Marco Rossetti: un Catilina valoroso ed onesto inaugura il nuovo corso del Teatro Orione

Scritto da  Sabato, 08 Ottobre 2016 

Sarà in scena fino al 16 ottobre la colossale ed appassionate rilettura di “Catilina”, personaggio storico controverso infangato da due millenni di tradizione storiografica, firmata da Claudio Romano Politi e Carlo Oldani i quali, oltre che rispettivamente autore e regista di questo ambizioso progetto teatrale, sono anche gli avventurosi artefici del nuovo corso del Teatro Orione, che torna grazie allo loro direzione artistica a spalancare le proprie porte con un chiaro principio ispiratore: “L’inedito come scelta: essere un punto di riferimento per quelle valide realtà che non trovano spazio”. Abbiamo incontrato Marco Rossetti, protagonista impetuoso ed emozionante nei panni di un Catilina onesto, rigoroso, temerario.

 

CATILINA
di Claudio Romano Politi
regia Carlo Oldani
con Marco Rossetti, Daniel De Rossi, Camillo Marcello Ciorciaro, Roberta Rigano, Paolo Perinelli, Diletta Masetti, Manuele Piemonti, Edoardo Coen, Ivano Calafato, Maria Giulia Scarcella, Manuel Ricco e Valeria Zazzaretta
scenografia Gianluca Amodio
musiche Marco Frisina
aiuto regia Valeria Nardilli
costumi Noemi Intino
direttore di scena Umberto Pischedda
disegno luci Tommaso Natale
fonia Emanuele Poletti
comparse della Scuola Teatro Senza Tempo
maestro d'armi Francesco Perciballi

 

Catilina Marco RossettiCiao Marco, è un piacere incontrarti al Teatro Orione, in occasione dello spettacolo “Catilina”, che ti vede protagonista nei panni del soldato e senatore romano passato alla storia per la celeberrima congiura con cui tentò di sovvertire la Repubblica Romana. Come nasce questo progetto e come ti sei accostato al personaggio?
Il progetto nasce dall’incontro tra l’autore Claudio Romano Politi ed il regista Carlo Oldani, due ragazzi giovani che hanno intrapreso quest’operazione con grande coraggio: il coraggio di affrontare un testo classico in un contesto storico in cui il pubblico ricerca prevalentemente commedie divertenti all’insegna del puro disimpegno, ma anche e soprattutto il coraggio di prendere in mano la struttura del Teatro Orione, il quarto più capiente di Roma, sempre in un contesto in cui a teatro gli spettatori sono in drastico calo, così come nelle sale cinematografiche. Loro si sono rivelati dunque estremamente coraggiosi e questo progetto nasce essenzialmente dal loro desiderio di esprimere una sincera passione per il teatro e per la conoscenza storica. Per quanto mi riguarda la partecipazione a questo spettacolo è nata in modo puramente casuale, poiché ne sono venuto a conoscenza attraverso una mia amica che si accingeva a partecipare ai provini; in quel periodo ero abbastanza libero e quindi mi sono affacciato qui in punta di piedi chiedendo di poter prendere parte alle selezioni, sono stato accolto con grandissima gentilezza e disponibilità e come tutti gli altri ragazzi ho sostenuto i provini. Quando sono stato preso per il ruolo di Catilina, avvicinarmi a questo personaggio si è rivelato un esperimento, una prova attoriale, tanto arduo quanto avvincente, perché lo sviscerare e comprendere un personaggio così complesso, con tutto il background storico dei tumultuosi anni della Repubblica Romana che ne hanno influenzato le vicende umane, è un qualcosa per cui si potrebbe non finire mai di studiare, approfondire e documentarsi ed è stato questo il percorso che ho intrapreso per costruire la mia interpretazione.

Con la tua interpretazione ci sveli due aspetti antitetici del personaggio: dapprima al servizio di Silla lo conosciamo come prode e fedele soldato ma al contempo senza scrupoli e dissoluto, mentre nel secondo atto lo vediamo battersi per i diritti della plebe fino a sacrificare la propria stessa vita. Quali tratti del personaggio ti hanno colpito maggiormente e come ne hai catturato l’essenza attraverso questa evoluzione?
L’autore è stato estremamente intelligente in questo senso perché quello che ci è pervenuto del personaggio Catilina sono solamente le pagine, le testimonianze di due dei suoi più acerrimi nemici, Cicerone e Sallustio, pertanto inevitabilmente inquinate dalla loro visione di Catilina come nemico e soprattutto come minaccia potenzialmente in grado di oscurare la loro autorità e influenza politica nell’urbe. Al contrario l’autore Claudio Romano Politi, basandosi su un saggio pubblicato da Massimo Fini, reinterpreta Catilina sotto una chiave non necessariamente negativa, ritraendolo come un personaggio certamente sanguinario ma in un periodo storico di guerre, conflitti e colonizzazioni in cui questo costituiva la normalità e in cui non ha dunque compiuto altro che il suo dovere come soldato al servizio di Silla. Successivamente, nel suo tentativo di ascesa politica al ruolo di console, il suo obiettivo fu quello di sconfiggere il sistema oligarchico, pertanto è facile immaginare quanto poté diventare inviso alle gerarchie senatorie. L’analisi condotta da Claudio Politi in questo testo drammaturgico ha voluto rileggere Catilina sotto quest’ottica inedita, non quella assolutamente parziale e faziosa dei suoi nemici, ma in una modalità più attenta e oggettiva che finisce per rivalutarlo come un personaggio positivo, onesto e totalmente a favore del popolo.

Quindi probabilmente uno dei punti di forza di questo testo teatrale risiede proprio in questa rilettura originale del personaggio storico?
Sicuramente si tratta di una visione diversa, di una scommessa. Nello spettacolo si presentano molteplici sfaccettature non solo del protagonista Catilina ma di tutta quella magmatica epoca storica, il tutto condensato in due ore dal ritmo serrato. Quindi senza dubbio i due volti di Catilina sono accuratamente delineati, messi in luce e raccontati allo spettatore.

CatilinaLa regia è curata da Carlo Oldani, che traccia il ritratto del personaggio storico vestendolo di un ritmo avvincente, moderno e di un’atmosfera da kolossal. Quale è la cifra stilistica di questa regia? Sono questi gli ingredienti che secondo te consentono di avvicinare lo spettatore alla Storia sulle comode poltrone di un teatro?
Penso che la chiave registica di Carlo si sia rivelata molto efficace per evitare di proporre il testo in modo “pesante”, e al contrario nel renderlo dinamico e appassionante. L’imponente e magnifica scenografia è completamente amovibile e permette cambi di scena a vista velocissimi che portano lo spettatore a seguire sempre la narrazione senza il benché minimo calo di tensione. Vedi persone entrare in scena a ricomporre continuamente questa struttura scenografica che non sono solamente addetti ai lavori, ma invece prendono parte attiva allo spettacolo, un aspetto questo sicuramente interessante che contribuisce a conferire ritmo alla messa in scena. Poi c’è la forza di un ricco cast di attori estremamente giovani, motivati, desiderosi di fare ed energici come richiesto da un testo di questo tipo, quindi secondo me queste sono componenti che contribuiscono tutte a costruire uno spettacolo intenso e coinvolgente.

Come accennavamo prima, “Catilina” costituisce il punto di inizio di una nuova avventura, la riapertura del Teatro Orione da parte dei due direttori artistici Claudio Romano Politi e Carlo Oldani. Che atmosfera si respira e quale è stata l’accoglienza del pubblico nella prima settimana di repliche?
Siamo partiti con grande scetticismo e paura perché inaugurare la stagione e questo nuovo percorso comporta sicuramente una non indifferente componente di rischio, specialmente facendolo con un testo così azzardato. E’ stato però accolto positivamente dal pubblico e continuiamo ad avere riscontri molto calorosi, siamo quindi soddisfatti. Vedere pieno un teatro così grande è difficile, anche solo riempire la platea e lasciare la galleria vuota significherebbe accogliere 600 spettatori, insomma ce la stiamo davvero mettendo tutta, vediamo che il pubblico è contento. Questo teatro nasce come un teatro comunque parrocchiale, che negli ultimi dieci anni non ha offerto una vera e propria stagione e forse nella percezione comune persiste ancora questa immagine; al contrario Claudio e Carlo sono molto bravi, giovani, ricchi di idee e stanno completamente reinventando questo spazio, con un tocco moderno e di grande potenza. Credo stiano riuscendo nel loro intento, anzi ne sono sicuro. Hanno davvero intrapreso questa avventura nel modo più incisivo e professionale possibile e meritano se non altro per questo di essere ricompensati.

Hai studiato al Centro Sperimentale di Cinematografia e successivamente ti sei diviso tra teatro, cinema e fiction televisive. Quali sono state le esperienze artistiche che hanno segnato maggiormente l’inizio del tuo sentiero attoriale?
Prima di entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia ho frequentato un’accademia, che si chiama “La Scaletta”, diretta dal Maestro Gianni Diotaiuti, che mi ha offerto un’ottima base per poi affrontare il Centro Sperimentale. Non per voler filosofeggiare, ma penso che ognuna delle esperienze professionali che ho sinora vissuto mi abbia regalato un bagaglio prezioso che porto con me e che mi è servito sempre, sempre, sempre. Anche le cose più piccole, la lunghissima gavetta che ho fatto e che continuo a fare perché non mi sento ancora arrivato chissà dove, sicuramente mi hanno reso maggiormente maturo e consapevole, capace di gestire le cose e scegliere con maggiore accuratezza i progetti a cui prendere parte. Televisione, cinema o teatro sta alla fortuna dell’attore, alle occasioni che si prospettano e che si riescono a cogliere; se si riescono a conciliare tutti e tre, ben venga!

Catilina“R.I.S. Roma - Delitti Imperfetti” e più recentemente “Squadra Mobile” ti hanno consegnato all’affetto del grande pubblico televisivo. Quali sono le tue emozioni nel tornare a calcare le assi del palcoscenico?
L’anno scorso a novembre ho ripreso a concentrarmi sul teatro dopo tanti anni che non lo facevo, quindi in questo senso è stato in quell’occasione che ho rotto il ghiaccio dopo ben cinque anni di assenza. Calcare di nuovo il palcoscenico è stata un’emozione fortissima! Non che adesso sia tranquillo, ora stiamo per andare in scena, il nervosismo immancabilmente comincia a farsi sentire palpabile e probabilmente questo è uno degli aspetti più belli del teatro. Un’emozione difficile da descrivere che si ripete ad ogni replica, come fosse la prima. La prima è una scarica di adrenalina dirompente, mi piacerebbe comprendere appieno cosa passa in quei momenti nella testa di ogni attore, negli ultimi minuti prima di debuttare in scena; guardando in quel preciso istante i volti di chiunque, anche dell’attore più esperto, vi puoi scorgere se non paura comunque un’inquietudine positiva, propulsiva ed ineffabile.

Ti avevo apprezzato alcuni anni fa nello spettacolo “L’estasi dell’anima” all’Argot, in cui tu e Sabrina Paravicini portavate in scena due delle anime romantiche più tormentate della letteratura moderna. Che ricordo custodisci di questo progetto?
Quando ho vissuto quell’esperienza ero molto giovane, mi ha lasciato certamente qualcosa, ma oggi la affronterei in una luce, in un’ottica completamente diversa. Però è stata un’esperienza potente, Sabrina ha scritto un testo secondo me intelligentissimo, stupendo.

Da spettatore quale tipo di teatro prediligi?
Guardo veramente tutto, mi piacciono le cose belle come penso a chiunque. Forse l’ultimo spettacolo che ho visto sono stati i “Sei personaggi in cerca d’autore” con la regia di Lavia, meraviglioso. Andrò a vedere fra poco Marco D’Amore in scena al Piccolo Eliseo con “American Buffalo”, spettacolo che pare sia molto bello, un testo di Mamet rivisitato in chiave napoletana che mi incuriosisce molto.

Quali progetti hai in cantiere per il prossimo futuro?
Per il momento di certo ancora nulla. Uscirà fra poco, a gennaio, la seconda stagione di “Squadra Mobile” che abbiamo terminato di girare a giugno e poi chissà, chi vivrà vedrà!

 

Nuovo Teatro Orione - via Tortona 7, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/77206960, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari Botteghino: martedì - domenica, mattina dalle 10 alle 13, pomeriggio dalle 15 alle 19
Orario spettacoli: dal giovedì al sabato ore 21, domenica ore 18:30

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Desirèe Rossi, Ufficio stampa Nuovo Teatro Orione
Sul web: www.teatroorione.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP