Antonio Monsellato: una partita a “Risiko” a teatro, tra ironia pungente e impegno civile

Scritto da  Sabato, 04 Marzo 2017 

Antonio Monsellato, talentuoso attore, alla soglia dei trent’anni, nelle sue vene sgorgano sangue fieramente salentino e una vivida, sincera passione per il teatro, specialmente quello che si fa portatore di impegno civile e di uno sguardo autentico rivolto alla società, per smuovere le coscienze e sollecitare il cambiamento. Questo il suo identikit. Dal 22 marzo sarà uno dei protagonisti di “Risiko”, una tagliente commedia scritta da Francesco Apolloni e diretta da Vanessa Gabarri, pronta ad approdare al Teatro della Cometa. Cogliamo dunque al volo l’occasione per incontrarlo, per scoprire in anteprima le nefandezze del suo torbido personaggio, e avventurarci tra gli altri progetti che lo vedranno coinvolto nel prossimo futuro.

 

Antonio MonsellatoCiao Antonio, è un piacere incontrarti sulle pagine di SaltinAria! Tra poche settimane, esattamente il 22 marzo, al Teatro della Cometa debutta “Risiko”, spettacolo scritto da Francesco Apolloni e diretto da Vanessa Gabarri che ti vede tra i protagonisti in scena. Cosa ti ha incuriosito di questo progetto e quali ritieni siano le sue caratteristiche più singolari e potenti?
La chiave comica usata da Apolloni è un misto tra la puntigliosità sottile, volta a garantire comunque un pensiero dietro quella che è la battuta intesa come boutade, e la leggerezza che invece traspare in un gioco - a volte ambiguo/equivoco/sporco ma che comunque gioco rimane - tra quattro amici che fanno della leggerezza la loro arma più potente anche nell'affrontare situazioni veramente rischiose all' interno della commedia: questo per quanto "malefico" è comunque divertente ed è stata la cosa che mi ha incuriosito di più perché non è semplice da mostrare. E' importante non adagiarsi solo sull'intrattenimento di “Risiko” ma anche sul significato che ne emerge che "ahimè" è sempre attuale.

Raccontaci i tratti principali del tuo personaggio, l’affascinante e perverso Simone. Come l’hai approcciato e caratterizzato?
Simone è un personaggio interessantissimo perché è uno di quei personaggi che nella vita allontanerei sempre da me: è un conte, altezzoso, vanesio, troppo sicuro di sé, un po' parassita ma con chi se lo merita veramente ed è per questo che è sempre accondiscendente, propositivo e ambizioso con il più forte mentre superficiale, scherzoso fino al fastidio, snervante e a volte "di cattivo gusto" con il più debole. E' un esagerato. Praticamente tutto il contrario di me. Per questo è divertente, come è stato divertente giocare sulla modalità di palesare tutte queste sue caratteristiche servendomi di due miei amici di Milano, della loro cadenza e del loro modo di rapportarsi tra loro e con gli altri; quando ci penso rido da solo perché è divertentissimo. Simone visto da Antonio persona è una merda, visto da Antonio attore è una pacchia. Ma non l'ho mai giudicato da attore, non mi sarei divertito altrimenti.

Antonio MonsellatoIl testo è stato scritto da Apolloni 25 anni fa ma, come dicevamo, conserva una straordinaria attualità. Quanto ritrovi della società contemporanea nei giovani ‘yuppies’ senza scrupoli di questa partita a “Risiko”?
La forza di Risiko sta proprio in questo: non ho mai creduto che la società sia lo specchio della politica e negli ultimi anni ne ho conosciute di persone belle e oneste. Quindi più che di società parlerei di politica (senza fare politica) e quella attuale, non me ne volete - fatta eccezione per alcune mosche bianche che si sono succedute dall'unità d' Italia fino agli anni ‘80 che però hanno sempre volato troppo poco e sempre da sole purtroppo - è sempre stata ed è “Risiko”. La speranza è sempre quella di non specchiarsi mai davanti alle "combriccole da Risiko", ma queste sono sempre esistite ed è anche un po' colpa nostra. E' importante che la società non diventi “Risiko”, ma visto l'andazzo globale non sono così ottimista. “Risiko” è attualissimo ed è importante palesarlo perché è sempre importante capire cosa non si deve fare.

Come la regia di Vanessa Gasbarri sta plasmando la messa in scena e quali dinamiche si sono instaurate con gli altri interpreti della compagnia?
La compagnia è meravigliosa e se lo dico io che sono un po' orsetto significa che è veramente meravigliosa. Siamo entrati subito in sintonia tutti, non solo per le grasse risate delle battute del testo ma anche per merito di Vanessa che prima di plasmare la messa in scena ha plasmato noi come gruppo anche con delle lunghe maratone di “Risiko”. E questo ha fatto gruppo e senza gruppo il teatro non si fa. Vanessa è prima brava con le persone e poi con gli attori e questa è una fortuna che non hanno tutti i registi.

Il tuo percorso attoriale ha avuto inizio con il diploma presso il corso di recitazione “Le Ribalte” ed è poi proseguito con la formazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Che ricordo custodisci di queste importanti tappe di crescita umana e professionale?
Custodisco appunto la crescita umana, avendo fatto anche percorsi sbagliati ma che mi hanno insegnato tanto. Anche quella professionale certamente, ma essendo uno che crede ai gesti, alle azioni più che alle parole per me viene prima l'uomo e poi inevitabilmente l'attore. Sono uno che sgama subito. Il Centro Sperimentale di Cinematografia è entrato nella mia vita quando in realtà non lo desideravo come nei miei primi anni a Roma, però alla fine ci siamo trovati e lui mi ha invaso in tutti i modi possibili immaginabili, dalle lezioni (belle e brutte) ai rapporti con tutti coloro che erano lì con me. Non è facile stare tutti i giorni per tre anni in un luogo dalla mattina alla sera, ma è affascinante perché sei lì per studiare quello che vuoi fare nella vita e quando questo lo fai al meglio è una gran cosa e una fortuna immensa. Un’accademia ti segna veramente la vita negli anni in cui la fai. Esci da lì che sembri Hulk. Ma se non avessi fatto un percorso teatrale nei miei primi anni a Roma con maestri come Manfredini, Corsetti o Morganti, uscito dal CSC probabilmente me ne sarei tonato a casa mia in Salento a meditare e a mangiare pasticciotti (e comunque non mi sarebbe andata male).

Numerosi sono stati appunto i laboratori e stage con registi ed artisti di primissimo livello tra cui Emma Dante, Danio Manfredini, Filippo Timi, Claudio Morganti, Michele Placido e Mamadoue Dioume. Quali hanno lasciato maggiormente un segno ed insegnamenti preziosi da ricordare?
Direi che un po' tutti sono stati importanti e mi hanno lasciato tanto lavorando duramente con me, ma anche fermandosi un attimino a respirare e bevendo un po' di vino insieme. Amo il teatro di Morganti e di Corsetti, così come la destrutturazione di Manfredini. E comunque stiamo parlando in alcuni casi di supereroi: Mamadoue Dioume ha recitato nel “Mahābhārata”....di cosa stiamo parlando?!

Antonio MonsellatoA novembre hai recitato in “La Bastarda - una vita coraggiosa”, spettacolo della Compagnia Ragli ispirato alla storia tragica di Lea Garofalo. Che ruolo interpretavi e come la drammaturgia aveva coniugato impegno civile ed efficacia narrativa?
Interpretavo e interpreto il ruolo di Giuseppe Cosco detto Smith, boss della ‘ndrangheta fratello di Carlo, mandante e unico uccisore (così si dice) di Lea. Ero felicissimo quando mi hanno detto che avrei lavorato con loro perché cazzo vai a raccontare veramente qualcosa di assurdo, d'inevitabile per qualsiasi pubblico, soprattutto ragazzi (e tante sono state le matinée). Il regista e autore del testo Rosario Mastrota si è affidato a quelli che erano i libri e i materiali giudiziari venuti fuori dal processo, cercando ovviamente di innalzare i documenti di repertorio attenendosi solo ed esclusivamente a quello che doveva essere ed è il punto cardine di tutto, ossia la forza di questa donna straordinaria che purtroppo pochi conoscono.

Lo scorso dicembre hai curato la regia di “Piccoli Crimini Coniugali”, andato in scena a Centrale Preneste Teatro. Quale cifra registica hai adottato per il capolavoro di Eric-Emmanuel Schmitt? Porterai nuovamente in scena questo lavoro?
Al momento non sono in programma nuove repliche. Essendo un attore alla sua seconda regia (la prima con un testo edito), l'unica cifra registica da adottare era quella attoriale: lasciando completa libertà agli attori prima in analisi e poi nella messa in scena. Non ho molta esperienza sul fronte registico (anche se inizia a piacermi sempre di più) e poi il testo non si presta a visioni o letture registico-autoriali. E' bello così com'è e deve essere messo in scena così com'è, con due attori bravi che si fidano prima di loro stessi e poi di me. E io fortunatamente li avevo.

Da spettatore quale tipo di teatro prediligi? Quali spettacoli ti hanno colpito particolarmente di recente?
Ho visto “Lehman Trilogy” qualche mese fa e l'ho trovato immenso. Il teatro che prediligo è quello civile, che si pone il compito di informare e mettere in discussione. I miei due lavori più gratificanti nell'ultimo anno sono stati appunto “La Bastarda” con i Ragli e un mio testo messo in scena la scorsa estate, “Salento Odi et Amo”, che racconta il Salento con le sue bellezze, la sue appariscenze e i suoi misteri. Riandrà nuovamente in scena quest'estate e non vedo l'ora. Il teatro deve dire, il teatro deve informare e deve cambiare le cose o quantomeno smuovere gli animi per far cambiare le cose. Poi chiaramente credo che Shakespeare sia un genio del male, Carmelo Bene Gesù Cristo ed Eduardo la Madonna.

Quali altri progetti hai in cantiere per il prossimo futuro?
Tornare il prima possibile in Salento e riempire di baci mia nipote. Quello e poi continuerò a lavorare con la compagnia Ragli, a dedicarmi a “Salento Odi et Amo” che mi impegna tanto e ad altri progetti che per scaramanzia preferirei non palesare.

 

Produzione PRAGMA srl presenta
RISIKO
Quell’ irrefrenabile voglia di potere
una graffiante commedia di Francesco Apolloni
con (in ordine alfabetico) Andrea Bizzarri, Tommaso Cardarelli, Guenda Goria, Antonio Monsellato, Luigi Pisani, Giulia Rupi
regia Vanessa Gasbarri

 

Teatro della Cometa - Via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 - 17:00 - Telefono: 06.6784380
Orari spettacolo : dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppia replica ore 17 e ore 21, domenica ore 17
Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro

Intervista di: Andrea Cova
Sul web: "Risiko" al Teatro della Cometa

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