Giorgia Trasselli: poliedricità e vulcanica energia, tra teatro e televisione

Scritto da  Martedì, 25 Settembre 2012 
Giorgia Trasselli

In occasione del debutto della brillante commedia “Finchè vita non ci separi”, che aprirà la nuova stagione del Teatro de’ Servi, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giorgia Trasselli, amatissimo volto televisivo ed attrice teatrale di grande talento e versatilità, che ci ha svelato i numerosi progetti artistici in cantiere per l’autunno. Tra Roma e Milano, quattro spettacoli estremamente eterogenei per atmosfere e stili, una avvincente sfida per la camaleontica interprete romana.

 

 

Buongiorno Giorgia, è un grandissimo piacere incontrarla per questa intervista così da conoscerla meglio e presentare ai nostri lettori i molteplici impegni professionali che la coinvolgeranno in questo autunno. Inizierei dalle origini, quando è nata la sua passione per la recitazione, come ha iniziato a coltivarla e qual è stata la sua formazione artistica?
La passione, da sempre, mi dicono genitori e parenti che sin da bambina osservavano  chiari segni, per loro assai preoccupanti…

Le platee televisive l'hanno seguita fedelmente ed amata nell’indimenticabile sit-com “Casa Vianello”, che ricordi custodisce di questa esperienza quasi ventennale e in particolare degli straordinari Sandra e Raimondo?
Ricordi di Casa Vianello? Bellissimi ricordi, molti colmi di tenerezza, di allegria, di  divertimento e di un buon lavoro fatto con serietà e leggerezza allo stesso tempo.

Numerose altre sono state le sue partecipazioni a serie tv, sceneggiati e programmi televisivi; tra tutte potremmo citare “Distretto di polizia”, “R.I.S. – Delitti Imperfetti”, “Don Matteo” e “Che fine ha fatto Carmen Sandiego?”. Tra i numerosi progetti televisivi che, oltre a “Casa Vianello”, hanno costellato la sua carriera, quale ritiene siano stati maggiormente preziosi e significativi? Ha in cantiere di tornare in tv nel prossimo futuro?
A parte Casa Vianello che mi ha accompagnato per 20 anni, in genere tutto il lavoro  che faccio lascia delle tracce, per fortuna per lo più piacevoli e gratificanti. Anche  Carmen Sandiego è stato molto importante per me. Faticoso, sì, ma un buon prodotto.  Mi capita di incontrare persone che ancora oggi lo ricordano. Spero di tornare presto in  tv, ma non posso anticipare nulla.

Finchè vita non ci separiL’autunno teatrale che sta avendo inizio la vedrà protagonista di numerosi spettacoli sia a Roma che a Milano. E’ ormai imminente il debutto al romano Teatro de’ Servi della brillante commedia “Finchè vita non ci separi” con la regia di Vanessa Gasbarri, che sarà poi ripresa anche a novembre al Teatro Martinitt di Milano. Può raccontarci qualcosa di questo progetto e del personaggio che interpreta?
Il personaggio di Alba Mezzanotte che interpreto nella commedia di Gianni Clementi mi  piace assai. Alba non è sicuramente quello che chiameremmo un personaggio positivo.  E' una donna forte, volitiva che non si arrende neanche di fronte all'evidenza dei  fatti, compiendo fatali errori come madre. Ciò che le importa è la salvezza della  "forma", delle apparenze, insomma per Alba il motto è “W l'ipocrisia”, ed è in nome di  questo che dirige, controlla, organizza le vicende familiari, compreso quindi il  matrimonio del figlio.

Dall’11 ottobre la colorata e trascinante carovana di Dignità Autonome di Prostituzione, capitanata dall’inarrestabile e creativo regista Luciano Melchionna, invaderà l’Ambra Jovinelli per quattro settimane all’insegna dell’ormai celebre “bordello dell’arte”. Ormai da tempo fa parte di questa magmatica e impetuosa compagnia, come sta vivendo questa inimitabile avventura teatrale? Dalla prossima edizione possiamo aspettarci qualche stuzzicante novità?
Ha detto bene, trascinante, ottimo termine per parlare di "Dignità autonome". Io subentrerò il 18 ottobre con il monologo di Luciano Melchionna "Un'altra", perché prima sono impegnata al de’ Servi. Sono felicissima di far parte di questo meraviglioso "bordello dell'arte”: ne faccio parte dalla sua nascita. E' un viaggio davvero affascinante, faticoso, impegnativo sia fisicamente che emotivamente. Il  format, la regia richiedono agli attori sempre attenzione, disponibilità a ripetere il  monologo ogni qual volta il pubblico lo richieda. Concentrazione e accoglienza, sempre  sotto  lo sguardo attento di "papi Melchionna", al quale, mannaggia, non sfugge nulla…

Sempre sotto l’egida autorale e registica di Melchionna, nell’ultima edizione della rassegna Garofano Verde ha partecipato allo spettacolo “Quelle due ovvero la calunnia” una suggestiva lettura scenica dal testo di Lilian Hellman. Riprenderete questa pièce al Teatro Filodrammatici di Milano in novembre per la rassegna Illecite Visioni. Si tratterà sempre di una lettura scenica o di una messa in scena vera e propria? Come è nato questo progetto e quali sono stati secondo lei i suoi punti di forza?
A Milano sarà ancora una lettura spettacolo, poi si vedrà… Non è escluso che Luciano ne faccia uno spettacolo prima o poi. Melchionna ha trovato questo testo e gli è piaciuto moltissimo. Punti di forza? Beh, penso il testo, con la sua forza drammaturgica, gli interventi di snellimento, per una lettura, operati da Luciano, il rigore con il quale ci ha impegnati nella "recitazione", la concentrazione nel seguire le nostre parti e anche ovviamente quelle degli altri personaggi, anche con un copione in mano. Insomma l'ascolto, che mi creda non è così scontato nel nostro mestiere. Spesso e volentieri ce ne andiamo per i fatti nostri, senza seguire, ascoltare veramente quello che l'altro dice! In fondo non è così a volte nella vita…

Mi incuriosisce particolarmente un altro spettacolo nel quale reciterà, “Il raccolto” di Ken Cameron con la regia di Andrea Baracco, in scena il 17 ottobre al Teatro India. Può svelarci qualche indiscrezione su quest’opera?
È il testo del canadese Ken Cameron da “Il raccolto”: è un testo a due personaggi, moglie e marito, che interpreterò con Vittorio Viviani. Questo lavoro farà parte della rassegna di drammaturgia internazionale “In Altre Parole” e verrà presentato nella sala IN del Teatro India il 16 ottobre prossimo. Mi ha incuriosito molto, penso che ci sarà un grosso lavoro da fare,  perché i due attori daranno voce a molti altri personaggi. È scritto proprio così. Ho già lavorato una volta con Andrea Baracco e sono assai contenta di ritrovarmi tra poco con lui.

Ha lavorato nel cinema, in televisione e a teatro ed in passato si è anche dedicata alla regia. A quale di questi aspetti della sua poliedrica carriera artistica le piacerebbe dedicarsi nel prossimo futuro? Se avesse l’opportunità di scegliere un regista con cui non ha ancora lavorato, con chi vorrebbe collaborare e che tipo di testo le piacerebbe portare in scena?
C'è un testo americano  che corteggio da anni. Mi piacerebbe portarlo in scena ma, come si può immaginare, il problema è sempre "la produzione". Vedremo!

Per numerosi anni si è dedicata parallelamente anche all’insegnamento di recitazione e dizione, ad esempio presso la scuola Action Training diretta da Beatrice Bracco a Roma e all’interno della scuola Fondamenta. Quali ritiene siano le doti essenziali di un giovane attore e qual è il metodo didattico da lei adottato?
Insegnare, o meglio comunicare quello che si è, quello che si sa, quando ci si riesce è semplicemente meraviglioso. Non ci si può improvvisare. Spesso mi trovo a pensare, quando i ragazzi, alla fine di un corso di studi, mi salutano, quando ci abbracciamo e mi ringraziano per qualcosa che ho lasciato loro, beh penso che io ringrazio loro per avermi dato, lasciato tanto da farmi crescere ancora, da farmi pensare, riflettere, gioire, ridere, arrabbiarmi, perché no, e questi sono tutti regali che mi fanno, no? Le doti di un giovane? Un talento di base, forte e un altrettanto forte impegno nell'apprendere, senza il quale, anche un grosso talento pian piano esaurisce la propria forza.

Prima di salutarci vuole aggiungere qualcosa oppure rivolgere un saluto ai lettori di SaltinAria?
Un ciao e un grazie ai lettori di SaltinAria. Vi aspetto a teatro. Un bacione!

 

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Giorgia Trasselli; Ufficio stampa Antonino Pirillo
Sul web:
www.teatroservi.itwww.teatrodiroma.net


 

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