Marit Nissen: attrice… naturalmente!

Scritto da  Lunedì, 09 Novembre 2009 

marit nissen attrice intervistaMarit Nissen è un’attrice nata ad Amburgo, ma che vive in Italia da vent’anni. Nel suo curriculum ci sono TV, teatro e cinema. Ci parla di lei, degli uomini italiani e di “Il mostro di Firenze”, la fiction in cui la vedremo a Novembre.

 

 

 

 

Ciao Marit, mi racconti qualcosa di te?

Gioco e lavoro come attrice da quando sono piccola. Mi è sempre piaciuto entrare nella pelle di un’altra persona. Il mio è l’unico lavoro che ti permette di essere più persone in una sola vita. Siamo tutti fatti di tanti aspetti, ma nella vita normale non possiamo viverli tutti. Facendo l’attrice posso sperimentare tutti questi aspetti…

Ma, se non avessi fatto l’attrice?

Se non avessi fatto l’attrice avrei fatto probabilmente la biologa o avrei lavorato semplicemente in un vivaio. Amo le piante e la natura.

Sei nata ad Amburgo, ma vivi da tanto in Italia…

A Roma sono arrivata tanti anni fa. Roma, la città dove lavorava Fellini! Dopo poco ho iniziato a lavorare in teatro con Nino Manfredi in “Viva gli sposi” e ho frequentato per un po’ l’accademia d’arte drammatica, ma anche tanti seminari, laboratori e corsi (con Domenic de Fazio, Francesca de Sapio, Jurij Alschitz etc).

Ma ti piace Roma?

Roma mi piace per il clima e il suo patrimonio storico, la amo meno per la sua sempre più crescente violenza specialmente nel traffico, che sta diventando infernale. Vedo tanta sofferenza in giro. Credo che la tecnologia avanzata che ci dovrebbe sollevare dalle fatiche ci stia invece rubando il tempo. Siamo costretti a correre sempre, i tempi si sono accelerati, sono diventati disumani.

Cosa ti manca della tua terra natia?

A volte mi manca una bella pioggia amburghese, una passeggiata lungo il fiume “Elbe” con gli stivali di gomma e l’impermeabile e il mercato del pesce la domenica mattina al porti di Amburgo.

Ci torni spesso?

Vado sempre più raramente ad Amburgo, purtroppo, ma i miei due figli ci vanno spesso. Da quando hanno 5 anni prendono l’aereo da soli e vanno a trovare i miei fantastici genitori.

Cosa vuol dire il tuo nome Marit?

Se lo sapessi… Quando mi chiedono come mi chiamo dico di solito Marit come marito senza la o…. infatti tutt’ora non sono maritata… Il nome è scandinavo comunque.

A proposito di uomini: cosa ti piace del “maschio” italiano?

Io amo l’uomo capace di commuoversi, di vivere la passione incondizionatamente, l’uomo romantico. Stranamente non ho mai avuto una vera storia con un tedesco doc… c’era sempre del sangue latino di mezzo… ci sarà una ragione per questo, no?

Hai fatto teatro, cinema e TV: quale esperienza senti più tua?

E’ bello poter vivere esperienze diverse. Il teatro mi da l’emozione di vivere insieme al pubblico ogni momento dello spettacolo. E’ un dare e prendere reciproco. Qui puoi vivere in ordine cronologico la storia. Nel cinema e nella Tv ti capita di dover girare l’ultima scena il primo giorno, la prima verso la fine delle riprese, quindi bisogna tenere sempre conto di questo. Ci vuole una concentrazione diversa. Hai lunghe ore di attesa, e quando tutto è pronto per la scena devi essere prontissima anche tu con le tue emozioni. Quindi bisogna sapersi gestire bene il tempo. Il cinema e alcune esperienze televisive mi affascinano di più in questo momento della mia vita.

Come accennavi poco fa, hai debuttato in teatro con Nino Manfredi in "Viva gli sposi": cosa ti ha lasciato Manfredi?

Devo tantissimo a Nino Manfredi. Prima di tutto i mio compagno, l’attore Paolo Sassanelli, che in quello spettacolo faceva mio marito… Poi Nino mi ha dato la possibilità di calcare le scene nei teatri più belli d’Italia. Mi ha insegnato molto e sono ancora molto legato alla sua famiglia. Mi raccontava spesso delle sue origini semplici. Mi ricordo una volta alla stazione di Verona dopo lo spettacolo, mentre stavamo aspettando il treno per Roma: io avevo fame. Lui aprì la sua valigetta e mi fece scegliere una delle pietanze che aveva portato con se per non dovergli buttare via. Lui dava importanza anche alle piccole cose, una qualità che oggi si va sempre più perdendo.

A Novembre ti vedremo in TV in “Il mostro di Firenze”. Ci parli di Winnie, il tuo personaggio?

Winnie Rontini è la mamma danese di Pia, una delle vittime del cosiddetto “Mostro di Firenze”. Ho avuto la fortuna di lavorare accanto ad un grande attore, Ennio Fantastichini (Renzo Rontini). Ennio è un partner di grande generosità e passione e siamo entrati subito in grande sintonia. Era come ballare un tango. Le sei puntate per Fox crime sono state scritte con molta delicatezza da Daniele Cesarano, Barbara Petronio e Leonardo Valenti. Loro hanno avuto la fortuna di poter incontrare la vera Winnie e ne hanno parlato molto bene. E’ una donna forte, molto positiva e con un bel senso dell’ironia. Io ho cercato di renderle giustizia con la mia interpretazione. Siamo tutte e due straniere con un mentalità diversa, con modi diversi di affrontare anche il dolore. Da madre di un figlio di 8 e di una figlia di 16 anni non è stato difficile calarmi nel ruolo di una madre che perde la figlia. Questo anche grazie ad un set sereno e grazie ad Antonello Grimaldi che mi ha dato grande libertà e allo stesso tempo sicurezza, perché sa esattamente cosa vuole, ma è aperto a proposte nuove. In questa bellissima esperienza non ho mai avuto la sensazione di “recitare”. Tutto avveniva naturalmente. Fox ha dato piena libertà nella scelta del cast. E questo si nota tanto: gli attori/attrici per ogni personaggio sono stati scelti e interpretati benissimo.

Secondo te i delitti irrisolti sono tali perché perfetti?

Rimane un mistero per me.

Prossimi impegni?

Sto girando “Capri 3”  per Rai 1 e riprendo lo spettacolo “I Fratelli Karamazov”di F. Dostojevskij nel ruolo di Katerina con la regia di Marinella Anaclerio a gennaio 2010. Inoltre uscirà presto il film “Ragazzi” di Cesare Fragnelli dove interpreto insieme a Paolo i genitori del protagonista.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Sono molto fiera di essere attrice in un paese diverso dal mio. Non è stato facile all’inizio, ma da un po’ di anni riesco finalmente ad interpretare ruoli da cittadina del mondo. Prima mi davano solo ruoli da “straniera”, anche se ormai viviamo in una società talmente mista che non ti meravigli più quando senti un accento straniero.

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Grazie a: Marit Nissen, Alessandra Ventimiglia (Ufficio Stampa)

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