Luigi Tabita: eclettismo, desiderio di sperimentare e costante impegno per un brillante talento tra teatro e fiction

Scritto da  Sabato, 05 Gennaio 2013 

Arriva direttamente dalla Sicilia uno dei giovani talenti più poliedrici e originali della nuova generazione attoriale italiana: Luigi Tabita, dopo i successi riscossi ne “L’opera da tre soldi” di Brecht al fianco di Massimo Ranieri e Lina Sastri e nello shakespeariano “Come vi piace” diretto da Marco Carniti al romano Globe Theatre, sta per debuttare nel tempio della commedia musicale all’italiana, il Sistina, nello spettacolo “Una vita da strega” con Bianca Guaccero e Francesco Venditti. Tra la genesi della sua passione per la recitazione e i progetti in cantiere per il futuro, Luigi si racconta a trecentosessanta gradi svelando con entusiasmo il suo costante desiderio di cimentarsi in nuove avvincenti avventure artistiche.

 

 

 

 

Ciao Luigi, è davvero un piacere accoglierti sulle pagine di SaltinAria per conoscerti meglio e presentare ai nostri lettori il nuovo progetto che ti vedrà in scena dall’8 gennaio al Teatro Sistina di Roma, la commedia musicale “Una vita da strega” con la regia di Armando Pugliese. Partiamo proprio da questa nuova avventura, che ruolo interpreterai nello spettacolo e come vi state preparando all’imminente debutto?
In questo divertissement, così mi piace chiamare questo spettacolo, interpreto il demone Asmodeo, un demone divertente e  maldestro a cui, vista la modernità della storia, ho dato anche un carattere un po’emo…ne combinerà di ogni nella speranza di non fare innamorare la strega con il terrestre! In compagnia c’è molta fibrillazione perché debuttiamo in prima nazionale al Sistina quindi grande responsabilità ma anche voglia di incontrare finalmente il pubblico.
TabitaProtagonisti dello spettacolo sono Bianca Guaccero e Francesco Venditti, personaggi molto amati dalle platee televisive che negli ultimi anni hanno spesso frequentato con successo anche i palcoscenici teatrali. Come ti stai trovando a collaborare con loro e cosa possiamo aspettarci da questa attesa “commedia d’amore strampalato con musica dal vivo”, come è stata definita da regista e produttori?
E’ una storia d’amore moderna ma al suo interno nasconde i meccanismi della commedia classica alla Marivaux o se vogliamo guardare al nostro paese alla Scarpetta o meglio ancora alla nostra storica commedia dell’arte. Infatti ci sono gli intrecci, gli equivoci, gli innamorati, il cattivo, i comici, tutti ingredienti tipici della commedia incorniciati da brani inediti strepitosi scritti appositamente dal maestro Raffaele Di Pietro.
Quando è iniziata la tua passione per la recitazione e come hai iniziato a coltivarla? Tra i numerosi maestri che hanno accompagnato la tua crescita artistica quali pensi che abbiano segnato maggiormente il tuo percorso con i loro insegnamenti e consigli?
Non mi ricordo quando è cominciata la mia passione, il mio bisnonno faceva l’attore e lavorò pure con Pirandello, quindi sono cresciuto in una atmosfera familiare florida in questo senso, anche se i mie sono degli imprenditori. Ho sempre fatto teatro in tutti modi, sin dall’asilo, poi a 19 anni sono entrato alla Scuola d’Arte Drammatica del Teatro Stabile di Catania e da lì ho ne ho fatto ufficialmente la mia professione. Oggi sono più di dieci anni che lavoro in questo campo e devo dire che ho imparato e “rubato” da tutti i registi e attori che ho incontrato, piccoli e grandi, tutti mi hanno lasciato e insegnato qualcosa da fare o non fare…
Cifra distintiva della tua personalità sembra essere l’eclettismo, visto che nel lavoro ti cimenti con naturalezza in ruoli fortemente eterogenei, dividendoti tra la  televisione e le assi del palcoscenico. Quale tra queste due dimensioni senti a te più congeniale e ritieni ti consenta di esprimere a pieno il tuo mondo interiore?
Mi sento a mio agio in entrambi i contesti, credo che un attore è un attore e basta, non fa differenza tra fiction e teatro. La cosa che mi manca quando faccio la fiction sono i 40 giorni di prove che ti permettono di sperimentare e trovare varie sfaccettature del personaggio, ma capisco che i tempi delle fiction sono strettissimi.
Nello scorso mese di settembre hai preso parte, nel ruolo del malvagio Oliviero, a una delle più interessanti produzioni della stagione di quest’anno del Silvano Toti Globe Theatre, il classico shakespeariano “Come vi piace” diretto da Marco Carniti con protagonisti Daniele Pecci e Melania Giglio. Che ricordo conservi di questa esperienza?
Uno spettacolo meraviglioso, anche quello cantato. Devo dire che è stato un percorso complesso il parto del mio personaggio perché nel primo atto era cinico, perfido, spietato e nel secondo nella foresta di Arden e con la scoperta dell’amore si trasformava in un dolce innamorato degno delle più melense favole…quindi ho studiato molto per far passare al pubblico questo percorso emotivo del personaggio affinché gli spettatori potessero capirlo e seguirlo in questa redenzione.
TabitaUn altro tuo recente lavoro teatrale di grandissimo successo è stato “L’opera da tre soldi” di Bertold Brecht, che ti ha visto al fianco di due pietre miliari del teatro italiano come Massimo Ranieri e Lina Sastri e di altri grandi artisti come Gaia Aprea, Margherita di Rauso, Ugo Maria Morosi.Un’opera sontuosa ed emozionante, apprezzata con consensi unanimi da parte di pubblico e critica. Cosa ti ha lasciato Jakob, il personaggio da te interpretato e com'è stato lavorare con un cast tanto prestigioso?
Avventura straordinaria, uno perché Massimo è STRAORDINARIO, è un super uomo…due perché lavoravo con Lina, che per me è stata sempre un mito assoluto, da ragazzino collezionavo i suoi dischi, cassette, cd e non potete capire l’emozione di poter cantare insieme a lei…e poi fare Brecht è sempre una grande scuola impari tantissimo. Io avevo gia fatto “Madre Coraggio” con Isa Danieli e la regia di Cristina Pezzoli; ritengo davvero emozionante cantare quelle ballate di denuncia sempre attuali, che ti fanno comprendere il senso civile che ancora ha o dovrebbe avere questo lavoro.
Negli scorsi anni ho avuto modo di apprezzarti in due spettacoli della Compagnia Divano Occidentale Orientale, "Cala ‘a Saudage" e "Ammaliata". Una drammaturgia sicuramente di matrice più moderna e sperimentale. Come hanno segnato il tuo percorso queste esperienze?
Quei due lavori sono nati dall’incontro con l’autore e regista Giuseppe Bonifati, un artista geniale, un fuoriclasse che conobbi quando lavoravo con Maurizio Scaparro alla Biennale di Venezia. Con Giuseppe fu amore artistico a prima vista e mi propose di interpretare il protagonista di questo suo primo lavoro “Ammaliata”, un testo sul sacro e profano nel sud Italia, che ancora era in progress ma di cui mi innamorai subito, scritto in un dialetto inventato che abbracciava tutti i dialetti del sud e in piu’scritto in versi, il tutto accompagnato dalla musica dal vivo. Dopo questo successo con il quale abbiamo vinto anche Il Premio Eti e girato tutti i più grandi festival è arrivato “Cala ‘a Saudage” per il Festival del Garofano Verde, il tema questa volta era quello della diversità e solitudine e Giuseppe ne fece un piccolo gioiello, sublimando e rendendo poetico un tema così sfruttato. Anche qui lo stesso uso di quella lingua inventata, accompagnata da una fisarmonicista in scena. Sono state due esperienze fortissime che mi hanno arricchito come attore e come uomo; poi il connubio tra testo e musica rappresenta la mia passione…come dico sempre il teatro è il mio grande amore e il canto il mio grande amante, quindi qui vi era una forma drammaturgica che li univa entrambi in modo diverso dalla forma del musical che avevo già sperimentato.
TabitaSicuramente prezioso deve essersi rivelato l'incontro con Mamadou Dioume, celebre regista teatrale senegalese con cui hai avuto modo di collaborare in più circostanze. Quali sono stati gli insegnamenti da lui ricevuti che custodisci con maggior affetto?
L’incontro con Mamadou è stato bellissimo, ci siamo presi e capiti sin da subito. Mamadou dà molta importanza al corpo come elemento comunicativo, più della parola a volte, o comunque come elemento fondamentale di ispirazione della parola, ed avendo alle mie spalle anche una formazione di danza e teatro danza - infatti ho avuto la fortuna di lavorare anche con Michele Abbondanza -  abbiamo lavorato in perfetta sintonia sia per “Don Giovanni” ma soprattutto per “Macbeth”.
Ad inizio ottobre è stato presentato al Roma Fiction Fest il film tv "Il paese delle piccole piogge", andato poi in onda su Rai Uno. Nella serie interpretavi il ruolo del malvagio braccio destro di un capomafia. Sembri trovarti a tuo agio con ruoli di efferati antagonisti, a quando un personaggio positivo, magari romantico e idealista?
È stato sempre il mio cruccio sin dalla scuola d’Arte Drammatica quando per le esercitazioni volevo provare Romeo ed invece mi davano Mercuzio…pero’devo dire che non mi dispiace fare i cattivi, mi divertono molto perché essendo io un buono nella vita esorcizzo il mio lato nero in scena.
Hai già progetti in cantiere per il prossimo futuro? Riguarderanno principalmente l'ambito teatrale o quello televisivo-cinematografico?
Faro’sia teatro che fiction…aspettando il cinema che ancora non ho avuto il piacere di incontrare nella mia vita…
Con quale regista o autore ti piacerebbe lavorare? E al fianco di chi desidereresti assolutamente recitare?
Stranieri Tim Burton e il mio attore di riferimento da sempre John Malkovich…italiani sono tanti i registi da Bellocchio, a Virzì…e come attore mi piacerebbe recitare con Castellitto.
Da spettatore qual è il teatro che prediligi? Quali spettacoli nell'ultimo anno hanno particolarmente colpito la tua attenzione?
Non faccio differenze, amo il teatro fatto bene dalla prosa classica al teatro sperimetale al musical, cerco sempre la qualità soprattutto interpretativa. Oggi troppa gente si improvvisa soprattutto nel teatro off e non solo. Ultimo spettacolo che porto dentro è stato “Lulù” di Bob Wilson che ho visto a Spoleto questa estate.
Prima di salutarci vuoi aggiungere qualcosa oppure rivolgere un saluto ai lettori di SaltinAria?
Vi aspetto a teatro in “Una vita da strega”, gireremo tutta l’Italia fino ad aprile! Un grande abbraccio e buon inizio anno!

 

Intervista di: Andrea Cova

 

 

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