Antonio Grosso: "L'Ipocrita, un omaggio a Vincenzo Cerami strizzando l'occhio a Eduardo e alla napoletanità"

Scritto da  Lunedì, 01 Settembre 2014 

Il giovane attore e drammaturgo napoletano Antonio Grosso incanta il Todi Festival 2014 con "L'Ipocrita", divertente e al contempo toccante monologo tratto dai racconti di Vincenzo Cerami, che pone pienamente in luce il suo istrionico talento recitativo ed una sensibilità e presenza scenica realmente fuori dal comune. Dopo le amatissime commedie "Minchia signor tenente", "Papà al cubo", "Giggino Passaguai", "Vicini di stalla" e "L'invisibile che c'è", il nuovo lavoro drammaturgico segna un deciso e promettente passo avanti lungo un percorso artistico sempre più luminoso e interessante.

 

I 3 ATRO presenta
L'IPOCRITA
dai racconti di Vincenzo Cerami
libero adattamento teatrale di Antonio Grosso
con Antonio Grosso
musiche Nicola Piovani
a cura di Giancarlo Fares
scene e costumi Silvia Polidori
luci Christian Ascione
foto Federica Cappellini
grafica e comunicazione Bosco & Co.
ufficio stampa Daniela Bendoni
distribuzione Razmataz
aiuto regia Vittoria Galli
regia Giancarlo Fares

 

Antonio Grosso, porta per la prima volta in scena L’Ipocrita di Vincenzo Cerami, adattando il testo alle esigenze teatrali mantenendo però la sua natura originale e arricchendolo del “partenopeismo” tipico del nostro giovane autore/attore. “Da un libro di racconti di Vincenzo Cerami prende vita un solo personaggio che li unisce e li attraversa. Ognuno di noi è la somma di più persone e più persone, se chiamate a farlo, parlando di una stessa persona descriveranno tante persone diverse quante sono loro” dicono le note di regia.

Antonio Grosso si lascia travolgere dalla scrittura del più grande sceneggiatore del ‘900, Vincenzo Cerami.
L’ipocrita diventa così, un monologo che scruta i vari disagi dell’essere umano che spesso sono sintomi di una confusa pazzia, ma che in realtà si accostano alle più svariate forme di comunicazione.
In questo monologo si respirano i profumi della vera commedia all’italiana, da Monicelli, a Eduardo, fino ad arrivare ai nostri giorni.
Un grazie molto affettuoso alla collaborazione della famiglia dell’autore.

 

Note di regia
Ognuno di noi è in relazione agli altri. Ma cosa accade quando un uomo rimane solo con se stesso? Quando concretamente perde tutto quello che lo circonda e l’unico punto di partenza è il suo essere io intervengono ancora una volta gli altri che, scegliendo la via più semplice, lo etichettano come pazzo. In ogni essere umano vivono tante diverse personalità che, troppo spesso, non sono sufficienti a non farci sentire soli. Ma la solitudine è necessaria quando si ricerca la propria essenza. Imparare a convivere con noi stessi per diventare persone migliori. Persone capaci di tornare agli altri. Uno spettacolo che, attraverso le parole e le intuizioni di un grande autore del nostro tempo, cerca di scandagliare l’essere umano nel suo essere profondo. Senza mai dimenticare la bellezza e la poesia che ci circondano ci si muove in un marasma di confusioni e andando alla deriva cerchiamo di capire.
Giancarlo Fares

 

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Flavio Alivernini, Ufficio stampa Todi Festival
Sul web: www.todifestival.it

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