Porno Mondo: Sesso e new media, cosa succede nel mondo dell’eros virtuale?

Scritto da  Ilaria Guidantoni Domenica, 30 Marzo 2014 

Teatro documentario, un’indagine giornalistica ricostruita in scena per informare, disturbare, provare, raccontare con uno spettacolo interattivo che diventa formazione, una sorta di percorso iniziatico al buio. Messi a nudo attori e pubblico, ma in una forma di virtualità che è garantita da una maschera per gli attori durante tutto lo spettacolo, per il pubblico se vuole. Contaminazione di stili per un’ora e mezza ad alta tensione sia dalla parte degli attori sia del pubblico. Un canovaccio per una performance che si rinnova ogni sera, come fare l’amore dove ripetere è impossibile. Ne scaturisce un’indagine sociologica e un esperimento sociale ad un tempo. La parola a Dario Aggioli e Katiuscia Magliarisi.

  

 

 

 

 

 

 

PORNO MONDO
Denunciaci, ci dà piacere!


Teatro dell’Orologio
25 marzo-13 aprile 2014


uno spettacolo di Dario Aggioli, ideatore, regista e co-autore del testo insieme a Katiuscia Magliarisi
in scena Marco, Lucia e Maria, attori che non vogliono rivelare l’identità
aiuto regia Elisa Carucci
organizzatrice Carla Damen
fotografo di scena Jacopo Quaranta
media partner Jon Jon Fisherman Group

 

 

Ho incontrato Dario Aggioli, ideatore dello spettacolo, regista e autore del testo a quattro mani con Katiuscia Magliarisi, artista performer, attrice e giornalista che più volte abbiamo incontrato su queste ‘pagine’. Dario Aggioli è anche direttore del Teatro Tordinona e della compagnia Teatro Forsennato, nata nel febbraio del 2000. In loro compagnia i tre attori in scena che naturalmente si sono presentati a casa mia rigorosamente con maschera.

 

Quali sono le caratteristiche che raccontano la tua compagnia?
“Il lavoro di improvvisazione su un canovaccio utilizzato come uno spartito jazz. Molte cose si ripetono perché piacciono senza essere obbligatorie. Quello che resta di meno sono le parole mentre ‘gli appuntamenti fisici’ sono definiti”.


Cosa scrivi e quindi definisci?
“La scena, cosa accade in ogni scena, i personaggi e cosa si racconta in ciascun quadro: quattro pagine di copione per un’ora e mezza di spettacolo”.


Come nasce l’idea di "Porno Mondo"?
“Per uno scherzo che mi ha fatto un mio alunno, il quale mi ha inviato un sms con un numero fisso dicendomi più o meno così: ‘mia madre non vuole che mi iscriva all’università’. Quando ho chiamato ho scoperto che era la segreteria di una prostituta che raccontava e raccontava in modo esplicito quanto ironico. A quel punto ho avuto l’idea di scrivere un monologo sulla prostituzione rivolto alle donne. Poi, cercando su Internet, ho trovato un mondo da raccontare: forum con tanto di recensioni”.


E cosa racconti?
“Il mondo del sesso sui nuovi media, un fenomeno che sta crescendo a dismisura se si pensa che un’indagine internazionale recente parla di Milano come prima città al mondo nel rapporto con il numero di abitanti nella visione di You Porn, seguita da una città straniera, mentre la terza è Roma”.


Un popolo di guardoni insomma…E come reagisce il pubblico allo spettacolo?
“Troppo presto per dirlo facendo una media; in ogni caso con reazioni estremamente variegate e imprevedibili. Una signora compita e attempata vicino al marito alla fine ha fatto una battuta e nel passaggio più forte dello spettacolo mentre una ragazza giovane proprio in quel frangente se n’è andata”.

 

Qual è il tono dello spettacolo?
“Giornalistico ma con un taglio scherzoso, ironico che sfiora il cabaret in un passaggio mentre in un altro è duro e drammatico e può arrivare a far paura o mettere a disagio il pubblico. Il punto di partenza è comunque un’indagine giornalistica ad ampio spettro realizzata su Internet, facendo interviste e mettendosi in gioco in un meccanismo di simulazione e gioco tra il vero e il falso. Il documentario è reale anche nei dati che cita ma la forma è quella della fiction”.


Lo spettacolo mette insieme generi diversi?
“Molto diversi, si parte dal giornalismo spettacolo che ammicca anche allo spettacolo televisivo, un genere che nello specifico in Italia non è quasi presente; prevede inoltre parti di improvvisazione e molta interazione con il pubblico fino alla televendita reale nella quale si possono comprare degli oggetti come rossetti a guisa di fallo o le mutandine del presentatore”.


Qual è il meccanismo di coinvolgimento del pubblico a parte la televendita?
“Sia il fatto di salire sul palco, di mimare o leggere testi, prendendo parte reale allo spettacolo - solo per chi vuole ovviamente - sia attraverso il ribaltamento della conoscenza. Il pubblico fa delle interviste in diretta ad un personaggio reale in chat con un meccanismo a sorpresa che non svelo perché lo spettatore in questo spettacolo più che in altri deve venir sorpreso, quasi preso alla sprovvista. In questa parte si chiede al pubblico di indossare la maschera per proteggere la propria privacy”.


Raccontatemi la scelta della maschera visto che nemmeno a me gli attori hanno deciso di rivelare la propria identità.
“Soprattutto per noi attori c’è una scelta di marketing e anche perché funziona meglio il gioco, l’introduzione nell’atmosfera della virtualità che svela e copre ad un tempo, oltre appunto che per discrezione, scelta anche consigliata dal nostro avvocato e psicologo”.


Perché avete scelto di ricorrere ad una consulenza legale e psicologica per lo spettacolo, anche se forse è facilmente intuibile?
“Per tutelarci, per tutelare il pubblico (lo spettacolo tra l’altro è vietato ai minori di 18 anni) e perché il gioco funziona se si entra in sintonia. Io posso condurre l’altro in un gioco spericolato solo se creo un clima di fiducia e di complicità per realizzare il quale il supporto di uno specialista aiuta”.


E’ quindi un’indagine sociologica ma anche un esperimento che forse in parte gli interpreti realizzano su loro stessi. Mi rivolgo a voi attori mascherati, Marco, Lucia e Maria: qual è l’impegno e la difficoltà di questo spettacolo?
“Un lavoro di grande attenzione tra di noi - mi risponde Lucia a nome di tutti e tre - e nei confronti del pubblico, di ascolto soprattutto, chiedendosi continuamente perché facciamo una certa cosa per raccontare una parte, oltretutto a partire da un canovaccio e non da un testo. Questo è il caso delle interviste che ci rivolgiamo tra di noi”.


Qual è l’obiettivo dello spettacolo?
“Non vorrei fissarlo una volta per tutte ma lasciare che ogni serata trovi il proprio perché ad ogni replica cambia il pubblico come scrivo anche nel mio libro sul teatro “Autore chi guarda” (uscito per Ubusettete nel 2007 per la prima edizione; l’ultima è del 2012 per Progetto cultura) che è poi il mio modo di concepire il rapporto tra interpreti sul palco e in sala. L’interazione è biunivoca ed ogni sera è un’incognita anche perché sul palco stesso c’è una diretta virtuale che è un punto interrogativo. Ma non vorrei svelare oltre”.


C’è però un messaggio?
“Sì: non è una risposta ma una domanda e quindi non c’è la risposta giusta ma la domanda giusta”.


Qual è o quale potrebbe essere?
“’Cos’hai da nascondere?’ ma anche qui la lettura della domanda conta più dell’interrogativo in sé. Cosa resta da nascondere in un mondo tutto in rete? Perché ti vergogni di qualcosa? Raccontami cosa hai da nascondere (?)…”


“In effetti - interviene Katiuscia Magliarisi che da giornalista ha condotto la parte di indagine - in Italia stiamo assistendo ad un fenomeno di sdoganamento della domanda sul sesso e della pornografia, forse proprio perché la rete ha scombinato il senso del pudore e dei limiti. Non è un caso che in questo periodo mentre noi andiamo in scena ci siano in contemporanea una serie di lavori che ruotano intorno alla tematica a cominciare da “Pornografia” di Luca Ronconi.

 

 

 

Teatro dell'Orologio - via de' Filippini 17/a, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.30, domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 10, ridotto € 8 (+ tessera associativa € 2)



Intervista di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Ufficio stampa Giulia Taglienti
Sul web: www.teatrorologio.it

 

 

 

 

 

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