Francesca Milani e Danilo De Santis: Una scrittura a quattro mani, tra confessioni, chiacchiere e autoironia

Scritto da  Ilaria Guidantoni Domenica, 04 Marzo 2012 
Danilo De SantisFrancesca Milani

Incontrando Francesca Milani e Danilo De Santis si capisce che non sempre la somma di uno più uno fa due. Qualche volta fa molto di più, un prodotto nuovo, quell’inspiegabile sintesi di due persone che nell’affinità danno il meglio di loro stessi, con una leggerezza che nasconde un lavoro su se stessi prima che in coppia. L’impressione è che il teatro non sia che un modo di vivere la vita, un aspetto della quotidianità. In fondo la realtà ha molta più fantasia di noi. Serve solo un modo – e questa è arte – di restituire il nostro vissuto agli altri, perché possa diventare una traccia per altre vite, uno specchio di altre persone, il sogno di qualcuno.

 

Cominciamo dall’attualità: a cosa state lavorando?

Stiamo finendo di scrivere un lavoro a quattro mani – esordisce Francesca – ma siamo già rodati a parte per il bacio finale che ci sarà…forse. Siamo così amici.

Danilo De SantisAllora forse vale la pena di tornare indietro: quando vi siete incontrati?

Relativamente di recente – si inserisce Danilo – con un quartetto di teatro comico e cabaret, “Due interi e due ridotti”, nome nato dal fatto che eravamo in quattro, due uomini e due donne, due alti e due bassi e il gioco ha funzionato, anche per una serie di ‘scambi’ che in scena erano facili da creare. Poi all’improvviso il ragazzo ha deciso di tornare a Palermo e per noi è stato uno choc, a dire il vero soprattutto per le due ragazze che non pensavano di poter creare uno spettacolo in tre ma da questa esperienza di vita è nato uno spettacolo dal titolo emblematico “Qualcosa faremo”.

E poi?

Virginia Raffaele ci ha lasciati - racconta Francesca - rientrando sempre più spesso a Milano dove era a “Quelli che il calcio”. Tra l’altro con lei avevamo iniziato, nel 2008, la nostra collaborazione radiofonica a “Pelo e contropelo” a Radio Kiss Kiss. Una separazione consensuale – sottolinea Danilo – che ci ha messo in gioco involontariamente come coppia artistica.

Come ha funzionato?

Bene, rispondono all’unisono, anche se finora ci siamo misurati solo in radio a “Pelo e contropelo” e - aggiunge Francesca - in due serate, rispettivamente a Salerno per la festa della pizza e a Formia per una serata radiofonica la scorsa estate, nell’ambito di “Un Volto per Estasi”, programma di ricerca di modelle.

Adesso siete però alla prova del nove, con la scrittura, la regia e l’interpretazione. Come state lavorando?

E’ la prima prova teatrale completa a due, anche se abbiamo già scritto insieme. L’idea, comincia Danilo, è nata da un viaggio di coppia che in parte riproduce il nostro cammino di amicizia e soprattutto le nostre confessioni di pomeriggi di sogni e delusioni nelle rispettive vite. Lo sforzo maggiore è raccontarsi superando l’autoreferenzialità per diventare uno specchio degli altri. La storia, accenna Francesca, narra di un uomo che, stanco di vivere relazioni ‘mordi e fuggi’, sceglie e in parte si impone di avere una relazione stabile e finisce per invaghirsi della protagonista. In ogni caso non è questo il finale e non svelo nulla. Lo dobbiamo ancora scrivere, tra l’altro.

Francesca MilaniLei Francesca che ruolo interpreta?

A dire il vero bisogna usare il plurale perché ricopro diversi ruoli. Sarà una bella prova ginnica oltre che di versatilità interpretativa. Tra i ruoli, la cameriera ucraina che non capisce la lingua e fa una selezione a suo uso e consumo dell’italiano; ma anche le tre ex fidanzate. In effetti dall’irrompere di queste tre donne, interviene Danilo che si sente chiamato in causa, si intravede una maggiore complessità del personaggio: vittime e carnefici sono sempre legati a doppio filo e non c’è una lettura univoca e lineare.

Come scrivete?

(Si guardano con un’intesa e Danilo chiede quasi il permesso – ma è un’affermazione più che una domanda, ndr) Comincio io? C’è una prima fase nella quale si discute in un confronto verbale; quindi si procede alla stesura di un brogliaccio mettendo nero su bianco le idee e alcune scene; poi si passa all’improvvisazione, partendo quasi sempre da situazioni di vita reale. In questo siamo facilitati perché ci conosciamo molto bene e quindi non ci è difficile riprodurre la realtà.

Poi, aggiunge Francesca, c’è un momento nel quale procediamo separatamente per ritrovarsi ognuno con il tratto di percorso compiuto. Non procediamo in ogni caso con un ritmo cadenzato. Bisogna avere la pazienza di stare - aggiunge Danilo - è questo la scrittura e abbiamo acquisito un po’ pazienza; ma c’è l’insicurezza di quando si arriva al punto di non ritorno. In quel momento mi chiedo se sia tutto sbagliato, tutto da rifare; se funzionerà. E sono sempre io ad avere i dubbi.

Sta migliorando però - interviene Francesca - e compensa il mio precipitare a volte in uno stato cupo. Chissà se i segni zodiacali hanno un peso in tutto ciò.

Quando sarete in scena?

Se finiamo di scrivere il testo – scherza Francesca - “La strana cotta” sarà in scena dal 10 al 22 aprile al Teatro Petrolini di Testaccio (a Roma).

Quali sono stati i vostri esordi?

(Francesca) Da sempre ho amato recitare. Ricordo che avevo 9-10 anni e passavo tutta l’estate dai miei nonni in un paesino delle Marche tra Visso e Camerino, dove scrivevo storie, come le può scrivere una bambina, gialli e parodie dei telegiornali e poi li facevo rappresentare ai cugini e ai vacanzieri il sabato e la domenica quando i genitori venivano a trovarci. Poi mi sono iscritta al gruppo di teatro del liceo rappresentando “Ifigenia” in greco; quindi ho superato due fasi su tre all’Accademia di arte drammatica ed ho avuto la prima grossa delusione. Ma comunque la mia carriera è proseguita.

(Danilo) Come molti aspetti della mia vita sono nati dal caso. Da ragazzo volevo fare il calciatore e poi ho maturato una certa tendenza all’esibizionismo. Fin da piccolo facevo imitazioni e parodie. Poi ho attraversato una fase di timidezza che ha congelato ogni mia aspirazione artistica, fino a quando ho deciso, a scopo terapeutico – anche in quel caso per un incontro, da un momento all’altro – di partire come animatore in un villaggio vacanza, senza la certezza che ce l’avrei fatta. Ed eccomi qui, dopo un percorso di studi con un effetto domino, costruttivo però.

 

Chi è Francesca Milani?

Attrice di teatro, cinema e televisione, ha frequentato il Corso diretto e condotto da C. Censi e I. Del Bianco nel 1992-93; quindi il Tirocinio all’Accademia Silvio D’Amico e a seguire il Corso diretto e condotto da G. Colli e G.B. Diotajuti; poi il Corso di doppiaggio Studio 23 M.Gallo, R.Savagnone, L.Biella, V.Stagni e ha seguito un Seminario di recitazione e studio approfondito su Moliére, condotto da Mario Scacci. Ha ottenuto la Borsa di studio “Cinecittà Campus” (R. Torrebruna—U. De Vita) per il 2004-2006. Conosce i dialetti romanesco, siciliano, umbro-marchigiano, romagnolo, pugliese, milanese, napoletano, piemontese, veneto, sardo e il vernacolo toscano.

Al cinema ha lavorato ne’ “La patente” di L. Pirandello, con la regia J. Giaconi; a teatro si ricordano alcune commedie di Plauto e “C’è posta per tre” di Lapi e Colasant, con la regia dello stesso Lapi. Inoltre in televisione, tra l’altro per  “Fermata d’autobus” su FX (Sky); ha lavorato anche in radio dal 2008 al 2011 in “Pelo e contropelo” con Pippo Pelo a Radio Kiss Kiss. 

Chi è Danilo De Santis?

Attore di teatro, cinema e televisione. Dal 1997 al 1999 ha frequentato la Scuola biennale di teatro presso il Teatro “Agorà 80” (suoi insegnanti, tra gli altri, sono stati Cesar Corrales, Laura Jacobbi,Wladimiro Lembo).

Ha recitato in numerosi spettacoli teatrali, spaziando dalla commedia (Intrappolati nella commedia, 2010, e L'uomo che non capiva troppo, 2011, con Lillo&Greg) al teatro classico (Nel bel mezzo di un gelido inverno di W. Shakespeare, 2000, regia di Vincenzo Zingaro, Delitto e castigo, 2000, regia di Claudio Boccaccini).

Ha partecipato, inoltre, a diverse fiction televisive, tra cui Incantesimo e Don Matteo (RAI1). 

Nel 2004 ha recitato nel film Le altre barzellette di Leonardo Giuliano e Bruno Colella.

Ha approfondito lo studio dei daletti  Romano, Napoletano, Torinese, Milanese, Siciliano. 

Pratica tennis, calcio, basket, nuoto.

 

Intervista di: Ilaria Guidantoni

Grazie a: Francesca Milani e Danilo De Santis, Federica Federico

 

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