Claudia Campagnola: Due occhi che brillano e un sorriso inconfondibile illuminano la sua arte

Scritto da  Lunedì, 17 Dicembre 2012 

Claudia Campagnola torna in scena con “La città di plastica” dal 18 al 23 dicembre al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma e si racconta così… “Io ho voglia di dare qualcosa. Di comunicare. Voglia di crescere e il teatro è una grande fortuna che capita. Il teatro è una missione ed io come attrice ho il compito di dare vita al racconto; io sono un mezzo che con voce e corpo emoziona, manda un messaggio”.

 

 

 

 

Quest’intervista viene trascritta nella sua forma originaria, priva di domande e risposte, ma come un flusso continuo di scambi, di rimandi a persone note, ad idee sull’arte, sulla ricerca…così com’è avvenuta durante il nostro caffè (tra l’altro mai bevuto) a Trastevere.
“Ciao Claudia….prima di tutto grazie per il bellissimo spettacolo che ho visto al Teatro Due, La città di plastica…è sempre un gran dono poter assistere ad uno spettacolo intenso, dalla tematica forte e allo stesso tempo fruibile…”
La storia di Claudia, come attrice, ha avuto inizio al Teatro dei Cocci, con la scuola Teatro Azione, dove tra gli altri insegnava Giancarlo Fares, e questo incontro ha determinato una forte attrazione per un lavoro dell’attore sul gesto, sulla musica e sulla sensibilità…un lavoro che parte da dentro, che non ha nulla a che fare con l’esteriorità e con il mostrare. Ha a che fare con l’essere e il sentire.
L’incontro con il teatro, il suo instancabile amante, è avvenuto quasi per caso, come un gioco; Claudia si è, infatti, formata nella danza moderna e nella ginnastica artistica. La sua formazione professionale, non artistica, è in economia e commercio ma il teatro l’ha chiamata a sé, l’ha cercata, lavorata e sembra aver trovato una valida interprete che lo ama come si può amare solo un Amante; dedicandovi tutta se stessa, in una ricerca continua; in un desiderio continuo di trovare e provare territori sconosciuti, personaggi affini o completamente differenti dalla propria personalità; un amore che cresce e si sviluppa tra risa e lacrime.
Ho avuto modo di vedere Claudia in uno spettacolo impegnato, forte ma lei sottolinea che è in prevalenza un’attrice brillante, comica e che le piace spaziare da un ruolo all’altro.
“All’inizio della scuola pensavo di essere un’attrice drammatica, poi dopo i primi spettacoli ho visto che la gente rideva….non penso di essere una protagonista ma ho i ritmi giusti e sono una buona spalla”.
Non mi stupisce perché quel sorriso e quella leggerezza nell’affrontare anche i colori scuri della vita appartengono ad un teatro che sa ridere di sè.
Scopriamo insieme, una parola dopo l’altra, universi comuni e le basi del teatro; basi e grandi maestri che uno dopo l’altro si sono susseguiti nella sua formazione artistica: Giancarlo Sepe, Mamadou Dioume…grandi nomi sconosciuti a chi non conosce il teatro di ricerca; ma fondamentali e noti per chi lavora con il teatro a più livelli, cercando di tenere in vita l’artigianato dell’attore e il suo continuo e ininterrotto formarsi; un teatro che esula dall’idea del primo attore, della prima attrice. Un teatro che fa crescere e fa elevare, prima di tutto l’attore e poi il pubblico riportando il teatro al rituale, all’artigianato, alla centralità dell’attore.
Giancarlo Sepe e Mamadou Dioume, Roberta Carreri…in modo differente hanno aggiunto al suo essere donna delle note, dei colori importanti; non esiste solo il rosso, ma anche il bianco e il nero. Non si lavora, non si ricerca cercando una conferma. Piccole, grandi gocce che aiutano un’attrice a sfondare la scena, a mettersi in discussione e ad aggiungere qualcosa in più, ogni giorno.
Un altro bellissimo incontro è quello con Norma Martelli, la regista di “La città di plastica”, moglie di Piovani; un incontro tra donne, artiste differenti, anime che hanno come necessità primaria la voglia di sperimentare. “Norma è una regista “tosta”, con le idee chiare ma non è mai distruttiva ed io sono una che si lascia dirigere, che accetta la destrutturazione…io ho voglia di dare qualcosa, di comunicare…ho voglia di crescere sempre”.
Claudia sottolinea “io non ero così…la voglia di sperimentare me l’ha insegnata il teatro. Il teatro ha segnato un forte passaggio nella mia vita, la ricerca di un benessere diverso; il teatro cambia il modo di vedere”.
Sì il teatro cambia, arricchisce, il teatro insegna che nessun incontro è casuale, che ogni incontro aggiunge un piccolo frammento a noi e di noi. Il teatro abbatte barriere e crea legami.
Rivedremo Claudia prestissimo:
“La città di plastica” sarà di nuovo in scena al Teatro Ambra alla Garbatella dal 18 al 23 dicembre ed è un lavoro che merita di essere visto sia per i contenuti che per la bellissima interpretazione. E poi vedremo Claudia in un lavoro completamente diverso di cui aspettiamo con ansia le date…
Un grazie immenso per la semplicità e la disponibilità con cui racconti di te e doni quel piccolo grande mondo che è l’arte…

 

 

LA CITTA’ DI PLASTICA nel giardino dei sogni
Teatro Ambra alla Garbatella - piazza Giovanni da Triora 15, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/81173900 - www.ambragarbatella.com
Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 21 - domenica ore 17

 

 

Intervista di: Laura Sales
Foto di: Valerio Faccini
Grazie a: Carla Romana Antolini e Monica Cannone, Ufficio stampa Binariodue
Sul web: www.claudiacampagnola.com

 

 

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