Sabato, 13 Luglio 2019 21:23

Visite - Teatro Franco Parenti (Milano)

“Ci vuole tempo per diventare giovani” sosteneva Pablo Picasso. Il Teatro dei Gordi, compagnia indipendente formata da un numero nutrito di artisti tutti diplomati alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ne ha impiegato poco per raggiungere non solo la giovinezza ma anche una profondità e una maturità drammaturgica di grande livello. Con “Visite”, diretti dal regista Riccardo Pippa e guidati dalla dramaturg Giulia Tollis, i Gordi mettono in scena un percorso esistenziale intimo, delicato, passionale e poetico. Non una trama ben definita quanto la poesia della vita e del tempo che passa dall’impeto della giovinezza alla placida calma della vecchiaia attraverso il silenzioso racconto delle vite di un gruppo di amici.

E’ andato in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, per il secondo anno consecutivo, “Peer Gynt - Suite”, lo spettacolo di e con Federica Fracassi e Luca Micheletti: un viaggio attraverso il senso della vita e la conoscenza di se stessi, che ci fa immedesimare nel vagabondaggio del protagonista attraverso questo originale progetto itinerante.

Tanta è stata la richiesta di biglietti che al Franco Parenti di Milano hanno dovuto organizzare delle repliche straordinarie per “Un cuore di vetro in inverno”, nuovo spettacolo di e con Filippo Timi. Un'ora e mezza di sospensione tra sogno, realtà, divertimento, commozione e lucida follia.

In prima nazionale, “Un cuore di vetro in inverno” ha inaugurato dal 23 al 28 ottobre la stagione del Teatro della Pergola. Spettacolo mirabolante di e con Filippo Timi, prodotto dal milanese Teatro Franco Parenti e dalla Fondazione Teatro della Toscana, con qualche tono ammiccante cerca di provocare la risata nel pubblico, eppure conferma la grande presenza scenica dell’attore umbro e la sua versatilità che qui diventa virtuosismo, passando da un genere all’altro nel giro di un’ora e un quarto. Il testo, che forse risulta un po’ coperto dagli “effetti speciali” della scenografia e dalla quantità di personaggi e cambi di situazioni, è un inno alla vita di struggente malinconia, la difesa del sogno che è l’unica ragione per la quale viviamo insieme all’amore, oltre a costituire il motore della storia. Per questo qualcuno ha addirittura osato credere di poter andare sulla Luna.

Un lavoro teatrale di grande ricercatezza ed autenticità, perfettamente calibrato nel suo equilibrio tra caustica ironia e delicata introspezione, giunge sul palcoscenico del romano Off/Off Theatre, sino a domenica 22 aprile, dopo due anni di luminosi consensi da parte di pubblico e critica. Si tratta di “Per Strada”, scritto da Francesco Brandi in scena insieme a Francesco Sferrazza Papa, con la regia di Raphael Tobia Vogel, prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano. Abbiamo incontrato Brandi, autore e interprete nei panni del tormentato Jack, in un’intervista a tutto tondo che, prendendo le mosse da questo pregiato spettacolo, ripercorre poi i suoi ultimi lavori teatrali e cinematografici ed infine rivolge anche uno sguardo ai progetti in vista per il futuro.

Un immenso Gioele Dix è il protagonista di questa commedia scritta da un autore argentino, Mario Diament, tradotta, adattata e diretta da una Andrée Ruth Shammah totalmente affascinata da questo testo che ha saputo trasporre con un’intensità colma di poesia e stupore. Grazie ad un gruppo perfetto di interpreti, al Teatro Franco Parenti di Milano, ci troviamo ad ascoltare una serie di brevi ma profondi racconti che rivelano gli intrecci esistenziali fra personaggi che si incontrano prima in una piazza di Buenos Aires ed in seguito in interni, luoghi che appaiono tramite una scenografia stupenda che trasforma il fondale dell’esterno nello studio di una psicologa, come se i due lati che si avvicinano fossero un enorme libro che vede girare una pagina...

In una taverna improvvisamente apparsa nella Sala Treno Blu del Franco Parenti, accomodati a tavolini in legno a lume di candele già consumate, appare un uomo ben vestito, ma turbato in volto, vestito di bianco ma con l’anima nera, ancora vivo eppure ansimante. Quest’uomo è Svidragajlov, un “malato” frutto della mente di Dostoevskij, uno scommettitore, un affamato di vita che sfida la morte.

Dal 23 gennaio all' 11 febbraio al Teatro Franco Parenti di Milano, Luca Micheletti e Federica Fracassi proseguono la loro personale esplorazione dell’universo ibseniano, proponendo “Rosmersholm” come un monodramma a due voci secondo l'intuizione di Massimo Castri.

Dal 10 al 21 gennaio. “E’ impossibile comprendere una figura del passato e tantomeno un genio se non si sia mai fatto un tentativo di comprendere se stessi”. Con le parole del celebre biografo Wolfgang Hildesheimer, Giuseppe Cederna torna a portare sui palcoscenici la storia del grande genio Wolfgang Amadeus Mozart, a trent’anni dalla sua interpretazione nell’87 con la regia di Mario Missiroli e la drammaturgia scritta da Peter Shaffer (che ispirò anche la celebre pellicola di Milos Forman).

Dal 10 al 21 gennaio al Teatro India in scena Giuseppe Cederna con MOZART, IL SOGNO DI UN CLOWN, brillante monologo con musica dal vivo sul celebre e immortale artista austriaco, un viaggio impervio ed esilarante tra la vita del genio e il miracolo della sua musica, che contiene anche la possibilità del fallimento, ma che è in ogni caso un successo intraprendere.

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