Giuseppe Scordio: quando il teatro parla di ambiente

Scritto da  Domenica, 16 Febbraio 2020 

In occasione dello spettacolo “Vivi! Come il mare - pièce per due delfini”, in scena dal 13 al 28 febbraio allo Spazio Tertulliano di Milano, patrocinato dall’Associazione ambientalista Marevivo e diretto da Giuseppe Scordio, che ha curato anche il testo insieme a Eleonora Cicconi, abbiamo incontrato il regista. Uno spettacolo che si iscrive in un progetto per la promozione, attraverso l’arte e le emozioni, di una sensibilizzazione al tema del mare, intergenerazionale, e soprattutto di un invito al fare nella quotidianità. Il progetto che coinvolge la programmazione del Tertulliano fa propria la lezione della sostenibilità: produrre meno ma produrre meglio.

 

Come nasce l’idea?
“Dalla presa di coscienza che il tema ambientale è uno dei temi sociali per eccellenza del momento e che forse parlarne e scriverne non è sufficiente. Nel periodo estivo l’occasione, che non nasce mai per caso, è venuta dal fatto che il nostro nuovo sponsor iBeHuman si occupa di attività sociali e in particolare sostiene l’associazione ambientalista Marevivo Onlus, un’associazione ambientalista che da 35 anni si occupa della tutela del mare e delle sue risorse e principalmente si dedica al recupero della plastica nei mari.”

Al di là del racconto qual è il messaggio?
“Pensata come una favola ecologica per poter raggiungere un pubblico quanto più vasto possibile, la pièce è stata scritta come un racconto fantastico dalla giovane Eleonora Cicconi, che è anche attrice nello spettacolo, mentre io mi sono limitato a supervisionare sotto il profilo tecnico, della scrittura drammaturgica del testo. Lo spettacolo racconta il viaggio di Martino, delfino maschio del Pacifico, e di suo figlio Milo, alla ricerca di un mare pulito, dove vivere liberi dalla plastica e dai rifiuti che stanno mettendo a rischio la loro vita, con videoproiezioni, live drawing e voice-over, attraverso il tema del sogno di un bambino che al risveglio resta molto impressionato tanto da spingere i propri genitori a cambiare il loro stile di vita. Il messaggio non è tanto raccontare e spiegare la situazione, ma sollecitare, attraverso la presa diretta e immediata delle emozioni, una partecipazione corale fattiva e quotidiana.”

A chi si rivolge?
“A tutti, dai 6 ai 90 anni, e credo che proprio nella partecipazione in sala di un pubblico intergenerazionale sia la forza del messaggio di questo spettacolo perché stimola indirettamente un dialogo tra esperienze e sensibilità diverse, anche senza necessità che le persone si parlino.”

Lo spettacolo rientra in un progetto di attenzione al sociale del Teatro ma per lei si iscrive in un orizzonte più ampio o resta solo una proposta nel cartellone?
“Lo spettacolo rientra in una serie di attività che, allo scoccare dei dieci anni di attività, lo Spazio Tertulliano inaugura con partnership atte a dare solidità artistica e progettuale al proprio lavoro. È con l'inizio di questo nuovo decennio, infatti, che diventa fattiva la partnership con iBeHuman, società di consulenza la cui mission è incentrata sull'innovazione sociale e di cui il teatro condivide l'obiettivo di creare valore per il territorio, la collettività, l’ambiente, declinato nelle diverse dimensioni: benessere e cultura, valore etico, valore economico, valore reputazionale, valore estetico e sviluppo sostenibile. La partenza è stata a gennaio con “Il talento di vivere”, tratto dal racconto di Anton Čechov, riduzione teatrale del Professore Fausto Malcovati, uno spettacolo diretto da Fabrizio Visconti, con Massimo Loreto e Camilla Violante Scheller. La mia ambizione è di portare “Vivi! Come il mare” in tournée, una parola quasi scomparsa ormai per le piccole produzioni - il nostro teatro ha 100 posti - soprattutto nei luoghi estivi, nelle piazze e magari anche nelle spiagge. Mi interessa lavorare su un progetto e in qualche modo storicizzare gli spettacoli, portando a teatro la filosofia della sostenibilità ambientale: produrre meno ma meglio. Nella scelta del teatro c’è stata la promozione della nuova drammaturgia, soprattutto dei giovani, da affiancare ai grandi nomi, scelta che tuttora sottoscrivo. Mi sono accorto però che di tanti spettacoli sono poi pochi quelli che restano e il nuovo corso punta maggiormente ad ottimizzare le risorse e a lavorare su un calendario più asciutto ma con spettacoli destinati a durare nel tempo.”

C’è uno spettacolo che vuol ricordare in particolare della sua carriera?
“…Lassù qualcuno mi ama, di cui sono stato attore e regista e che ho dedicato ad un mio amico, bullizzato da ragazzo, che si è salvato diventando pugile, campione dei pesi massimi, ricevendo tra l’altro l’Ambrogino d’oro a Milano. Una storia che parla degli ultimi, un ragazzo grasso, di un quartiere degradato, con un padre alcolista, la madre malata, la sorella morta di Aids, Giacobbe Fragomeni. La pièce allude al film del 1956 diretto da Robert Wise con Paul Newman, il cui soggetto è tratto dalla biografia di Rocky Graziano e del quale si vedono degli spezzoni in scena. Io mi sono concentrato non sull’ascesa al successo ma sulla prima parte della vita di chi non per talento ma per volontà ce l’ha fatta, proprio mentre stava per soccombere: stava per buttarsi sotto al treno richiamato per il Servizio militare quando fu fermato da un signore che lo portò in palestra. Il tema è totalmente diverso dallo spettacolo in scena; è però nello stesso spirito che l’ho concepito, perché il teatro possa incidere sulla collettività sociale”.

 

Giuseppe Scordio, attore, regista, direttore artistico e fondatore del Teatro Spazio Tertulliano, è stato per lungo tempo assistente e collaboratore di Giulio Bosetti al Teatro Carcano di Milano. Debutta nel 1996 in Un amore di Dino Buzzati; recita tra l'altro ne Il Bugiardo 2003, Così è se vi pare 2004-2005 (con 400 repliche), Antigone 2006-2007, I sei personaggi in cerca d'autore 2007-2008 (con 500 repliche) e I Dialoghi di Socrate 2008-2009 per la regia di Giulio Bosetti, in Lorca: tra la vita e la morte 2001 e Van Gogh 1998 per la regia di Pippo Carbone e nella Maria Brasca 2000 con Adriana Asti diretto da Andrée Shammah. Dal 2010 fonda ed assume la Direzione artistica del teatro Spazio Tertulliano. Nel 2011 dirige, adatta ed interpreta Il diario di un killer sentimentale di Luis Sepùlveda. Nel 2016 debutta al Teatro Spazio Avirex Tertulliano con lo spettacolo dedicato alla musica, alla vita ed alla poesia del leader dei Doors Jim Morrison Light my fire (Nascita della Tragedia) e con Calibano nella tempesta, drammaturgia originale tratta da La Tempesta di William Shakespeare.

VIVI! COME IL MARE - pièce per due delfini
diretto da Giuseppe Scordio
testo a cura di Giuseppe Scordio e Eleonora Cicconi
interpretato da Martino Corti, Eleonora Cicconi e Gabriele Boria
produzione Spazio Tertulliano
spettacolo patrocinato dall’Associazione ambientalista Marevivo

 

Spazio Tertulliano - Via Tertulliano 70, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/49472369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: giovedì e venerdì ore 19.30, sabato e domenica ore 17
Biglietti: intero 16€, under 26 10€, over 60 11€ (+1€ tessera associativa)

Intervista di: Ilaria Guidantoni
Grazie a: Francesca Romana Lino, Ufficio stampa Spazio Tertulliano
Sul web: www.spaziotertulliano.it

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