C&C Company: Carlo Massari e Chiara Taviani plasmano il primo embrione di "Casher" a Carrozzerie | n.o.t.

Scritto da  Domenica, 20 Settembre 2015 

La C&C Company, frutto della solida sinergia professionale tra Carlo Massari e Chiara Taviani, da cinque anni si prefigge l'obiettivo di raccontare la società nelle sue molteplici sfaccettature, attraverso un linguaggio corporeo asciutto, non imbrigliato da sovrastrutture o stereotipi, analizzando in profondità le dinamiche interpersonali e cercando di portare verità sul palcoscenico. Vincitrice di "ODIOLESTATE_bando di residenze artistiche agostane 2015", la compagnia ha avuto a disposizione il cantiere di drammaturgia contemporanea di Carrozzerie | n.o.t. per lavorare ad un primo studio di "Casher", il nuovo lavoro che debutterà nei prossimi mesi proprio nell'accogliente spazio di via Panfilo Castaldi. Abbiamo incontrato Chiara Taviani, per approfondire l'indirizzo di sperimentazione che la compagnia sta perseguendo e scoprire i numerosi progetti in cantiere.

 

C&C CompanyLa C&C Company nasce quattro anni fa dall'incontro tra Carlo Massari e Chiara Taviani. Come è iniziato questo percorso di lavoro congiunto e quali obiettivi di ricerca artistica vi prefiggevate di raggiungere?
Abbiamo iniziato con una proposta da Parigi di organizzare uno spettacolo per la Notte Bianca sul tema del corpo e della cultura. Così è nato semplicemente “Corpo e Cultura”, il nostro primo spettacolo che è stato un modo per testare la nostra creatività insieme ed i nostri caratteri... Finalmente abbiamo capito che avevamo qualcosa da dirci e da dire e siamo andati avanti. Così sono nati altri tre spettacoli. Ad oggi cerchiamo di essere onesti e di fare al meglio il nostro lavoro, cercando di amare e di fare amare alla gente il teatro ed il suo modo di comunicare.

Alle vostre spalle un solido bagaglio di formazione e variegate esperienze performative. Quali ne sono state le tappe più significative?
Per entrambi sì, formazioni molto diverse. Carlo è più un autodidatta che si è andato a cercare il percorso che lo stimolava veramente e che tutt'ora è alla ricerca di qualsiasi nuova sfida. Io, con un percorso più classico e l'essermi confrontata con la complessità delle formazioni professionali della danza. Sicuramente una tappa significativa per entrambi è stata l'esperienza formativa e performativa all'interno di Balletto Civile.

C&C CompanyDal 2010 avete appunto entrambi collaborato con la compagnia Balletto Civile diretta da Michela Lucenti, prendendo parte a spettacoli come "La sagra della primavera" e "Non si uccidono così anche i cavalli?". Che ricordo custodite di questa esperienza?
Fantastica, vera, rivelatrice.

Come ricordavi poco fa, il primo lavoro della C&C Company è stato il progetto "Corpo e Cultura", accolto con interesse in numerosi festival in Italia, Messico e Francia. Quale ne è stata la genesi e come si è sviluppato questo progetto?
"Corpo e Cultura" è nato con l'idea (suggerita, come rammentavo poc'anzi, dal bando della Notte Bianca di Parigi) di lavorare sulla modificazione astratta e concreta del corpo attraverso la cultura. Avevamo quindi bisogno di un parere, di una società, di diverse culture. Da lì è nata l'idea di scendere in strada ad intervistare la gente chiedendogli il ricordo vago di una poesia, di una rima, di un detto, di una musica. Messi insieme costituiscono la “colonna sonora” dello spettacolo e fanno di noi veicoli di loro radici.

Successivamente vi siete dedicati alla "Trilogia del dolore", il cui primo capitolo "Maria Addolorata", coprodotto da U.O.T. e La Pergola/ Monaco Mc, ha incontrato un caloroso consenso sia in Italia che all'estero, aggiudicandosi anche numerosi prestigiosi premi. Come è scaturita l'ispirazione per questa trilogia e quali messaggi desiderate comunicare attraverso questo progetto al vostro pubblico?
In seguito a "Corpo e Cultura", sentivamo la necessità di appoggiarci ad una tematica più vasta ed articolata per innescare appunto una ricerca fisica e mentale che caratterizzasse il nostro duetto. Così abbiamo scelto di girare intorno al dolore. Analizzandone i tratti universali, drammatici, grotteschi, quotidiani, umani. Ed usandolo come pretesto per scriverne storie, raccontare fatti, creare personaggi, coglierne il movimento.

C&C CompanyIl secondo capitolo "Tristissimo", basato sull'opera di Wagner "Tristano e Isotta", ha debuttato in gennaio al Manipulate Festival di Edinburgo, aggiudicandosi il "Premio speciale per la coreografia" al Premio Roma Danza 2015. Lo spettacolo tornerà in scena al festival Fermenti di Parma, ad Anticorpi XL a Ravenna, al Diversia Festival di Kostroma in Russia e infine ad inizio ottobre a Roma nell'ambito della rassegna Attraversamenti Multipli. Quali sono le caratteristiche di questo lavoro che vi vede protagonisti in scena in un duetto in cui teatro danza ed ironia si fondono armonicamente?
"Tristissimo" è la rielaborazione a modo nostro di una tragedia. Cercando di ambientarla in una dimensione sconosciuta, distante, strana che però sia di rimando ad un sentimento da qualche parte radicato in ognuno di noi.

Il 30 ottobre ed il 1 novembre sarete in scena a Reggio Emilia nel dramma musicale "Corpi eretici" su musica di Mauro Montalbetti e libretto di Marco Baliani. In che ruolo prenderete parte a questo progetto?
Siamo entrambi interpreti (coro, danzatori) di questo meraviglioso progetto.

Vi abbiamo incontrato a Roma, nella vivace fucina artistica di Carrozzerie | n.o.t., presso cui avete condotto un periodo di residenza essendovi aggiudicati il bando Odiolestate 2015. In questa cornice avete iniziato a sviluppare il vostro nuovo lavoro "Casher". Come avete condotto questo periodo di residenza artistica? Si è rivelato fruttuoso per iniziare a delineare le fondamenta di questo lavoro?
Carrozzerie | n.o.t. è stato il luogo ideale per iniziare questo progetto. Un posto pieno di energia e cura per l'artista ed il suo lavoro. La residenza "Odio l'estate" ha permesso a "Casher" di prendere vita e di diventare il primo tentativo di assolo della compagnia.

C&C CompanyIn "Casher", che l'anno prossimo sarà presentato sempre a Carrozzerie | n.o.t. nella sua forma compiuta, raccontate la storia di una donna che, entrata per ripararsi dalla pioggia all'interno di un supermercato, rimane coinvolta in un attentato, andando in particolare ad indagare le dinamiche della paura cieca di fronte a una sorte tanto improvvisa quanto terrorizzante. Come è scaturita l'urgenza creativa alla base di questo lavoro e come avete intenzione di svilupparlo dopo il primo studio proposto a Roma la scorsa settimana?
"Casher" è nato dalla voglia di raccontare la paura ed il faccia a faccia con un attentato. Prendendo spunto dagli attentati di Parigi, abbiamo sentito l'esigenza di affrontare e discutere sul fenomeno del “terrore”, dell'agguato, dell'imprevisto, dell'inevitabile. Probabilmente sentendo che siamo in un momento dove il mondo ha un po' paura di tutto, o meglio ha paura della paura.

Avete altri progetti in cantiere che vi vedranno impegnati nei prossimi mesi?
Abbiamo in progetto di portare a termine "Casher" e probabilmente di iniziare a pensare ad un nuovo progetto che vorrebbe ampliare il duetto e trasformarlo in quartetto/ quintetto.

Prima di salutarci volete aggiungere qualcosa o rivolgere un saluto ai lettori di SaltinAria?
Grazie, bellissima intervista :)

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Francesco Montagna e Maura Teofili, per Carrozzerie | n.o.t.
Sul web: www.ceccompany.org - www.carrozzerienot.com

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