Pamela Villoresi: veleggiare tra le culture del mondo alla ricerca di armonia

Scritto da  Sabato, 23 Agosto 2014 

Da stasera Orbetello ospita il festival "Arie di Mare" in Laguna, teatro e musica all'insegna della riflessione sull'attualità e della comunione tra popoli e culture. La direzione artistica è affidata a Pamela Villoresi, che abbiamo intervistato in merito a questa interessante rassegna e ai suoi progetti in cantiere per la prossima stagione.

 

Buonasera Pamela, è un vivo piacere incontrarla in occasione del Festival "Arie di Mare" in Laguna, che si svolgerà dal 23 al 26 agosto ad Orbetello e di cui lei è direttrice artistica. Quale indirizzo ha seguito nel costruire il cartellone di questa interessante rassegna? Può darci qualche anticipazione in merito agli appuntamenti che lo comporranno?
Purtroppo la crisi ci impone pochi appuntamenti: solo 4. Ma 4 erano gli spettacoli proposti per i riti dionisiaci al tempo dei greci ed erano occasione di riflessione sui temi che più avevano afflitto la Polis e su cui più si era dibattuto. Questo è stato il criterio delle mie scelte. Quest'anno si è parlato tanto di femminicidio e del ruolo della donna nella società. Il primo appuntamento è infatti "Mitiche Donne", una panoramica sulle tappe fondamentali della vita di una donna, rivissute nelle possibilità estreme delle donne del mito, con le parole indimenticabili dei grandi monologhi delle tragedie e delle commedie greche e latine. Ci saranno due concerti dedicati alla pace, la seconda e l'ultima sera. Ci auspichiamo che le note facciano da apripista e indichino agli umani una strada di possibile armonia e comunione. Evelina Meghnagi ci propone canti arabi del deserto ed ebraici delle varie migrazioni nel Mediterraneo, Denissenkov eseguirà musiche ucraine, russe e balcaniche. Termineremo con 900 di Baricco, eseguito da Eugenio Allegri con la regia di Vacis. Bellissimo spettacolo che da decenni propone un interrogativo: per quanto lussuosi siano, in quanti Vascelli ci chiudiamo col terrore di sbarcare nella vita?

A giudicare dagli spettacoli che compongono "Aria di Mare" in Laguna sembrerebbe che uno degli obiettivi di questo progetto sia quello di delineare una sorta di trait d'union tra le realtà artistiche radicate sul territorio ed altre tradizioni culturali, dal Mediterraneo al Vicino Oriente, sino alle remote lande russe. Ritiene queste contaminazioni e incontri preziosi per superare attraverso la cultura inutili contrapposizioni tra i popoli?
Le contrapposizioni sono sempre inutili, anche le fazioni e le rigide prese di posizione. Come dice un vecchio detto, non si scacciano i vampiri versando sangue. Solo la comprensione e la riflessione portano ad una visione equilibrata degli eventi del mondo. Il Festival si propone in futuro di essere sì vetrina nazionale ed internazionale dei migliori artisti ma anche trampolino di lancio per i talenti del posto, che non sono pochi.

Immediatamente dopo il festival porterà in scena a Ravello lo spettacolo "Memorie di una schiava", liberamente tratto dal romanzo "Spedizione al Baobab" della scrittrice sudafricana Wilma Stockenstrom, con la regia di Gigi Di Luca. L'impegnativo personaggio da lei interpretato simboleggerà le innumerevoli declinazioni contemporanee del concetto di schiavitù, che annientano la libertà e dignità umana?
"Memorie di una schiava" è uno spettacolo di grandissima forza evocativa, grazie anche alle musiche dal vivo di Baba Sissoko, griot del Mali. E' la storia di una donna che viene strappata alla sua tribù da piccola, abusata e ripetutamente venduta (anche i figli nati dalle violenze, ma spesso venduti in lotti separati), che alla fine si lascia morire dentro la corteccia di un baobab. Storia forte, sublime e violenta, si assume a simbolo di tutte le schiavitù, passate e future.

Domenica 31 agosto a Sansepolcro, in occasione del Festival delle Nazioni, leggerà alcune poesie di Alda Merini in uno spettacolo suggestivo di musica, poesia e immagini. Che ricordo la lega alla grande poetessa milanese?
L'ho conosciuta e sono stata a trovarla varie volte a casa sua. Mi dettò al volo varie poesie, tra cui due su Teresa D'Avila. Una frase su tutte mi ricordo, quando mi parlava della sua vita: <Ma la cosa peggiore è essere mandati all'inferno dalla persona che ami>. Mentalmente guizzante e geniale, era già in un disfacimento fisico che faceva dispiacere, ma alle labbra si metteva uno "scarabocchio" di rossetto color ciliegia, che faceva intravedere l'adolescente che era stata.

Il 1 settembre invece a Fabriano proporrà lo spettacolo "Dio maternamente", da lei diretto e interpretato, con cui si prefigge di analizzare l'aspetto "materno" di Dio. Nel corso della prossima stagione del Teatro di Roma, con la regia di Maurizio Panici, sarà protagonista di un evento speciale, intriso di spiritualità, dedicato alla figura di Santa Teresa d'Avila, che andrà in scena nella chiesa romana di Santa Maria della Vittoria. L'incontro tra teatro, fede e spiritualità costituisce uno dei sentieri privilegiati di indagine del suo percorso artistico e attoriale?
Senz'altro sì. Penso che siamo quello di cui ci nutriamo. Scandagliare la spiritualità, il pensiero dei grandi, la poesia, ci faccia essere persone migliori, ci amplia lo sguardo, ci fa formulare pensieri migliori, ci suggerisce risposte più adeguate. Teresa è stata la prima donna dottore della chiesa, ha un concetto di preghiera e di misticismo estremamente coerente con le parole più belle del cristianesimo e nel contempo molto "orientale" (e non poteva certa aver avuto accesso a quelle dottrine nemmeno da libri manoscritti). La vita è un percorso senza fine verso la conoscenza, è bello fare col pubblico delle tappe insieme, offrire qualche momento di pausa dallo tzunami della sottocultura e della volgarità.

Quali altri progetti ha in cantiere per la prossima stagione teatrale?
"La Matassa e la rosa" su Edith Stein e Etty Hillesum con l'Orchestra della Nuova Arca e un coro di 20 voci, al Palazzo Reale a Torino il 10 ottobre, la ripresa in novembre (Prima metà al Carcano di Milano) di "Eva contro Eva", da dicembre "Il mondo non mi deve niente" di Massimo Carlotto con Claudio Casadio e dal 28 marzo 2015 (cinquecentesimo compleanno di Teresa) "Teresa D'Avila, un Castello nel Cuore".


Il Comune di Orbetello e Lagazzaladra
presentano
“Arie di Mare” in Laguna
Direzione Artistica di Pamela Villoresi

23 -24-25-26 agosto 2014
Piazza Giovanni Paolo II – Orbetello

La Costa D'Argento è tra le più integre, ricche e selvatiche coste d'Italia. Fra mare, monti, lagune parchi nazionali, offre un'alta qualità di attrazioni naturali. È necessario, per assicurarsi un turismo affezionato e qualificato, che finalmente ci siano proposte culturali adeguate. La piccola rassegna di quest'anno a ORBETELLO vuol essere foriera di un futuro grande festival di tutta la Costa D'Argento che includa le iniziative più interessanti che già insistono sul territorio. L'obiettivo è quello di offrire, ai cittadini ed ai visitatori, una panoramica delle arti e dei migliori artisti, italiani e stranieri, nonché, nel prossimo futuro, diventare una vetrina internazionale per promuovere i talenti del luogo, che non sono pochi.
ARIE DI MARE in laguna 2014 propone varie riflessioni:
"Mitiche Donne" sulle tappe inevitabili della nostra vita, attraverso le figure femminili dei miti antichi; "Di voce in voce" di Evelina Maghnagi. Dai canti arabi del deserto a quelli ebraici delle migrazioni: un augurio di pace; "Novecento" di Alessandro Baricco, sulla vita e sui suoi significati, un ritratto simbolo di chi non sa più sbarcare; "Guzulka" di Vladimir Denissenkov, sulle contaminazioni musicali tra Russia, Ucraina e Paesi Balcani... alla ricerca di una possibile armonia.
Finita l'amabile fatica della rinascita di "Arie di mare" mi aspetta: "Memorie di una schiava" a Ravello il 29 agosto, uno spettacolo contro tutte le schiavitù del mondo;
il 31 agosto a Città di Castello per un omaggio ad Alda Merini, grande poetessa e tenera amica e il 1° settembre a Fabriano "Dio Maternamente".


In un’atmosfera di poetica leggerezza veleggeremo tra le culture del mondo alla ricerca di una possibile armonia.

23 agosto h 21.15
MITICHE DONNE
Con Pamela Villoresi
Musiche originali Stefano Saletti
e con la Piccola Banda Ikona
Dalle donne del mito alle nostre vite il recital conduce gli spettatori in un percorso di incanto e di pensiero negli appuntamenti cruciali dell’esistenza delle donne di tutti i tempi attraverso le parole delle grandi eroine classiche.

24 agosto h 21.15
DI VOCE IN VOCE
Concerto dell’Ashira Ensemble
Con Evelina Meghnagi
Domenico Ascione chitarre, oud, voce
Arnaldo Vacca percussioni
Marco Camboni contrabbasso
Dai canti del Mediterraneo alle melodie del Vicino Oriente, dalla tradizione alla vitalità del presente, la voce calda e avvolgente di Evelina Meghnagi ci conduce in un viaggio tra le pieghe meno note dell’universo musicale ebraico.

25 agosto h 21.15
900 di Alessandro Baricco
Con Eugenio Allegri
Regia di Gabriele Vacis
Suonavamo perchè l’oceano è grande, e fa paura, suonavamo perchè la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era, e chi era. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede.”

26 agosto h 21.15
GUZULKA
Vladimir Denissenkov
Irina Bystrova voce
Elina Bardina voce
Denis Stern chitarra
Tra la Transilvania, i Balcani, l’Ucraina e la grande madre Russia, un viaggio di forti suggestioni grazie ai virtuosismi quasi "circensi" di Denissenkov, che sa unire tecnica e sentimento diventando tutt'uno col suo strumento, creando sempre uno spettacolo di grande impatto sonoro ed emotivo.

In caso di maltempo gli spettacoli si solgeranno presso l’Auditorium della Conciliazione
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Nicola Conticello e Marco Giovannone, Ufficio stampa NCMedia
Sul web: www.pamelavilloresi.it

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