Scimmie Nude è una compagnia milanese con vocazione all’internazionalità che sperimenta linguaggi nuovi per testi classici e non solo, ma soprattutto che lavora sull’intimità, oltre la rappresentazione. Al centro il Teatro della Crudeltà di Artaud, un’autenticità estrema, che non dimentica altre voci del Novecento. La formazione con i suoi atelier resta un pilastro dell’impegno di Scimmie Nude che oggi guarda alla fiaba come lavoro interiore.

Una passione per la storia, la consapevolezza del senso civile del teatro e l’impegno sul territorio, il rilancio del teatro comico e della commedia dell’arte, specchio della società e cuore del mestiere dell’attore. Abbiamo incontrato il regista triestino Renato Sarti per raccontare il suo percorso e la sua idea di teatro, ma soprattutto quel senso ‘artigianale’ del mestiere dell’attore.

“Lo specchio di Borges”, ultimo lavoro di regia e interpretazione, conferma il percorso di Finazzer Flory, un viaggio dall’uomo verso l’uomo attraverso la parola che sviscera come un chirurgo, ora misurandosi con la finzione che svela la realtà per continuare poi nel progetto delle biografie con Dante, sul grande schermo.

In occasione dello spettacolo “Vivi! Come il mare - pièce per due delfini”, in scena dal 13 al 28 febbraio allo Spazio Tertulliano di Milano, patrocinato dall’Associazione ambientalista Marevivo e diretto da Giuseppe Scordio, che ha curato anche il testo insieme a Eleonora Cicconi, abbiamo incontrato il regista. Uno spettacolo che si iscrive in un progetto per la promozione, attraverso l’arte e le emozioni, di una sensibilizzazione al tema del mare, intergenerazionale, e soprattutto di un invito al fare nella quotidianità. Il progetto che coinvolge la programmazione del Tertulliano fa propria la lezione della sostenibilità: produrre meno ma produrre meglio.

Lorenzo Loris è un regista che scova testi inediti in italiano di drammaturgia contemporanea e al contempo scommette sui classici della letteratura del Novecento per renderli testi teatrali. E’ ora in scena all’Out Off di Milano con “Sleepless. Tre notti insonni” di Caryl Churchill, con la traduzione di Paola Bono. Due attori decisamente credibili e convincenti - Elena Callegari e Mario Sala - con una regia scandita da tre episodi senza soluzione di continuità, in una sorta di dissolvenza cinematografica. Il testo lascia qualche dubbio, e abbiamo incontrato Lorenzo Loris per capire la sua scelta.

In occasione dello spettacolo “L’isola di Arlecchino”, una nuova produzione Piccolo Teatro di Milano per la regia di Stefano de Luca, ispirata al reale naufragio del cargo che trasportava scene e costumi di “Arlecchino servitore di due padroni” di Giorgio Strehler, abbiamo incontrato Andrea Coppone, leccese, classe 1983, che interpreta il ruolo di Arlecchino. In scena soprattutto l’attualità di un personaggio che è l’eterno bambino, incline alla meraviglia delle occasioni che si offrono, pronto a pagare le conseguenze delle proprie azioni. Andrea rilancia il teatro delle maschere come una scuola di vita, un viaggio iniziatico che dev’essere modernizzato per non scadere negli stereotipi; un invito a mettersi sempre alla prova, anche fisicamente.

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