ricci/forte: 100% Furioso, un fermento di arte e libertà nelle gelide lande moscovite

Scritto da  Domenica, 10 Novembre 2013 

Mentre nelle lande moscovite le temperature metereologiche scendono verticalmente, quelle emotive salgono alle stelle. Stefano Ricci e Gianni Forte, dopo un percorso tracciato con quattro settimane di prove con un cast e una produzione (progetto Platforma, nel fantastico spazio Vinzavod) esclusivamente russi ed il prezioso supporto di Giuseppe Sartori, portano in scena a Mosca 100% FURIOSO. Lo spunto iniziale è il poema cavalleresco di Ariosto, l' "Orlando Furioso", appiglio germinale per affrontare il tema della follia amorosa e dei danni da abbandono. Lo spettacolo debutta a Mosca il 9 e 10 novembre, per poi essere ospitato il 20 novembre dal prestigioso NET Festival. Un viaggio, questo intrapreso in compagnia di 16 valentissimi performer russi, rivelatosi fonte di sorprendente entusiasmo e rigenerante linfa artistica. La professionalità dispensata a piene mani dagli interpreti e dalla produzione russa appare anni luce lontana dal noto e logoro sistema collassato italiano. Dopo l'esperienza moscovita ricci/forte voleranno direttamente a Parigi, dove debutteranno il 14 novembre con IMITATIONOFDEATH al Theatre MC93, per restarvi in scena fino al 1 dicembre; sempre a Parigi, dal 24 al 27 gennaio 2014 apriranno il Festival ArtDanthé di Vanves con i tre spettacoli GRIMMLESS, WUNDERKAMMER SOAP #1_DIDON (con Giuseppe Sartori) e WUNDERKAMMER SOAP #2_FAUST (con Piersten Leirom). Un autunno dunque di avvincenti progetti internazionali, di cui la coppia di drammaturghi più originale e coraggiosa del teatro italiano ci racconta genesi e dietro le quinte in questa intervista, priva di censure autoimposte o timorose titubanze, politically uncorrect proprio come la loro magnifica arte.

 

 

 

Mentre in Italia il sistema teatrale si dibatte tra drammatici tagli economici e gretto provincialismo, sembra che le gelide lande moscovite vi stiano riservando un'accoglienza memorabilmente calorosa. State portando in scena, dopo quattro settimane di lavoro con un cast esclusivamente russo e Giuseppe Sartori, uno dei vostri primi lavori drammaturgici, "100% FURIOSO". Come è nato questo ambizioso progetto in Russia e quale evoluzione sta conoscendo l'opera rispetto alla sua versione originaria?
100% furiosoIl viaggio intrapreso è cominciato lo scorso anno, quando siamo approdati per la prima volta in terra russa, invitati dal Festival Territoria di Mosca con il nostro GRIMMLESS. La straordinaria accoglienza ricevuta, confermata da una prima Masterclass con performer moscoviti che ci hanno destabilizzati per la fiducia e la generosa partecipazione, ci ha fatto riflettere sulle possibilità di confronto con realtà lontane dalle nostre e sull’arricchimento dettato dalle conseguenze degli incontri. Per queste ragioni abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di Platforma e del NET Festival di lavorare in una produzione totalmente russa, con uno spettacolo che entrerà in repertorio a Mosca. Siamo tornati qui ad Aprile e dopo un casting di dieci giorni full time dove abbiamo incontrato più di 350 giovani attori provenienti da ogni parte della Russia (uno di loro, Vasiliy Britchenko, entrato a far parte dell’ensemble, ha impiegato più di tre giorni di viaggio col treno per raggiungerci dalla Siberia), abbiamo scelto i 16 performer 100% furiosi. Le barriere linguistiche erano state già frantumate durante il workshop dello scorso anno, dove avevamo potuto constatare come la nostra grammatica emotiva venisse colta, elaborata e restituita con una chiarezza e una connessione unici. Da qui, l’Italia sembra la Terra vista dalla Luna: come Astolfo dell’Orlando Furioso, riusciamo a mettere a fuoco – dalla giusta distanza – la piccineria in cui si barcamena il nostro sistema teatrale, fatto dei consueti balletti e consorterie di vanità. Forse è proprio vero, come insegna Ariosto, che lontani dalla patria si comprende meglio cosa si perda vivendoci: il confronto con le altre realtà palesa miseramente lo sterno asfittico di una Italietta culturalmente agonizzante, volendo essere ottimisti.
100% FURIOSO, un antidoto per combattere la tendenza ad accontentarsi;
100% FURIOSO, per nuotare controcorrente, risalire a galla e con rabbia nel fiume del conformismo, del lamento istituzionalizzato, della globalizzazione, del politically correct;
100% FURIOSO, per liberare e nutrire quel grano di follia che ognuno di noi porta dentro di sé.
Ora più che mai.

 

Le notizie di cronaca provenienti dalla Russia raccontano di un'atmosfera non propriamente aperta, disponibile ad accogliere la diversità e le voci contrarie ai diktat prestabiliti. Cosa ci racconta il vostro punto di vista, solitamente lucido e certamente non incline al compromesso?
100% furiosoNessuno sconto nell’approccio moscovita, anzi una volontà di seminare dubbi in un sistema sclerotizzato come quello russo. C’è stata una sorpresa nel cogliere una landa professionale poco incline alla fantasia: un luogo dove il performer viene immerso in un processo di chiusura e mancanza di confronto con l’esterno che lentamente, passo dopo passo, lo priva della capacità di fantasticare rendendolo mero esecutore. Ci sono volute settimane di smantellamento per recuperare le scintille di una vitalità che sembrava latitare. L’alfabeto del nostro ensemble, la cui fama distorta in termini di provocazione e choc raggiunge le destinazioni prima del nostro arrivo, aveva creato attriti ancora prima di procedere nell’avventura delle prove. Qualche sussulto per l’uso di altari e santi, qualche sedile rimasto improvvisamente vuoto alla vista di fette di pane trasformate in lapidi ma alla fine del viaggio una Rivoluzione per lo sguardo, quello russo, disabituato a pensare e a confrontarsi con gli altri in un luogo magico e palpitante chiamato teatro.

 

Subito dopo la parentesi russa, atterrerete in un'altra città che sta dimostrando verso la vostra arte sempre maggiore interesse ed affetto: la sfavillante Parigi, dove "IMITATIONOFDEATH" resterà in scena per quasi tre settimane nella seconda metà di novembre e dove a fine gennaio 2014 "GRIMMLESS" e due episodi del progetto "WUNDERKAMMER SOAP" apriranno il Festival ArtDanthé di Vanves. Una sorta di affinità elettiva con il pubblico parigino? Ci potete svelare qualche anteprima riguardo a questa trasferta francese?
100% furiosoParigi, da anni l’avamposto culturale per eccellenza, ha sempre esercitato per noi italiani il suo indiscutibile fascino in termini di arte viva e mobile. L’apparente distacco dei francesi nasconde un entusiasmo verso le nuove forme difficilmente rintracciabile altrove. Lo tsunami di proposte artistiche che la capitale francese offre ha sviluppato il gusto e la curiosità dei suoi abitanti che stabiliscono un patto di fiducia con i nuovi codici espressivi. Già dal primo nostro approdo in terra francese, nel 2009 a Marsiglia con Giuseppe Sartori che nella Wunderkammer Soap #1_Didon straziava i cuori immerso nella sua vasca da bagno, abbiamo sentito una sintonia sulla qualità dello scambio. Ora, dopo Marsiglia, Nantes e Lione ritorniamo a Parigi con la squadra dei Supereroi di IMITATIONOFDEATH: sedici mantelli solcheranno il cielo utilizzando la Torre Eiffel come giro di boa e scioglieranno le temperature rigide di questo inverno parigino. E’ la prima volta che l’ensemble viene inserito nella programmazione di una stagione di un teatro estero: sarà una doppia sfida per noi vedere il grado di resistenza e sviluppo dei nostri performer (costretti, a differenza dei Festival, a volare ogni giorno per circa tre settimane) e dall’altra, nel cogliere le reazioni e le friabilità di qualcuno che è foderato di un humus lontano da quello in cui ci siamo sviluppati noi.

 

Questa stagione vi vedrà dunque più impegnati all'estero che in Italia: nel nostro paese al momento sono previste solamente una manciata di date per il vostro ultimo lavoro "STILL LIFE (2013)" e per la recente rilettura di "TROIA’S DISCOUNT". Come nascono questi progetti? E' prevista una loro più massiccia circuitazione sul territorio italiano?
100% furiosoSTILL LIFE (2013) nato per vivere esclusivamente nell’arco di una notte, si prepara a circuitare dopo le ottime accoglienze di pubblico e stampa. Per quanto riguarda TROIA’S DISCOUNT, le infinite richieste da parte di un pubblico che non conosce il lavoro dell’ensemble dagli esordi ci hanno fatto riflettere sul valore di un’opera e sull’erosione del tempo. Abbiamo ragionato sul significato di “contemporaneo” attraverso gli anni e quali fossero i confini entro i quali un’opera smette di parlare al presente per diventare classico. La proposta del Piccolo Teatro di Milano, che ha fortemente voluto il ritorno di questo spettacolo, ci ha convinto a ritornare ad abitare i nostri carrelli da ipermercato per muoverci con più agio tra i sentieri dissestati di un paese in macerie. Non è più possibile progettare un viaggio iniziatico che trovi un tessuto di condivisione: da una parte ci sono i teatri stabili e privati, che pur di trattenere il numero di abbonati che ogni anno diminuiscono per morìa o noia, alimentano un teatro putrido da cinema muto. Dall’altra parte, le consorterie del teatro cosiddetto di ricerca, come un covo di provinciali sfollati durante una notte di bombe, si acquattano nei loro rifugi facendo continuamente l’appello tra di loro per contare i caduti. All’estero, nonostante le numerose difficoltà, esiste qualcosa di cui ormai non si trova più traccia da noi: il rispetto e la necessità di esprimersi.

 

Rivolgiamo uno sguardo anche al futuro. Prima dell'estate si era parlato di un vostro affondo nell'universo dell'"Orestea" di Eschilo. Cosa ci attende nei prossimi mesi?
100% furiosoL’indagine eschilea sta trovando la sua strada. In questi mesi ci stiamo interrogando sulle linee guida di un’esplorazione che trova adesso più che mai il bisogno di edificare proprio in virtù di un’assenza totale di etica. La fatica di procedere a tentoni in questa bruma del nostro Bel Paese priva di segnali positivi ma colma di operatori ciuchi e arroganti, occupati a stabilire strategie per acciuffare denari, ci ha spinti a cercare fate turchine con le quali operare il miracolo. Le abbiamo finalmente trovate e il progetto DARLING, sulle ceneri dell’Orestea, emetterà i suoi primi vagiti nei prossimi mesi. Lo spettacolo, che sarà un netto spartiacque tra la produzione ricci/forte passata e futura, prevede la presenza della nostra formazione d’attacco: Anna Gualdo, Giuseppe Sartori e Fabio Gomiero (coadiuvati da un’epidermica presenza “straniera”) daranno vita ai sussulti ctoni dischiudendo i misteri di un tempo immobile e privo di riferimenti.

 

 

100 % FURIOSO
r i c c i / f o r t e


Cortocircuito tra Mito e Presente, sospeso come se il tempo non esistesse, come se fosse un convivente dell’eterno ormai in disarmo. Un’immersione nell’amour fou, atto a mettere in connessione il nostro Io con quello che ci circonda, trascendendo la vita e le identità sessuali. Raggiungere uno stato di prontezza e reagire agli stimoli sensuali che ci percuotono, soprattutto per una metamorfosi di prospettive amorose; per arrivare a un linguaggio distillato dalla nostra stessa essenza. Non più storie di personaggi, vicende da indossare come abiti in una svendita di Zara, ma pura e semplice pelle… da togliere, per rivelare la ferocia della nostra fallibilità.
100% furiosoNon v’è guerra autentica, né autentico amore, fintanto che il cavaliere cerca la donna fuori di sé
Partendo dalle ellissi ariostesche, una ricerca sull’apertura al tumulto delle passioni; l’analisi della follia amorosa, intesa come fuga da qualunque imbavagliamento di ruolo. Un viaggio sulla disperante vitalità dei sentimenti, sulla necessità di colmare i vuoti lasciati dal cannibalismo di un grande amore. Each man kills the things he loves, scriveva Wilde… e l’ingannevolezza che accompagna questo sentimento trasforma la sagoma certa delle cose, producendo un incantamento, un’esaltazione incontrollata che ci abbandona senza freni tra le braccia del primo sconosciuto incontrato per strada.
Il progetto nasce dalla scoperta di connessioni tra il capolavoro di Ariosto e la metodologia drammaturgica intorno alla quale stiamo lavorando da qualche anno. Frammenti, non racconti, squarci passionali che vanno a tratteggiare un universo “altro”.
L’indagine sull’abbandono e sull’ossessione, scaturiti entrambi dalla passione amorosa, tratteggiano un perimetro di disagio e confusione sessuale - famosi i travalicamenti di identità nell’Orlando Furioso, che portano diversi personaggi a desiderare rappresentanti dello stesso sesso – una corrida dei rapporti interpersonali che apre invitanti bagliori interpretativi.
Perdere la testa per i tentennamenti di Angelica non rende Orlando un caso originale. Il giorno in cui non bruceremo più d’amore, molti altri moriranno di freddo. Milioni di gesti inconsulti e fiumi di lacrime sono stati spesi intorno a un tradimento amoroso.
Racconteremo di noi, di una XXI Generation che prende a morsi il cuore per colmare una voragine che si allarga a vista d’occhio. Una vertigine che ci impedisce di trovare il nostro funambolo ideale, lasciandoci dondolare sul trapezio degli incontri multipli senza rete, senza senso, che ci accompagnano lungo il giorno. Come può tutto questo non originare furia, stordimento?!
Il download è iniziato: qual è la percentuale di bugie, carezze, promesse che dobbiamo ingurgitare per illuderci di essere “in due” ?

100% furioso, una mappa dell’alienazione affettiva del mondo contemporaneo, una raccolta di fiabe del desiderio per noialtri diseredati d’amore del XXI secolo.

100% furioso, perché solo con un concentrato d’ira è possibile fronteggiare una vita che disattende, un luna-park di casualità, simulazioni ed errori. 

100% furioso, una parabola magica sulle nevrosi sentimentali della cultura occidentale in bilico tra contraddizioni e legami con la tecnologia dell’anima.

100% furioso, un luogo dove perdersi, dove poter ritrovarsi sfiorandosi il cuore.

100% furioso, ovvero le donne, i cavallier, l’arme, gli amori: tutti uniti mano nella mano, in un incantamento famelico che travalica l’identità, per un ultimo giro panoramico sull’assurda Ruota dell’Oggi.

 



Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Stefano Ricci e Gianni Forte
Foto di: Alex Yocu
Sul web: www.ricciforte.com - http://netfest.ru/100-furioso

 

 

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