Lorenzo Loris: in scena con inediti contemporanei e classici letterari

Scritto da  Domenica, 02 Febbraio 2020 

Lorenzo Loris è un regista che scova testi inediti in italiano di drammaturgia contemporanea e al contempo scommette sui classici della letteratura del Novecento per renderli testi teatrali. E’ ora in scena all’Out Off di Milano con “Sleepless. Tre notti insonni” di Caryl Churchill, con la traduzione di Paola Bono. Due attori decisamente credibili e convincenti - Elena Callegari e Mario Sala - con una regia scandita da tre episodi senza soluzione di continuità, in una sorta di dissolvenza cinematografica. Il testo lascia qualche dubbio, e abbiamo incontrato Lorenzo Loris per capire la sua scelta.


“Sono partito dal desiderio di riunire una coppia di attori con i quali ho fatto un lungo percorso dopo la scuola Paolo Grassi, portando in scena e facendo conoscere dei testi inediti di autori contemporanei da quando ho iniziato all’Out Off. Tra gli altri ho portato a teatro Lars Noren che poi il Piccolo Teatro ha preso per una stagione, così come Edward Bond, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del teatro nel 2004. Avevo già messo in scena uno spettacolo nato dall’incontro di due testi di Arthur Miller, “Una specie di storia d’amore” e “Non mi ricordo più niente”, testo mai rappresentato in Italia, che pensavo di rappresentare insieme al testo di Caryl Churchill ma non ci è stato consentito.”

Com’è nato l’interesse per il testo “Sleepless”?
“Sebbene poco rappresentata in Italia, Caryl Churchill viene considerata la più importante drammaturga contemporanea in lingua inglese, anche se solo una ventina di suoi testi sono stati tradotti. “Sleepless” è considerato un testo minore, molto cinematografico; evidenzia la capacità di quest’autrice di partire da conversazioni semplici, dal quotidiano più spicciolo per aprire squarci immensi, quasi beckettiani. Conosco bene la drammaturga che ha testi molto potenti come “Top girls” della metà degli anni Ottanta, testo per 16 attrici, anche se è la prima volta che mi misuro con lei direttamente.”

Come ha lavorato sul testo?
“Mi sono attenuto a quello che scrive la Churchill, che usa pochissime didascalie lasciando massima libertà alla regia e all’interpretazione: l’unica scarna indicazione sull’allestimento concerne la presenza di tre ambienti che hanno in comune il letto matrimoniale.”
La realizzazione risponde esattamente a questa partizione, con il letto che occupa quasi tutta la scena, una continuità sottolineata dalla scelta di due soli attori, invece che quattro, per tutti e tre gli episodi. Nel terzo episodio infatti la nuova coppia è formata dalla donna del primo episodio e dall’ uomo del secondo quadro e si chiude così il cerchio che evidenzia l’impossibilità della coppia, anche quando si pensa di essere davanti alla persona dei propri sogni.

Qual è stato il filo conduttore che ha seguito?
“Il tema del lavoro e della precarietà che preme dall’esterno sulla condizione sentimentale, creando un corto-circuito e una frustrazione soprattutto nella donna. Ho scelto di depurare la scena dagli elementi di riferimento al contesto londinese degli anni Ottanta, perché fosse una storia universale, tenendo presente però che il thatcherismo di allora ha alcuni elementi in comune con le condizioni odierne, come l’aumento delle disuguaglianze sociali e la forbice che si apre anche se i proletari di ieri sono i poveri di oggi.”

L’elemento cinematografico è molto presente sia nella regia, anche attraverso le proiezioni che insistono e fanno sì che l’azione scenica non si interrompa mai, sia nella storia.
“La presenza di un cinefilo insiste su questo elemento con riferimento ad “Alien” e “Apocalypse Now”, due film molto noti che quasi tutti hanno visto, e aiuta a sottolineare la dimensione del viaggio come in “Cuore di tenebra” (di Conrad) trasposto al cinema con un passaggio dall’Africa al Vietnam. L’idea è di raccontare un viaggio verso l’ignoto, che nello spettacolo è il mondo interiore e sentimentale, e in tal senso togliere i riferimenti a un contesto preciso mira a rafforzare l’universalità del messaggio. Tre coppie a letto. Tre brevi atti di conversazione che, con l’irresistibile estro tragicomico di Caryl Churchill, si sviluppano abilmente intorno alla paura di affrontare la vita.
Il testo presenta tre esempi di relazioni sentimentali che testimoniano una fase di cambiamento non solo nell’ambito della vita privata ma che finiscono poi per ripercuotersi di riflesso sulle nostre attitudini sociali. La grande scrittrice, con sorprendente abilità introspettiva ed affidandosi a una buona dose di humor nero, riesce a ritrarre le caratteristiche che condizionano l’essere umano contemporaneo nell’ambito della coppia, le quali si riflettono di conseguenza sulle condizioni di vita e sulle prospettive di cambiamento sociale. Caryl Churchill ci presenta, con toni grotteschi, tre coppie che sono lo specchio di una evidente difficoltà di orientamento dell’uomo e della donna del nostro tempo.”

A cosa sta lavorando?
“A “Uno, nessuno, centomila” di Luigi Pirandello, in linea con il lavoro che sto svolgendo sulla letteratura italiana del Novecento da Calvino a Gadda, Buzzati, Parise e Moravia”.

Un lavoro agli antipodi rispetto al filone della rappresentazione di inediti in Italia?
“Per il mio percorso la lingua è lo strumento principale e il Novecento con la struttura linguistica originale è molto potente e può diventare teatrale anche quando non è scritto appositamente per la scena. Pirandello è tra l’altro uno degli autori più rappresentati e anche in questo romanzo, al quale ha lavorato per 15 anni, c’è stato un continuo travaso da un genere all’altro.”

 

Lorenzo Loris nato a Milano nel 1956, è regista stabile del Teatro Out Off da trent’anni. Dopo aver frequentato la Scuola d’ arte Drammatica del Piccolo teatro di Milano lavora come attore in Le intellettuali di Molière con la regia di Gianpiero Solari, L’uomo la bestia e la virtù di Pirandello con la regia di Carlo Cecchi.
Successivamente si trasferisce per un anno e mezzo a Londra dove frequenta corsi di regia per il teatro e la Crosswind Film School per la regia cinematografica.
Tornato in Italia mette in scena insieme a Gianpiero Solari Bastardi di Barrie Keeffe curandone anche la riduzione (insieme a Solari e Mario Sala) e interpretando la parte di Joey. Inizia in quegli anni la collaborazione con il Teatro Out Off. Lavora come attore, tra l’altro, nell’Amleto di Shakespeare che Cecchi mette in scena nel 1989 al festival di Spoleto. Nel ’92 con I costruttori d’imperi di Boris Vian inizia all’Out Off un percorso registico sulla drammaturgia del Novecento e contemporanea.
Nel gennaio 2004 mette in scena Note di cucina di R. Garcia e, all’inizio della nuova stagione, nella nuova sede del teatro Out Off di via Mac Mahon, cura la regia di Bingo di Edward Bond, un testo singolare che racconta gli ultimi giorni della vita di Shakespeare e con questo spettacolo vince il premio UBU 2005 come migliore novità in lingua straniera.
Nell’agosto del 2005 ad Orel, in Russia, dirige la compagnia del teatro stabile della città mettendo in scena La Mandragola di Machiavelli, con l’adattamento di Roberto Traverso.
Nel 2005/2006 Una specie di storia d’amore di Arthur Miller e Una delle ultime sere di Carnevale di Carlo Goldoni.
Nel maggio del 2010 con La Gilda del Mac Mahon di Giovanni Testori inizia un trittico dedicato a Milano che ricomprende L’Adalgisa di Carlo Emilio Gadda e Il Guardiano di Harold Pinter, riambientato per l’occasione dalla Londra degli anni ‘60 all’hinterland milanese dei nostri giorni. Con questo spettacolo vince il Premio dell’Associazione Nazionale della Critica per la regia.
Nel 2016 mette in scena e fa la riduzione teatrale de Le notti bianche dal romanzo di Dostoevskij e in primavera torna a Pinter con la regia de L’amante. A dicembre 2016 , in occasione del quarantesimo anniversario dell’Out Off mette in scena L’editore di Nanni Balestrini realizzandone l’adattamento insieme all’autore. Nel 2017 adatta e dirige Gli amori difficili di Italo Calvino mettendo in scena alcuni racconti del grande scrittore. Sempre nello stesso anno mette in scena il testo della poetessa e scrittrice Lucrezia Lerro Victor Hugo/Adele, Georges Simenon/Marie Jo – Una promessa d’amore. Tra gli ultimi lavori, nella stagione 2017.2018 L'angelo dell'informazione; 2018-2019 la regia in collaborazione con Edoardo Siravo Sillabari adattato con Roberto Traverso; Fuga nelle tenebre di Schnitzler con Paolo Bessegato e Massimo Loreto; Sogno un di uomo ridicolo con Mario Sala nel 2019; è in scena con Sleeples di Caryl Churchill fino al 9 febbraio (Prima nazionale) al Teatro Out Off di Milano con il contributo di NEXT 2019 – Regione Lombardia.


SLEEPLESS. TRE NOTTI INSONNI
di Caryl Churchill
traduzione Paola Bono
con Elena Callegari, Mario Sala
regia Lorenzo Loris
video Davide Pinardi
scena e decorazioni Daniela Gardinazzi
intervento pittorico Giovanni Franzi
costumi Nicoletta Ceccolini
luci e fonica Luigi Chiaromonte
collaborazione ai movimenti Barbara Geiger
spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro


Teatro Out Off - Via Mac Mahon 16, 20155 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/34532140, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, mercoledì e venerdì ore 20.45, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: €18, costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€ (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Intervista di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Ufficio Stampa Isabella Rotti
Sul web: www.teatrooutoff.it

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