Vanessa Gasbarri: "Stringimi che fa Freud", un viaggio freudiano nella fluidità dei sentimenti

Scritto da  Sabato, 20 Aprile 2019 

Dal 25 al 28 aprile al Teatro degli Audaci di Roma è di scena “Stringimi che fa Freud”, commedia dolce-amara scritta da Alessandra Merico, che è anche una delle interpreti, e diretta da Vanessa Gasbarri che abbiamo incontrato per avere qualche spunto sulla mise en scène e lo spirito di questo testo ironico che vedremo anche nella prossima stagione romana e in tour durante l’estate. Il tema sono le parafilie, uno sguardo ironico ma non morboso sulla vita di coppia e non solo, anzi non proprio. Strizzando l’occhio a Freud una riflessione sulle fantasie sessuali: malattia, perversione o semplicemente un modo di essere? Se il sesso e la sessualità sono al centro della commedia, che si nutre inevitabilmente anche di equivoci, l’attenzione è però focalizzata sull’amore che resta il protagonista per eccellenza.

 

Come nasce l’idea di mettere in scena questo testo?
“Ho ricevuto una proposta dall’autrice in fase di idea di scrittura. Il plot mi è piaciuto e abbiamo condiviso l’idea”.

Cosa ti ha colpito di questa pièce, dato che il tema dei rapporti di coppia è da sempre e nella maggior parte dei casi al centro della commedia e non è di per sé originale?
“Mi ha divertito la drammaturgia sotto il profilo della psicoanalisi e del mondo dell’analisi psicologica sui quattro personaggi. La ricerca da Freud in poi è un campo d’indagine che mi appartiene profondamente e trovo curioso rintracciare nella realtà i diversi caratteri. Non è certo il punto di vista dei rapporti di coppia che mi incuriosisce, tema direi abusato, ma questo mix comico-tragico della difficoltà dei sentimenti”.

Qual è la sua nota di regia?
“Il nucleo è la riflessione intorno alla capacità dell’essere umano di analizzare con lucidità quello che è fuori da sé e, di contro, all’incapacità di mettere una lente di ingrandimento dentro se stesso, come se avesse degli occhiali al contrario”.

Qual è dunque il ruolo del ‘gioco di coppia’?
“La commedia evidenzia l’importanza del rapporto con l’altro perché in tal modo si rivela all’io il lato nascosto o sconosciuto o rinnegato e quando si sgretolano le certezze ci sono due vie, o la solitudine, la resa o il cambiamento, difficile ma vincente. E’ su questo aspetto che gioca la commedia, il percorso dall’accettazione all’adattamento. Oggi che la ricerca psicologica è diffusa, tutti conoscono i propri problemi. La vera difficoltà è trovare la chiave per superarli, non per capirli”.

Questo è il limite di Freud, svelare, rivelare al paziente il ‘trauma’ senza accompagnarlo nel cambiamento e spesso gettandolo in una situazione di sconforto. Qual è il suo punto di vista in questo spettacolo?
“Il teatro è un gioco molto serio e ha delle regole fisse che non lasciano il personaggio a se stesso. In tal senso è interessante seguire l’evoluzione dei comportamenti, anche secondo la storia della psicoanalisi”.

Cosa ha messo di suo nella pièce?
“C’è tutto di mio sempre. In questo spettacolo esisto soprattutto nelle pause tra una parola e l’altra. Ho per così dire lavorato negli spazi bianchi, perché la distribuzione delle parole rappresenta un po’ la punteggiatura della vita, le connessioni o le incongruenze tra parole e azioni”.

C’è un personaggio che vorrebbe raccontare tra i quattro in scena?
“I quattro interpreti non sono dei personaggi nel senso tradizionale di maschere, tipi, come nella commedia e tragedia classiche. Si tratta piuttosto, per ciascuno dei quattro attori, di una somma di molte sfaccettature di caratteri che in un momento prevalgono in una persona piuttosto che in un’altra. Ogni personaggio ha un suo timbro inconfondibile come uno strumento musicale, ma emerge come ognuno di noi sia un fluido divenire e di volta in volta l’accento è su un aspetto. In questa commedia un personaggio è ‘nevrotico’ o ‘romantico’ ad esempio, ma non è il nevrotico o il romantico, non lo è sempre stato e sempre lo sarà, lo è in prevalenza nell’azione scenica e già nel corso dell’azione si vede la sua evoluzione. In tal senso con l’ingresso della psicoanalisi il teatro è cambiato perché è cambiato il nostro punto di vista sulla vita.”

 

STRINGIMI CHE FA FREUD
il nuovo spettacolo di Vanessa Gasbarri

Teatro degli Audaci di Roma
25-28 aprile 2019
Prima nazionale su un testo inedito 

Una commedia di Alessandra Merico con la regia di Vanessa Gasbarri in scena al Teatro degli Audaci di Roma dal 25 al 28 aprile 2019, per riflettere sulle fantasie sessuali, strizzando l’occhio a Freud: malattia, perversione o semplice un modo di essere?
Donne e Uomini alle prese con le loro fantasie sessuali: una commedia dirompente in cui, con esilarante sfrontatezza, irrompono in scena paure e desideri sessuali.
Oscar e Letizia, dopo qualche anno di matrimonio tentano invano di mettere al mondo un figlio. Letizia tanto determinata quanto curiosa trascina Oscar che di suo è più restio al cambiamento, in una terapia di coppia, per esplorare le diverse sfaccettature della sessualità. Ma la ricerca dell’equilibrio di coppia
e della felicità coniugale sarà sconvolta dall’arrivo in casa di Ambra, la frizzante e trasgressiva cugina di Oscar.
Una commedia ricca di equivoci e malintesi, una riflessione ironica sui tanti tabù sessuali della società contemporanea.
La commedia con toni leggeri e ironici vuole esplorare i tabù della sessualità attraverso alcune piccole devianze alla norma etero, fatta di copule non troppo fantasiose nel porto sicuro di rapporti di coppia stabili, che non scandalizzano mai, e dove comunque è l'amore a farla da padrone, prima del sesso. Nel testo le tematiche sono trattate con normalità e semplicità, con leggerezza, senza pudori.
La ricerca di una gravidanza porta una coppia a fare un viaggio dentro si sé e nella propria intimità, e in questo percorso si confronterà con fantasie legate al pericolo, con orgasmi intensi e bizzarri, feticismi dei piedi e per certi tessuti, eccitazioni di fronte alle lacrime o alle persone addormentate, travestitismi: sono tutti raccontati con fresca naturalezza, senza timori o senza pruderie. E con lo sguardo dichiarato di chi, come i personaggi della commedia, si deve confrontare con qualcosa di insolito (in sé o nel partner) e deve imparare ad accettarlo, per il benessere suo e della coppia.
Perché in fondo, quello che si vuole raccontare è che far bene l'amore fa bene all'amore.
Perché, affinché l'amore (r)esista, deve continuare ad (r)esistere anche il sesso.
In programma una tournée nel Salento l’estate prossima con date e luoghi da definirsi a breve.

STRINGIMI CHE FA FREUD
da giovedì 25 a domenica 28 aprile 2019
regia Vanessa Gasbarri
testo Alessandra Merico
cast Alessandro Salvatori, Patrizio Cigliano, Alessandra Merico e Vanina Marini
aiuto regia Vita Rosati
scene Katia Titolo
costumi Elisa Rotondi
luci Corrado Rea

Teatro degli Audaci - Via Giuseppe de Santis 29, Roma
Tutte le sere ore 21.00 – domenica ore 18.00 – lunedì, martedì e mercoledì riposo
(per ritirare i biglietti e info): sabato 10-13.30 – 16.00/20.00; e dal lunedì al venerdì e la domenica dalle 16:00/20:00. per prenotazioni e info telefoniche: 06 94 37 60 57
dal lunedì al sabato 10.00/13.30 – 16.00/20.00 e domenica dalle 16.00/20.00. Costo dei Biglietti: intero € 18,00 – ridotto € 15,00 (più € 2,00 di prenotazione e prevendita)
Durata: circa 90 minuti e intervallo

 

Vanessa Gasbarri, romana, dopo la laurea in Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma e firma la sua prima regia con un adattamento de La locandiera di Goldoni andato in scena al Teatro Tor di Nona di Roma. Dirige poi La favola del figlio cambiato con M. Bordoni e gli allievi dell’ANAD Silvio D’Amico, Gardenia, sette giornate ed un tramonto di Maricla Boggio, con Giorgia Trasselli, e Hanno buttato Macbeth, liberamente ispirato all’omonima opera di W. Shakespeare. Dirige ed interpreta il Mistero buffo di Dario Fo e Franca Rame, con Theano Vavatziani. Cura poi la regia di Romeo e Giulietta, una scelta d’amore (con l’Associazione Culturale Fareteatro “laboratorio universitario arti sceniche di “L’Aquila”), Post.it, L’Ennesima Giovanna (di L. Melchionna, con Cristiana Vaccaro, per la rassegna Teatri Possibili 2005-2006), Abelardo ed Eloisa. Duetto (di M. Boggio, con M. Bordoni e M. Prayer) e Love & Crash (drammaturgia di Masolino D’Amico).
Amministratore di compagnia prima e responsabile di produzione poi per Teatro Stabile d’Abruzzo, Teatro e Società srl, Viola Produzioni srl e Sala Umberto srl.
Firma la regia di una serie di Commedie Teatrali Italiane Contemporanee accolte dal caloroso ed unanime consenso di pubblico e critica: Finché vita non ci separi (Stagione 2012/2013) di G. Clementi, con Giorgia Trasselli, Antonio Conte, Nicola Paduano, Alessandro Salvatori e Cristiana Vaccaro; Clandestini di G. Clementi, con Marco Cavallaro, Andrea Perrozzi, Antonia Renzella ed Alessandro Salvatori; La spallata di G. Clementi, con Antonio Conte, Giorgia Trasselli, Gabriella Silvestri, Claudia Ferri, Alessandro Loi, Matteo Milani ed Alessandro Salvatori; Il tempo delle mele cotte di G. Clementi, con Giorgia Trasselli ed Antonio Conte. In questa stagione debutterà con due nuovi spettacoli: I re-fusi di R. Skerl, con Fabio Avaro ed Enzo Casertano. I refusi sono gli errori di stampa e Rodolfo Marra, correttore di bozze, li odia. Quando realizza che tutto il mondo è un immenso refuso, perde la testa e si arma di una pistola. L’appartamento di F. Apolloni con Antonio Conte, Gabriella Silvestri ed Enzo Casertano.

Intervista di : Redazione Teatro
Sul web: www.teatrodegliaudaci.it

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