Eugenio Guarducci: una XXXII edizione del Todi Festival all’insegna della libertà creativa e della contaminazione di generi

Scritto da  Mercoledì, 22 Agosto 2018 

E’ in arrivo, per la precisione dal 25 agosto al 2 settembre, la XXXII edizione del Todi Festival, la rassegna di teatro, musica, danza e arti visive, ideata e fondata nel 1987 da Silvano Spada e affermatasi nel tempo come uno dei principali appuntamenti culturali in Umbria e tra i più apprezzati del panorama nazionale. Anche per quest’anno, dopo il successo delle due ultime edizioni, è confermata la direzione artistica di Eugenio Guarducci che ha confezionato nove giornate d’arte estremamente ricche, variegate, coraggiosamente creative ed indipendenti, tra prime nazionali, contaminazione di generi e sperimentazione. Lo abbiamo incontrato per scoprire assieme tutti i dettagli di un festival che si preannuncia da non perdere.

 

Buongiorno dott. Guarducci, è un piacere incontrarla sulle pagine di SaltinAria in occasione della XXXII edizione del Todi Festival, che si terrà dal 25 agosto al 2 settembre e di cui la nostra testata è media-partner. Per il terzo anno consecutivo si occupa della direzione artistica del festival, avendo raccolto il testimone dal fondatore storico Silvano Spada. Quale sarà la cifra stilistica di questa nuova edizione?
Al terzo anno di Direzione Artistica avvertivamo il bisogno di rafforzare la nostra identità, evitando il pericoloso rischio di essere troppo attratti dalla nostalgia del passato. Quindi da una parte rimane invariata la vocazione teatrale del Todi Festival, dall’altra ci apriamo a nuovi orizzonti con l’obiettivo di proteggere la reputazione dell’evento e possibilmente di rafforzarla.

Ognuna delle nove giornate presenterà un programma diverso con un ritmo sostenuto e grande varietà di contenuti, per dar vita a quella che ha spiritosamente definito “una gustosa e fresca Todi Salad”. Questa modalità organizzativa si è rivelata vincente ed apprezzata dal pubblico nelle scorse edizioni?
Direi di sì. Non esiste più un solo target di spettatori e noi dobbiamo fare in modo che il progetto Todi Festival possa accogliere pubblici diversi. Le scorse due edizioni questa “Todi salad” è stata apprezzata. Soprattutto la sua freschezza.

Numerosi saranno i debutti e le prime nazionali che costelleranno le giornate del festival. Può darci qualche anticipazione?
Sicuramente l’apertura del Todi Festival, affidata al debutto di Fiona May a teatro con “Maratona di New York”, è tra gli eventi più attesi. Ma spazio anche ai giovani talenti del teatro italiano con “Generazione XX” con la regia di Anton Giulio Calenda; Guenda Goria con “La Pianista Perfetta” (regia di Maurizio Scaparro); Massimo Popolizio e Javier Girotto con “Sulle vie di Borges”, e tanto altro ancora.

Tra gli spettacoli in scena al Teatro Comunale anche “Anelante” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, recentemente insigniti del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale Teatro di Venezia. Quali ritiene siano le peculiarità del teatro di Rezza/Mastrella che lo rendono unico, facendo di questa esclusiva regionale uno degli appuntamenti più attesi del Todi Festival 2018?
Ingaggiai per la prima volta Rezza/Mastrella nel 1996 in occasione della terza edizione di Eurochocolate. Da allora siamo rimasti sempre in contatto e ci siamo rivisti di recente anche ad Assisi per un altro progetto. Il riconoscimento - forse tardivo - che questi due grandi protagonisti del teatro contemporaneo italiano hanno avuto quest’anno a Venezia mette in evidenza ciò che anche a me piace molto fare: sorprendere lo spettatore con un ritmo incalzante e fuori dagli schemi tanto da farlo diventare, il loro, un genere vero e proprio di teatro. “Anelante” è la prima volta che viene rappresentato in Umbria ed era assolutamente necessario colmare questa grave lacuna.

Come di consueto al Todi Festival è di casa la contaminazione tra generi artistici. Non solo teatro dunque ma anche musica, danza e letteratura con un caleidoscopio di appuntamenti che spazierà da una rivisitazione delle danze sufi tradizionali alle musiche live dei New Trolls, sino all’esclusivo concerto di chiusura affidato alle note ricercate di Ornella Vanoni. Quali saranno gli appuntamenti più significativi che affiancheranno il calendario teatrale? Quale il filo conduttore ravvisabile in questa programmazione così ricercata ed eterogenea?
Non esiste volutamente un filo conduttore. Come abbiamo più volte detto ogni sera vogliamo rinnovare con il pubblico di Todi Festival “un patto di fiducia creativa”. I fili conduttori costruiscono gabbie pericolose alla fantasia. E la fantasia invece ha bisogno di spazi di libertà ai quali francamente ci riesce difficile rinunciare. Tra gli spettacoli musicali che meritano di essere sottolineati ne cito uno su tutti: “Contemporary Future” di Christian Lavernier che in Prima Nazionale debutterà al Todi Festival con un incredibile strumento unico al mondo…non aggiungo altro perché lo spettacolo ha bisogno che si sveli da solo!

Altra tradizione del Todi Festival è l’affidare la creazione del suo manifesto ad artisti contemporanei. Quest’anno l’evocativa immagine è stata creata da Auro, Bruno e Celso Ceccobelli che esporranno anche le loro opere durante le giornate della rassegna. Può raccontarci qualche dettaglio ulteriore su questa collaborazione?
Fin dalla mia prima Direzione Artistica abbiamo voluto che il manifesto ufficiale del Todi Festival fosse realizzato a più mani. Quest’anno abbiamo voluto premiare il genius loci rappresentato dai Ceccobelli, padre e figli gemelli. Nel Manifesto 2018 del Todi Festival possiamo leggere un passaggio generazionale affrontato con grande armonia e reciproco rispetto tra gli artisti/interpreti.

Si rinnova anche, dopo il riuscito esperimento dello scorso anno, il focus sul teatro contemporaneo offerto da “Todi Off” a cura della compagnia Teatro di Sacco diretta da Roberto Biselli. Come si articolerà la seconda edizione di questo progetto?
Todi Off è stata nel 2017 una scommessa vinta alla sua prima sperimentazione. Quest’anno con Roberto Biselli abbiamo voluto affinare il progetto che si compone di varie fasi capaci di costruire un evento parallelo ma allo stesso tempo felicemente integrato con la programmazione principale. Fra le novità del 2018 voglio ricordare il laboratorio di critica teatrale organizzato in collaborazione con TeatroeCritica, al quale lo spettatore potrà partecipare andando anche a cimentarsi con la redazione di un vero e proprio house organ del Todi Festival che verrà distribuito tutte le mattine nei luoghi del Festival.

Quest’anno ci sarà spazio anche per la formazione, con masterclass di Liv Ferracchiati, Roberto Latini e Paola Lattanzi. Quali saranno le direttrici percorse in questi laboratori?
Intanto mi piace informare che molto presto i laboratori del Todi Off sono andati sold out a testimonianza del successo dell’operazione. Non vorrei parlare di direttrici ma piuttosto di modalità di partecipazione degli allievi a questi corsi di formazione, che non sono affatto “isolati” dal calendario del Festival ma di questo vogliono quotidianamente nutrirsi.

Numerosi altri sentieri paralleli affiancheranno infine il programma principale del festival: tra gli altri ricordiamo le rassegne “Tournée da Bar” e “Giardini segreti”, la programmazione di “Around Todi” ed il “Todi Festival Kids”. Può raccontarceli brevemente per incuriosire i nostri lettori?
Posso incuriosire i vostri lettori affermando che ognuno di questi appuntamenti consentirà loro di scoprire una Todi segreta ed insolitamente reinterpretata dagli spettacoli che l’animeranno. Oasi felici di contemplazione ed emozione.

In passato, grazie a una perfetta sintesi di creatività e spirito imprenditoriale, ha creato e portato al successo manifestazioni che hanno raggiunto una rilevanza internazionale (un esempio su tutti, Eurochocolate a Perugia). Quale futuro vorrebbe disegnare per il Todi Festival? Quali ritiene potrebbero essere le direzioni di crescita e sviluppo da perseguire?
Non possiamo fare al momento progetti a media e lunga gittata perché per il terzo anno consecutivo abbiamo ricevuto un incarico temporaneo, passando tra l’altro anche un avvicendamento dell’amministrazione comunale della città di Todi che ha cambiato colorazione politica; nonostante questo ci è stata riconfermata la piena fiducia dal nuovo Sindaco Antonino Ruggiano. Alla fine di questa edizione tracceremo insieme a lui un bilancio di questi tre anni e, se ci saranno le reciproche condizioni per proseguire questa avventura, lo faremo con rinnovata passione e dedizione. Altrimenti verremo a Todi a fare gli spettatori… perché tutti sono utili ma nessuno è indispensabile!

 

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Nicola Conticello e Marco Giovannone, Ufficio stampa Todi Festival
Sul web: www.todifestival.it

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP