Tommaso Amadio e Alice Redini: Un Girotondo di piacere al Filodrammatici di Milano

Scritto da  Francesco Mattana Giovedì, 07 Marzo 2013 

Dal 14 febbraio al 10 marzo. Il piacere del teatro, il piacere nel teatro. In quanti modi si può declinare la lussuria nella società contemporanea? Infiniti. Il Teatro Filodrammatici ha optato per una scelta colta e originale: ispirarsi al Girotondo di Arthur Schnitzler, l’ ‘enfant terrible’ che all’inizio del Novecento indignava l’Impero Tedesco coi suoi graffi alla morale borghese. È trascorso un secolo dalla prima a Berlino: il mondo è cambiato, certo, ma le dinamiche dei rapporti di coppia quelle sono. Cambia il linguaggio, lo stile di vita, la cornice in cui avvengono gli incontri, ma quella spinta interiore che porta due persone a conoscersi 'in senso biblico' rimane immutata nei secoli. Alice Francesca Redini e Tommaso Amadio sono i protagonisti di uno spettacolo completo, in cui la profondità delle tematiche trattate si sposa alla godibilità dell'allestimento. «Il pubblico che viene a vederci apprezza moltissimo. La gente torna portandosi dietro gli amici, il passaparola funziona. Siamo soli in scena ma ci trasformiamo così tanto che una signora, alla fine dello spettacolo, si è chiesta: “Bravi quei due, ma gli altri come mai non sono usciti a prendere gli applausi?”. Una vera soddisfazione, significa che siamo stati dei bravi Fregoli».

 

  

 

Produzione Teatro Filodrammatici presenta
GIROTONDO.COM
di Bruno Fornasari
ispirato a Girotondo
di Arthur Schnitzler
con Tommaso Amadio e Alice Redini
scene e costumi Erika Carretta
regia Bruno Fornasari

 

 

Come tutti i classici, Schnitzler va accostato con intelligenza. Operazione che i fuoriclasse del Filodrammatici hanno portato a termine con successo: «Abbiamo riscritto il testo. È rimasta la struttura dei quadri originale, riletta a modo nostro. Riguardo ai contenuti, Schnitzler si proponeva di snidare il perbenismo borghese di quella Vienna. Nel 2013 quel tipo di perbenismo appartiene a una minoranza, non è più un problema. Rimane però la prostituzione dei sentimenti, la superficialità nel vivere l’atto amoroso: sesso che lascia inariditi, atto meccanico che non si evolve in esperienza di scoperta».
È sempre la solita storia: tutti sono convinti di sapere tutto su quell’argomento, ma le reazioni durante lo spettacolo lasciano intendere un'altra verità: «Il pubblico prende coscienza della tematica nel corso dello spettacolo. Dalle reazioni sorprese si capisce che scoprono parecchia roba. Ci divertiamo a sentire lo stupore divertito in sala, è un dialogo costante giorno dopo giorno tra noi e loro». Tommaso ha alle spalle una lunga frequentazione dei Classici; tra le esperienze più esaltanti di Alice c’è il fortunato Collettivo Le Beatrici, dal libro di Stefano Benni. «Il pubblico ci ha amate moltissimo. Forse perché siamo un gruppo di ragazze molto genuine e spontanee, sul palco c’era una bella energia sensuale. E poi la forza dell’autoironia, che non sempre le donne sanno sfoderare. Ispirandomi alla mocciosa di Benni in questo spettacolo con Tommaso do vita a un altro tipo di mocciosa».
Nell'arco di una carriera ormai ultradecennale, Tommaso porta nel cuore tutte le sue fatiche sul palcoscenico, perciò fatica a individuare il ‘figlio’ preferito. «Senz’altro sono legato al Delitto e castigo realizzato subito dopo l’Accademia: è stato un momento di liberazione, sentivo per la prima volta il piacere di esercitare la mia forza creativa sul testo. Quello che in tanti non riescono a capire è che tanto di quello che succede sul palco è uno specchio di come hai interagito coi partner durante le prove. E il partner di lavoro, qualunque esperienza tu faccia a teatro, lo devi considerare un compagno di gioco e non un competitore».
Tommaso si è lasciato spesso sedurre dal fascino del teatro greco. «Non c'è una ricetta unica per proporre questi testi immortali. Quello che io ho cercato di fare è una sintesi tra la potenza immaginifica del teatro classico e la sua corrispondenza col pubblico di oggi. Questo non significa abbassare, ma cercare che l’oggi si alzi a quel linguaggio. Quando feci l’Iliade, trovai una corrispondenza tra i discorsi di Bush e di Agamennone».
Un'attrice che ha già dimostrato di saper esplorare molte corde interpretative, quale personaggio greco porterebbe volentieri in scena? «Ho una voglia matta di fare Medea, è il sogno della vita. Anche Calipso ha delle sfumature meravigliose. Probabilmente, in questa fase della mia carriera un Antigone mi si attaglierebbe perfettamente». Curiosa e onnivora, non riesce a individuare un solo nome di attrice con cui amerebbe dividere la scena, perché sa che in tutti i casi sarebbe un'esperienza arricchente. Tommaso diffida dei caratteri troppo accentratori, che purtroppo hanno affollato il teatro negli scorsi decenni: «Immagina il teatro come partita di calcio: se in campo c’è qualcuno che gioca ma fa anche l’arbitro il risultato non è dei migliori. Con Bruno Fornasari, il regista di Girotondo.com, c’è un livello di ‘cazzeggio scenico’ che a mio avviso è la dimensione migliore». La 'cattiva maestra TV', Alice ne è sicura, non fa al giorno d’oggi un buon servizio al teatro: «Questo tipo di TV non fa un buon servizio a niente. Applausi all’una di notte? Ma fatelo in orario più a misura d’uomo». C'è da dire, aggiunge Tommaso, che «anche il teatro ha parecchie responsabilità. Una certa politica teatrale ha allontanato il pubblico, soprattutto le sperimentazioni fini a se stesse. La critica ha inneggiato a certi spettacoli, facendo un grande danno al teatro in generale».
Così giovani, hanno un futuro recitativo lungo e limpido davanti a sé. Il cinema è un treno per il momento non battuto abbastanza. Ma solo per il momento. «Il dramma in Italia è che cinema e teatro funzionano a compartimenti stagni. All’estero è la prassi un bravo attore saltellare dai palcoscenici al set cinematografico. Il teatro per me è una forma di linguaggio imprescindibile, ma riconosco che il video è il linguaggio della contemporaneità. Vorrei frequentarlo più spesso.». Alice condivide la passione per il fare cinema: «Ho recitato in corti ed è bellissimo, un godimento vero. È un peccato questa diffidenza tutta italiana tra teatro e cinema, speriamo di contribuire a un cambio della mentalità» Quando ci si accosta a un mostro sacro come Schnitzler, una domanda sorge spontanea: l’austriaco avrebbe apprezzato il vostro allestimento? «Secondo me Schnitzler avrebbe gradito e tanto. Tradiamo la scrittura originale con una fedeltà rara. Sembra un paradosso, ma è un paradosso che funziona».

 

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, sabato ore 21.00; mercoledì e venerdì ore 19.30; domenica ore 16.00
Biglietti: martedì, mercoledì, giovedì intero 16 euro, ridotto convenzionati 12 euro, under 25 10 euro, over 65 8 euro; venerdì, sabato, domenica intero 22 euro, ridotto convenzionati 18 euro, under 25 14 euro, over 65 12 euro, speciale biglietto con aperitivo 20/25 euro

 


Intervista di: Francesco Mattana
Grazie a: Valentina Ludovico, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

 

 

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