Teatro dei Gordi: un teatro di parola, pop nella forma, senza rinunciare alla poesia

Scritto da  Giovedì, 27 Novembre 2014 

All’interno della Rassegna XXS Primi applausi da piccole taglie arriva a Campo Teatrale Il Grande Gigante Gentile (30 novembre, ore 10.45), il primo spettacolo per bambini della compagnia Teatro dei Gordi. Tratta dal romanzo “The BFG” (Big Friendly Giant) di Roald Dahl - nell’adattamento teatrale di David Wood - la storia racconta dell'improbabile amicizia tra il GGG, un gigante vegetariano soffia sogni, e Sofia, un’intelligente bambina di otto anni. Rapita di notte dal suo letto e portata nel Paese dei Giganti, Sofia incontrerà personaggi surreali e fantastici in un’atmosfera magica, piena di sorprese e colpi di scena. Per l’occasione, abbiamo chiesto alla compagnia di raccontarci di sé e dello spettacolo.

 

30 novembre – ore 10.45
Campo Teatrale

Compagnia Teatro dei Gordi presenta
IL GRANDE GIGANTE GENTILE
adattamento teatrale di D. Wood dal romanzo “the BFG” di Roald Dahl
regia Teatro dei Gordi
con Cecilia Campani, Andrea Panigatti, Maria Vittoria Scarlattei, Matteo Vitanza
aiuto regia Marco Monzini
drammaturgia Giulia Tollis
traduzione Eugenia De Nicola
luci Giuliano Bottacin
registrazioni audio e mixaggio Andrea Leone, Damiano Archetti
organizzazione Camilla Galloni

 

Come nasce la compagnia Teatro dei Gordi?
Il Teatro dei Gordi nasce nel 2010, quando un manipolo di giovanissimi attori, tre registi e una drammaturga decidono - al termine della loro formazione all'Accademia Paolo Grassi di Milano - di continuare a lavorare insieme e cimentarsi nel mestiere del teatro fuori dall'ambiente protetto della scuola. All'inizio il gruppo era formato da sedici elementi che, un bel giorno, decidono di costituirsi in associazione culturale e darsi il nome di Gordi. “Gordo” si dice di un uomo pingue, di un biglietto vincente, di un terreno quando è fertile, buono per dare frutti. Così quel nome ci è sembrato di buon auspicio. Maurizio Crozza, negli ultimi tre anni, l'ha pronunciato più e più volte in diretta su La7. Ad oggi siamo conosciuti da registi, attori, direttori artistici con cui abbiamo collaborato o ci siamo formati; da bambini e insegnanti (soprattutto in Brianza); da associazioni e agenzie pubblicitarie a Milano e da spettatori e curiosi a Milano, Spoleto, Livorno e Venezia. Se il numero dei soci di compagnia negli anni si è ridotto, il numero delle collaborazioni è aumentato e, soprattutto, è rimasta immutata la spinta che ci ha convinto a fare gruppo: la voglia di lavorare insieme.

Come lavorano tutte queste teste insieme?
Premessa, non siamo metodici. O meglio, i diversi materiali drammaturgici con cui ci confrontiamo spesso ci chiedono di cambiare approccio al lavoro. Un amico un giorno, al termine di un nostro spettacolo ci ha definiti “anarchici del teatro”. Ci stanno strette le regole formali, i ruoli fissi e le competenze, se non vengono messe in discussione. Ci piace prendere insieme le decisioni artistiche, formulare ipotesi, provare, scartare, riprovare. Costa energia, allunga i tempi, a volte crea discussioni, ma a noi piace così. Siamo sempre più teste che inventano, scrivono, dirigono, realizzano. Poi le competenze dei singoli intervengono per tirare le fila. Gli attori hanno delle spiccate doti autoriali, la drammaturgia lavora corpo a corpo con la regia e le nostre produzioni sono degli entropici work in progress che, a turno, ci prendiamo la responsabilità di gestire fino al giorno del debutto, all'incontro con il pubblico.

Che tipo di teatro/spettacoli portate avanti?
Il teatro che abbiamo fatto fino ad ora è un teatro di parola, pop nella forma, senza rinunciare alla poesia. Abbiamo scomodato Shakespeare facendo una versione itinerante del suo Molto rumore per nulla, abbiamo celebrato Harold Pinter mettendo in scena Il Compleanno e Pinter Party, un montaggio di sketch brevi e monologhi del nobel inglese (di cui esiste anche un'edizione natalizia). Abbiamo inventato Don't Panic!, una guida intergalattica al teatro indipendente, rubando non dai maestri della letteratura teatrale ma dalle nostre disavventure di teatranti flessibili, capaci di sopravvivere agli imprevisti del sistema culturale italiano. Infine abbiamo deciso di convincere, almeno i bambini, che il mondo può e deve essere cambiato, adattando e interpretando Il Grande Gigante Gentile, la nostra ultima produzione.

Come mai la scelta di accostarvi al teatro per bambini?
Non abbiamo scelto il teatro per bambini, abbiamo scelto una storia: la storia di un gigante meraviglioso che nella vita soffia i sogni sui cuscini dei bambini addormentati. Nel 2012 un gruppo ridotto di Gordi ha pensato di proporre un laboratorio nelle scuole elementari di Limbiate, una serie di incontri propedeutici al teatro, dedicati ai bambini di due quarte elementari. Siamo partiti dal racconto di Dahl e, con il preziosissimo contributo dei bambini, abbiamo inventato il Mondo delle Ombre, quello dei Sogni e quello dei Giganti. Alla fine ci siamo ritrovati sul palco, noi e loro, a raccontare la storia di un'amicizia, quella del GGG e di Sofia, ma anche la nostra. Poi qualcuno, in una delle nostre interminabili riunioni, ha detto: “E se facessimo il GGG?”, così il 30 novembre saremo in scena a Campo Teatrale per il debutto milanese dello spettacolo.

Cos’avete trovato ne "Il Grande Gigante Gentile" che volete trasmettere ai piccoli - e grandi - spettatori che verranno a vedervi?
Abbiamo trovato un buon motivo per credere che se trovi il complice giusto nella vita puoi superare paure, dolori, imprevisti e sventure. In due si ride, si piange, si discute, ci si tiene compagnia. In due le idee diventano più chiare, i pensieri si trasformano in progetti e i progetti in azioni. In due ci sarà sempre una mano da afferrare, anche in quell'ora del giorno in cui le creature della notte escono allo scoperto e tengono il mondo in pugno.

Prossimi progetti?
La Morte Stufa, il primo progetto dei Gordi senza parole o, in ogni caso, senza parole riconoscibili, attribuibili a qualche lingua conosciuta. Ci saranno quattro personaggi, indosseranno delle maschere e se parleranno, si esprimeranno in un grammelot inventato e racconteranno di quel giorno in cui la Morte si stufa di giocare il suo ruolo di antagonista della Vita. Uno spettacolo per adulti? Chissà! Di sicuro uno spettacolo internazionale, un progetto che mira a varcare i confini dell'Italia per cercare altri terreni fertili da coltivare.

 

Intervista di: Serena Lietti
Sul web: www.campoteatrale.it - http://teatrodeigordi.wix.com/teatrodeigordi

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