Todi Festival 2014 - intervista al direttore artistico Silvano Spada

Scritto da  Venerdì, 29 Agosto 2014 

"Alla base dell'idea stessa del Todi Festival ed in particolare in questa edizione 2014, c'è un'urgenza di cultura. E ringrazio Jannis Kounellis per l'onore di aver realizzato il manifesto del Todi Festival 2014, con la luce magica di un corno ad indicare e suggerire il risveglio e la ribellione all'apatia e al conformismo...Nel Programma del Todi Festival 2014 c'è cultura perché proponiamo riflessioni su temi umani, sulla smania di potere e di denaro e la volgarità e il vuoto che ne deriva, sull'amore e, a volte, la difficoltà di amare, sulle emarginazioni, sui giovani e gli adulti, sulla sessualità...". Silvano Spada, direttore artistico del Todi Festival.

 

Buonasera Silvano, è un piacere avere l'opportunità di incontrarla per scoprire tutti i dettagli dell'edizione 2014 del Todi Festival, rassegna giunta alla propria XXVIII edizione che quest'anno travolgerà l'incantevole cittadina umbra con un tornado di arte, teatro e cultura dal 21 al 31 agosto. Il Todi Festival è indubbiamente una sua creatura, visto che è stato da lei concepito, ideato ed organizzato nel 1987, dedicando in particolare il focus al teatro di prosa e alla nuova drammaturgia italiana. Come nacque l'idea di questo festival e quali furono le difficoltà inizialmente incontrate?
Sono entrato nel mondo dello spettacolo casualmente fermato per strada a Roma e scritturato dallo Dino De Laurentis Cinematografica; scoprii il Festival dei Due Mondi di Giancarlo Menotti e rimasi molto colpito da quello che allora era un grande Festival di sperimentazione vitale e stimolante e proprio dal Festival di Spoleto mi venne l’idea di organizzare un giorno un altro grande Festival.

La sua carriera artistica è stata costellata di incontri, collaborazioni, sperimentazioni tra teatro, cinema e televisione, in un sentiero di instancabile ricerca. Quali sono state a suo avviso le tappe più significative di questo percorso, le pietre miliari che lo hanno segnato indelebilmente?
Tutto quello che è accaduto nella mia vita è stato determinato dalla mia curiosità per tutto ciò che non conoscevo e da una costante spinta verso quello che potrà essere il domani. E fin qui ho avuto una vita davvero fortunata.

Ha indicato come leitmotiv e principio ispiratore di questa edizione, un' "urgenza di cultura". Come intendete declinare il concetto di cultura, abbattendo l'omologazione massificante e gli schemi eccessivamente rigidi?
L’urgenza di cultura nasce dalla crisi economica ma anche da quella di valori che attraversa la nostra società. Credo che la cultura rappresenti l’unico strumento in grado di rovesciare questo paradigma perché, allo stesso tempo, può diventare volano di uno sviluppo economico fondato sulla conoscenza e assolvere al compito di collante sociale. Le mie parole non vogliono essere retoriche, anzi, trovano la sua applicazione pratica nella rassegna che dirigo: a Todi, durante il Festival, gli esercizi commerciali, i ristoranti, il turismo, traggono vantaggio dal programma degli spettacoli e dalla pubblicità sui media nazionali e internazionali. E, inoltre, il Todi Festival è un momento di aggregazione, di partecipazione, di condivisione della conoscenza.

Quindici spettacoli fortemente eterogenei, spaziando dalla pedagogia tolstoiana allo scintillante teatro musicale di Andrew Lloyd Webber, dalla riflessione sulle più recondite pieghe dell'animo umano allo sguardo costantemente rivolto all'attualità, sino alla commedia brillante ed irriverente. Registi ed autori di indiscusso rilievo, accanto a giovani talenti ricchi di passione. Ci presenta brevemente gli spettacoli di questo Todi Festival 2014?
Sono tutti spettacoli inediti, che intendono proporre al pubblico il lavoro di alcuni fra i protagonisti della scena teatrale contemporanea ma, allo stesso tempo, far debuttare giovani attori e registi che non trovano spazio nei cartelloni dei teatri nazionali e che, invece, lo meriterebbero. Alla base della programmazione del Todi Festival, ad ogni modo, c’è la curiosità, l’attenzione al nuovo, il rispetto del passato ma anche una sfida ai conformismi e la voglia di guardare avanti.

In contingenze storiche quantomeno complesse come quelle che contraddistinguono attualmente i rapporti tra i paesi dell'Europa occidentale e la Russia, il Todi Festival dedica particolare attenzione alla cultura russa, come fucina di artisti, poeti, scrittori, danzatori e musicisti. Un modo di esorcizzare un presente in cui democrazia e libertà di espressione, condizioni imprescindibili per un'arte onesta e necessaria, appaiono sempre più a rischio nelle lande russe?
Non direi un modo per esorcizzare il presente. Anzi, piuttosto parlerei di stimolare la riflessione: la Russia, infatti, è la patria di artisti immortali che hanno cambiato il modo di pensare di intere generazioni. La cultura russa deve ricordare a tutti, non solo ai russi, la matrice del pensiero di grandi come Dostoevskij, assolutamente contrario alla violenza e alla guerra. Vorrei ricordare, inoltre, che l’unico movimento di avanguardia futurista che si schierò contro la guerra nei primi anni del novecento fu quello di Majakovskij.

Prima di salutarci dandoci appuntamento a Todi, vuole rivolgere un invito speciale ai nostri lettori?
Se dovessi rivolgere un appello, inviterei alla partecipazione. La partecipazione è fondamentale, soprattutto nei processi sociali e culturali, per formare le opinioni e imparare a rispettare quelle altrui, per incontrarsi e per conoscersi. E il Festival è allegria, una festa.

 

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Flavio Alivernini, Ufficio stampa Todi Festival
Sul web: www.todifestival.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP