In occasione dello spettacolo “Vivi! Come il mare - pièce per due delfini”, in scena dal 13 al 28 febbraio allo Spazio Tertulliano di Milano, patrocinato dall’Associazione ambientalista Marevivo e diretto da Giuseppe Scordio, che ha curato anche il testo insieme a Eleonora Cicconi, abbiamo incontrato il regista. Uno spettacolo che si iscrive in un progetto per la promozione, attraverso l’arte e le emozioni, di una sensibilizzazione al tema del mare, intergenerazionale, e soprattutto di un invito al fare nella quotidianità. Il progetto che coinvolge la programmazione del Tertulliano fa propria la lezione della sostenibilità: produrre meno ma produrre meglio.

Lorenzo Loris è un regista che scova testi inediti in italiano di drammaturgia contemporanea e al contempo scommette sui classici della letteratura del Novecento per renderli testi teatrali. E’ ora in scena all’Out Off di Milano con “Sleepless. Tre notti insonni” di Caryl Churchill, con la traduzione di Paola Bono. Due attori decisamente credibili e convincenti - Elena Callegari e Mario Sala - con una regia scandita da tre episodi senza soluzione di continuità, in una sorta di dissolvenza cinematografica. Il testo lascia qualche dubbio, e abbiamo incontrato Lorenzo Loris per capire la sua scelta.

In occasione dello spettacolo “L’isola di Arlecchino”, una nuova produzione Piccolo Teatro di Milano per la regia di Stefano de Luca, ispirata al reale naufragio del cargo che trasportava scene e costumi di “Arlecchino servitore di due padroni” di Giorgio Strehler, abbiamo incontrato Andrea Coppone, leccese, classe 1983, che interpreta il ruolo di Arlecchino. In scena soprattutto l’attualità di un personaggio che è l’eterno bambino, incline alla meraviglia delle occasioni che si offrono, pronto a pagare le conseguenze delle proprie azioni. Andrea rilancia il teatro delle maschere come una scuola di vita, un viaggio iniziatico che dev’essere modernizzato per non scadere negli stereotipi; un invito a mettersi sempre alla prova, anche fisicamente.

Il 2020 si annuncia ricco di impegni per Silvia Siravo che sarà al Carcano di Milano con “La cena delle belve” (dal 9 al 19 gennaio), poi al Palladium a Roma nel ruolo di Elena ne “Le Troiane” di Seneca e in Sicilia con “Erano tutti miei figli” con la regia di Giuseppe Dipasquale, ma anche in mostra con le sue opere pittoriche. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua voglia di spaziare e di giocare con l’ironia.

Abbiamo incontrato Michele La Ginestra, protagonista di «La matematica dell’amore (radice di 2)» in scena al Teatro 7 fino al 5 gennaio del 2020. Lo spettacolo, scritto da Adriano Bennicelli, è contraddistinto da una trama divertente e poetica. In scena, al fianco del direttore del palcoscenico romano, c’è Edy Angelillo.

Edoardo Barbone è un giovane attore bolognese, con la virtù dell’umiltà, la forza della determinazione ed il coraggio dell’impegno per rilanciare un teatro che sia educativo, attento a quello che accade nel sociale. L’orizzonte è quello del teatro greco, con la rivisitazione e l’attualità del mito e l’attenzione tutta protesa al disagio giovanile: “la scommessa”, ha dichiarato Edoardo Barbone, “è di raccontare la tragedia con leggerezza”. Lo abbiamo incontrato alla vigilia dell’anteprima de “La notte di Antigone”, il nuovo spettacolo della compagnia Eco di Fondo che mette insieme il mito del coraggio del femminile e la debolezza, il maltrattamento politico del maschile, nella rilettura alla luce della vicenda di Polinice, interpretato dall’attore con un chiaro riferimento al martirio di Stefano Cucchi. Dalla scuola dei Filodrammatici di Milano, la voce di chi ama stare sul palcoscenico e vestire pelli diverse.

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