Cristiano Leopardi: amore per l'Arte e dinamismo in continuo divenire

Scritto da  Maura Bonelli Giovedì, 26 Marzo 2009 
cristiano leopardi

Cristiano Leopardi, promettente attore romano che interpreta Bastien in “Lady Oscar Francois – Versailles Rock Drama” (in questi giorni al Teatro Vascello di Roma), ci parla della sua esperienza in questo musical, del suo cammino attoriale, della sua Compagnia e dei suoi mille progetti per il futuro…

 

 

 

Chi è Cristiano Leopardi, e dove vuole arrivare?
Difficile questa… Cominciamo subito con una domanda da mille punti!
Beh ecco, sono un uomo che crede nell’Arte, come metafora della vita, come possibilità non solo di esprimersi ma anche di far vedere l’altro lato delle cose, quello nascosto, quello meno ovvio. Come disse una persona che stimo moltissimo (V. Castelfranchi) “L’artista è quello che dà senso nuovo alle cose”. Ecco, seppure questa definizione non è esaustiva, dà la misura di quello che sto cercando di diventare; cerco di crescere in mille direzioni diverse, senza fermarmi mai. E cerco sempre di seguire la massima di Ghandi “Impara come se dovessi vivere per sempre”.
“Senso nuovo emozionando”.
Ecco, credo che questa sia una buona strada da percorrere….
Dove voglio arrivare? Lontano…

Nel musical “Lady Oscar Francois – Versailles Rock Drama” interpreti il ruolo di Bastien, soldato della guardia reale sbruffone, ubriacone, ma dal cuore puro. Parlaci del “tuo” Bastien: chi è, come è nato e cresciuto il personaggio, cosa ha in comune con te, e cosa ti ha lasciato.
Bastien…
Ormai mi ci sono affezionato, sta diventando ogni giorno di più un mio “pupo”, mi sta dando sempre più soddisfazioni che inizialmente non credevo avrei avuto da questo ruolo. Ho scoperto lavorandoci quanto fosse ricco e in continua evoluzione e soprattutto presente: Bastien è una presenza importante nello spettacolo…
Credo di aver lavorato molto bene nella sua realizzazione, anche se il giudizio finale resta al pubblico, ma finora i commenti sono stati tutti molto positivi…

Bastien (Alen nel manga di Lady Oscar) nasce nelle intenzioni del regista come un legame tra Lady Oscar, Robespierre e il popolo, è la voce del popolo; per me ancora di più Bastien è il “lucchetto” che sta tra tutti i personaggi e il popolo. È colui che permette a Lady Oscar e in altra via a Robespierre  di avere il popolo dalla propria parte. Lady Oscar è troppo “nobile” per poter avere il controllo del popolo; Robespierre “troppo intellettuale”; Andrè “troppo innamorato di Oscar"...
Ecco, forse senza Bastien a fare da lucchetto probabilmente non si avrebbe avuta la rivoluzione che Robespierre invoca. Vi sembra poco?
Come è nato?
Ho lavorato (anche grazie al supporto dell’actor coach Gianluca Ferrato) sull’importanza delle singole scene che riguardano il mio personaggio; ogni scena per il mio Bastien è completamente diversa dall’altra. Forse sembra un’affermazione banale, ma mi sono trovato ad avere a che fare con un personaggio che cambiava moltissimo all’interno del lavoro.
Nella prima scena entro ubriaco introducendo tre argomenti  importanti per il mio personaggio: la povertà, l’amicizia con Robespierre e il rapporto con mia sorella. Qui ho lavorato sull’equilibrio precario del personaggio da un punto di vista fisico e sulla mancanza di un unico fuoco di riferimento, cercando il più possibile una credibilità nella voce e nelle intenzioni. Per me è una delle scene più complicate: devo essere ubriaco senza cadere nello stereotipo e contemporaneamente far “partire” lo spettacolo. La mia “energia” è quindi fondamentale: se parto con un’energia sbagliata tutti coloro che seguono hanno poi molte difficoltà a ritirare su lo spettacolo. Per fortuna (e per bravura non solo mia ma anche di tutti i miei colleghi) questo non succede.
Inoltre in qualche maniera ho anche il compito di presentare in pochi minuti l’atmosfera della Parigi prerivoluzionaria, povera e caotica, ma fiera.
Ritorno qualche scena più in là ormai soldato e sfiderò a duello Lady Oscar; questa è un’altra scena che mi ha creato grosse difficoltà, a causa del duello (per me è la prima esperienza di fioretto).
La scherma non è assolutamente facile da apprendere in breve tempo, ci sono mille cose a cui fare attenzione sia a livello tecnico che interpretativo, e sebbene avessi soltanto questo duello, ho dovuto lavorare sull’importanza di avere una spada in mano, su ciò che significa, oltre che sull’aspetto tecnico vero e proprio (affondi, guardie, parate, cadute), e senza l’aiuto prezioso del grande Stefano Pantano non credo sarei riuscito a cavare un ragno dal buco.
Seguono poi l’incontro con Sophie, mia sorella, sul quale ho dovuto lavorare per creare un rapporto credibile tra fratelli, un rapporto ancora in progresso, vista la difficoltà della scena dal punto di vista emotivo. E’ difficile trovare e trasmettere al pubblico un affetto forte, dolce, tenero ma fraterno, ma anche qui credo di aver fatto assieme a Dominga Cozzolino (l'attrice che interpreta il ruolo di Sophie) un ottimo lavoro.
Poi la scena della taverna, una delle mie preferite. Il germe della rivoluzione è entrato nell'animo del popolo e finalmente posso anche sfogarmi e cantare assieme a Robespierre. Lì esce tutta la mia anima guascona e c’è anche molto di me… da molti punti di vista…
Per sapere cosa mi ha lasciato dovresti ritornare dopo qualche tempo che sarà finito lo spettacolo; allora si sarà depositato e comincerò a vedere più chiaramente… per ora sono ancora troppo dentro per capire cosa mi resterà di Bastien e in generale di questa bella avventura.

E’ la prima volta che partecipi a una grossa produzione di un musical. Per ora, che impressioni hai di questa esperienza?
È una grossa soddisfazione per me poter essere all’interno di questo progetto, ho trovato un gruppo molto forte e mi riferisco in particolare alla produzione giovane e coraggiosa (a mio parere una delle più coraggiose d’Italia). A loro va tutta la mia stima per aver saputo rischiare intelligentemente e spero vivamente possano continuare la loro attività.
Giudizio pienamente positivo.

Nel musical il tuo personaggio balla, sa tirare di scherma in modo ineccepibile, volteggia in salti e finte cadute. Ma non canta.. Come mai?
Ringrazio innanzitutto per i complimenti!
Ehhhh…il canto…il ruolo di Bastien non lo prevedeva dall’inizio, se non in un paio di cori, ma ho accettato con entusiasmo pur sapendo che non avrei cantato.
Ovviamente mi sarebbe piaciuto poter cantare di più, visto comunque  che ho esperienza anche a livello canoro e musicale, ma non è detto che in futuro…

Sei uno dei fondatori, insieme a Marzia Turcato e Rosalba Battaglia, della Compagnia “Gli uscita di emergenza”: descrivici questo progetto artistico.
Beh, qui tocchiamo la realtà per me più importante. La mia scommessa per il futuro. La nostra scommessa per il futuro.
Gli “Uscita di Emergenza” sono la nostra casa. La nostra palestra. La nostra fucina di idee. Il luogo metaforico dove appoggiarsi, imparare crescere, capire, mettersi in discussione…sono il nostro laboratorio di creatività e produzione.
La nostra fabbrica.
…Siamo un gruppo multiforme, comico, drammatico, di sperimentazione, per bambini, sociale….
Nasciamo nel 2005 con uno spettacolo, “Diario di una deficiente” completamente auto-prodotto (testi, regia, recitazione e quant’altro), come poi anche gli altri successivi, che vince negli anni premi ovunque … Seguono “pAzzzle” vincitore anch’esso di diversi premi, e ospite in rassegne nazionali, e “Olletsac” ispirato ad un opera di I. Calvino (Il castello dei destini incrociati), vincitore anch’esso di un premio importante. Inoltre lavoriamo sulla realizzazione di audiovisivi, avendo già realizzato come primo lavoro un promo di una serie per bambini intitolato “Maneggiare con cura” di cui già molte persone si sono innamorate, a partire da Lorenzo Terranera (illustratore di Ballarò) che ha realizzato per noi le tavole del lavoro sposando l’idea.
Oltre a “Maneggiare” abbiamo in cantiere due sit-com e due spettacoli teatrali, e chi ci conosce sa che riusciremo a realizzare ciò che stiamo ideando.
E poi  attori, registi, musicisti, pittori, sia in teatro che nell’audiovisivo e chi più ne ha più ne metta, collaborano con noi, ogni volta che mettiamo in campo una nuova idea…
Insomma preparatevi, sentirete presto parlare di noi…


Come ti trovi a lavorare con due donne (di cui una, tra l’altro, è autrice dei vostri testi)?
Innanzitutto una doverosa precisazione: ci siamo trovati per caso e ci siamo scelti a istinto; di quelle cose che all’inizio non sai neanche bene perché lo fai, ma che una vocina dentro di te ti dice “Vai vai che è la cosa giusta!”.
Quella vocina aveva ragione.
E noi ci siamo “scelti”. La mia parte di scelta ha diverse ragioni: prima di tutto la grandissima professionalità, creatività, precisione, volontà, forza d’animo, bravura attoriale, registica, artistica, che distingue le mie fenomenali colleghe… Non potrei chiedere di meglio (e le altre non me ne vogliano…).
Poi siamo in tre, due donne e un uomo, e questo credo sia un trio poco o niente sperimentato nel teatro italiano. E’ difficile inventare storie a tre senza essere banali, ma abbiamo la possibilità di inventarci intrecci molto particolari; abbiamo fatto cioè diventare quello che poteva essere un ostacolo (dal punto di vista produttivo) un punto di forza.
Ultimo ma non ultimo sono due persone per me importantissime: sono tra quelle che si contano sulle dita di una mano e che chiamiamo “amici”.
Ecco, tutto questo sono loro per me.
Come potrei NON lavorarci assieme?
Come potrei MAI lasciarmele scappare?
Sarei uno stolto…


La più classica e attesa delle domande: progetti futuri?
Un milione!
Ci sono tutti i progetti che abbiamo ideato con gli “Uscita” e che stiamo realizzando, sia con il teatro che con l’audiovisivo…come vi ho detto, sentirete molto parlare di noi… Questa è la priorità.
A seguire senza dubbio c’è l’idea di continuare a lavorare con il Musical e dopo quest’esperienza si è ancora più rafforzata la volontà di proseguire.
E poi il cinema…sto cercando il ruolo da anni…il cattivo, l’antagonista, produttori registi provatemi, sono la persona giusta!!!


E ora, ti lasciamo campo libero: se vuoi aggiungere qualcosa, se vuoi esprimere un pensiero particolare…
Sì, ho dei ringraziamenti da fare per il Francoisè: prima di tutto a Massimiliano “Robespierre” Micheli per la grande persona che è e per la correttezza dimostrata durante tutto il periodo di lavoro. A lui va tutta la mia stima.
Poi a tutta la produzione e ad Andrea Palotto per avermi scelto; infine a tutto il cast, tutti all’altezza della situazione, tutti bravissimi  professionisti, tutti davvero molto molto bravi.
Ecco, vorrei ringraziarli tutti pubblicamente.   

Intervista di: Maura Bonelli
Grazie a: Cristiano Leopardi
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