inaspettata situazione di difficoltà.

E' in scena al Teatro dell'Orologio dal 2 al 4 maggio, nell'ambito della rassegna di drammaturgia contemporanea Dominio Pubblico, "Battuage", il secondo lavoro teatrale della giovanissima e promettente compagnia Vuccirìa Teatro, vincitrice della scorsa edizione del Roma Fringe Festival con il pluripremiato "Io, mai niente con nessuno avevo fatto". In un' intervista a tutto tondo ai protagonisti - Joele Anastasi (anche autore e regista), Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano e Simone Leonardi - scopriamo la genesi dello spettacolo, i personaggi che lo popoleranno ed il lavoro appassionato compiuto da questi talentuosi e coraggiosi artisti.

In occasione del settantacinquesimo anniversario della nascita di "Arsenico e vecchi merletti", l'opera teatrale sarà in scena dal 2 al 4 maggio presso il Teatro del Popolo di Gallarate, con la regia di Fabrizio Angelini. Abbiamo incontrato il regista e coreografo romano - trent'anni di carriera al fianco di artisti come Garinei e Giovannini o Gigi Proietti, dall'italianissima Compagnia della Rancia di "A Chorus Line" ai fasti internazionali della Stage Entertainment con "La Bella e la Bestia" e "Mamma mia!" - che ci ha raccontato la genesi di questo spettacolo e i suoi numerosi altri progetti in cantiere.

Il pubblico di Roma lo adora, ma la fama di Fabio Avaro non si ferma di certo alla Capitale: insieme all'amico e collega Gabriele Pignotta, autore dei testi e regista, formano un duo brillante irresistibile, ed insieme hanno portato in tournèe le loro divertenti commedie, che hanno realizzato incassi record nei piu' importanti teatri italiani.

Prima di tutto un concetto fondamentale, da tenere bene a mente: il successo - di una persona come di un gruppo - non nasce sotto i cavoli. E non lo portano nemmeno le cicogne. Fatta questa premessa, possiamo forse credere che il successo dell’Elfo, la stima di cui gode da molti anni presso il pubblico e presso la critica, siano solo frutto del caso? Evidentemente no. Dietro una realtà teatrale così ben strutturata c’è un passato di sudore e fatica. Non c’è niente di retorico in questo, è la pura verità: Elio De Capitani è riuscito, insieme ai suoi sodali, a costruire qualcosa di grande semplicemente perché si è fatto un mazzo così. E il bello è che più passano gli anni, più è contento di farsi il mazzo di cui sopra. Alla base di tutta questa abnegazione c’è una passione, autentica e sincera, verso il teatro.

Teatro documentario, un’indagine giornalistica ricostruita in scena per informare, disturbare, provare, raccontare con uno spettacolo interattivo che diventa formazione, una sorta di percorso iniziatico al buio. Messi a nudo attori e pubblico, ma in una forma di virtualità che è garantita da una maschera per gli attori durante tutto lo spettacolo, per il pubblico se vuole. Contaminazione di stili per un’ora e mezza ad alta tensione sia dalla parte degli attori sia del pubblico. Un canovaccio per una performance che si rinnova ogni sera, come fare l’amore dove ripetere è impossibile. Ne scaturisce un’indagine sociologica e un esperimento sociale ad un tempo. La parola a Dario Aggioli e Katiuscia Magliarisi.

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