Desirée Giorgetti: "Hard Candy", un teatro per aprire al dialogo

Scritto da  Sabato, 19 Dicembre 2015 

E' andato in scena al Teatro Libero di Milano "Hard Candy", uno spettacolo diretto da Corrado d'Elia, di Brian Nelson, tratto da una storia vera portata al cinema nel 2005. Lo spettacolo, interpretato da Alessandro Castellucci e Desirée Giorgetti, indaga il mondo sommerso delle chat, la cronaca dei nostri giorni, la pedopornografia, i risvolti psicologici delle nostre mille facce nascoste, le pulsioni più sotterranee, le perversioni di cui poco comprendiamo, poco sappiamo e per nulla parliamo. Abbiamo incontrato la protagonista femminile Desirée Giorgetti.

 

HARD CANDY
di Brian Nelson
progetto, adattamento e regia Corrado d'Elia
assistente alla regia Luca Ligato
con Alessandro Castellucci e Désirée Giorgetti
scene Corrado d'Elia e Luca Ligato
tecnico luci Marcello Santeramo
fonica Mario Bertasa
costumi Stefania Di Martino
produzione Teatro Libero

 

E' andato in scena al Teatro Libero di Milano lo spettacolo “Hard Candy” tratto dall’omonimo film del 2005 del regista David Slade. La pellicola non è mai uscita in Italia (dal 2008 è però disponibile in DVD). Lo spettacolo è una ripresa, il primo debutto fu nel 2010 sempre al Teatro Libero e sempre per la regia di Corrado D’Elia.

La storia narra del fotografo Jeff, uomo sulla quarantina, che ha la passione per le giovani ragazze, ma ahimé un po’ troppo giovani. Infatti, oltre a fare il fotografo di moda e quindi ad avere l’occasione di fotografare modelle sedicenni, Jeff ha come altro passatempo quello di adescare adolescenti nelle chat e portarsele a casa. Una di queste è proprio Hayley: Jeff la contatta su una chat e la invita nel suo studio fotografico che è anche casa. Una volta lì, la ragazza si mostra molto sveglia e sembra essere lei a voler sedurre l’uomo. Ma la storia riserva sorprese. Hayley prepara un drink a Jeff all’interno del quale scioglie della droga per stordirlo. Quando l’uomo si risveglia è legato e del tutto in balia della ragazza. che confessa a Jeff di aver frugato tra le sue cose e di aver trovato una foto di Donna Mauer: una giovane modella violentata e uccisa poco tempo prima. La ragazza crede che l’assassino, stupratore e pedofilo sia proprio Jeff. Così inizia un gioco di tortura, quasi più psicologia che fisica, dove Hayley fa credere a Jeff che lo sta castrando. Si innesca fra i due una danza macabra, un duello di violenza psicologica dove la giovane continua ad avere la meglio fino a portare l’uomo a suicidarsi.

In questa versione teatrale frutto dell'adattamento curato da Corrado D’Elia, si riscontrano talune variazioni rispetto al film e la più significativa è costituita dalla funzione del personaggio di Hayley. Mentre nel film è una persona concreta, D’Elia ha pensato di renderla invece una proiezione della mente di Jeff, forse la lunga ombra del suo senso di colpa?


Dopo lo spettacolo ho incontrato la protagonista, Desirée Giorgetti e le ho rivolto qualche domanda.

Ciao Desirée. Parto subito diretta con la prima domanda. Com'è stato riprendere questo lavoro dopo cinque anni? Cosa è cambiato in te come attrice e come si è trasformato il personaggio di Hayley?
Ciao Caterina. Allora, riprendere questo personaggio è stato decisamente stimolante. All'inizio avevo una specie di imbarazzo e temevo che "tornare indietro nel tempo", non solo anagraficamente visto che interpreto una ragazzina di quindici anni, ma anche nel rimettere mano a qualcosa che avevo appunto fatto cinque anni fa, mi avrebbe portato a "replicare" o a tentare di ricalcare quello che avevo già fatto. Ma dopo poco ho capito che questa era un'occasione strepitosa. In questi anni ho iniziato un percorso con un'Acting Coach straordinaria, Doris Hicks, avvicinandomi al Metodo (per “metodo” si intende il metodo di recitazione ideato da Lee Strasberg, nda) e ho incontrato la pratica Buddista, grazie alla quale sto interamente trasformando la mia vita. Tutto questo mi ha aiutato a comprendere quanto stia lavorando per far emergere la verità e il personaggio di Hayley sembrava tornato apposta per darmi sul palco questa possibilità, offrendomi un'infinita gamma di sfumature che prima non avevo colto! Credo che in questa nuova versione, sia riuscita ad andare molto più in profondità e mi sono divertita infinitamente!

Il testo parla di un argomento molto duro e spesso ancora considerato scabroso, ovvero parla di pedofilia. Io penso sia molto importante affrontare questo argomento a viso aperto proprio come fa il personaggio, puoi dirci qualcosa in più su questa tematica?
Sì, è vero. La particolarità di questo spettacolo e del film dal quale è tratto, è quella di mettere in luce un argomento del genere. Cosa spinge un uomo adulto a chattare con un'adolescente e ad invitarla a casa sua? Si può parlare di patologia? E quanto può essere pericoloso nascondersi dietro giustificazioni come "sembrava molto più grande della sua età"? Partendo dal presupposto che l'adattamento di Corrado D'Elia non ha lo scopo di dare giudizi, ma di creare lo spunto per un dibattito, è stato interessante vedere come dopo le repliche il pubblico avesse necessità di parlarne. È anche intervenuta una criminologa, Cinzia Mammoliti, con cui gli spettatori hanno potuto confrontarsi dopo una replica. È emerso quanto ci sia preoccupazione e paura verso questa continua esposizione mediatica di adolescenti convinti che solo con un "potere contrattuale sessuale" si possa essere qualcuno. È stata anche controversa la reazione rispetto all'atto di "giustizia" che mette in pratica Hayley: molti, soprattutto donne, parteggiavano per questa soluzione estrema. Altri hanno provato disagio e trovato esagerato ricorrere ad una tortura psicologica di questa portata. Una cosa è certa: chiunque assista allo spettacolo ha poi l'urgenza di discutere, provare a comprendere e interrogarsi. Questo penso sia una reazione molto sana che sottolinea l'importanza del dialogo.

Sono assolutamente d’accordo con te. Vuoi aggiungere qualcosa?
Si, vorrei sottolineare che per me questo spettacolo ha in sè proprio questa missione: aprire al dialogo. Credo che per ogni persona sia importante sentire di poter parlare di qualunque cosa, anche di temi come la pedofilia e il sesso perverso che spesso sono considerati taboo e mettono a disagio. Ho imparato il valore e l’importanza del dialogo grazie al mio maestro Daisaku Ikeda che per più di vent’anni ha dialogato con intellettuali, politici e personaggi di svariato tipo in tutto il mondo. Da lui sto imparando che aprirsi al dialogo e confrontarsi tra esseri umani è l’atto più coraggioso e rivoluzionario che si possa fare.

Sì, lo credo anch’io Desirée. Ti ringrazio davvero per questo prezioso scambio e complimenti per il tuo lavoro.
Grazie a te per questa intervista.

Per chi se lo fosse perso, non c’è che da sperare che Hayley e Jeff ritornino presto in scena con la loro controversa storia.

 

Teatro Libero - via Savona 10, 20144 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da lunedì a sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 21, under 26/over 60 € 15, allievi scuola Teatri Possibili con tessera associativa € 10 (prime rappresentazioni € 3), prevendita € 1,50

Intervista di: Caterina Paolinelli
Grazie a: Clarissa Mambrini, Ufficio stampa Teatro Libero
Sul web: www.teatrolibero.it

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