Anna Tognetti: Far ridere in diretta, la mia missione

Scritto da  Ilaria Guidantoni Giovedì, 01 Marzo 2012 
Anna Tognetti

Un volto solare, venuto dal sud, che ha incontrato Cupido nella capitale: è la freccia del teatro contagiosa. Anna è naturalmente in scena: la sua idea di teatro è giocare, ritrovando il sè spontaneo di bambina.

 

 

Come ha iniziato a fare teatro?

Mi sono innamorata…del teatro da un giorno all’altro. Prima non ci avevo mai pensato ché, anzi, i ricordi di scuola non me lo avevano fatto amare. Volevo uscire dalla provincia, dalla Puglia, da Castellaneta, la città di Rodolfo Valentino. Mi ero iscritta all’università anche se mia mamma non era d’accordo. Avrei dovuto lavorare e mantenermi agli studi; tanto valeva lavorare e basta. Sono venuta a Roma, giusto per evadere e tutto mi parlava di spettacolo: cinema e teatri; per le strade era una locandina dietro l’altra. In questo set a cielo aperto mi sembrava l’unica cosa possibile. I miei genitori, operai, non volevano crederci ma io sono stata determinata e non ho rinunciato, costruendomi tutta da sola e in modo trasparente. Non devo aggiungere altro.

Ruoli soprattutto comici: per necessità o per virtù?

Mi piace soprattutto far ridere, è come un gioco e mi sento pienamente me stessa. Ed è così che ho affrontato il teatro. Non sento di essere ancora pronta per un ruolo drammatico.

E’ un caso la scelta del teatro rispetto al cinema?

Sì, ho fatto più teatro. In ogni caso mi piace il feeling diretto con il pubblico. Credo che un attore non sia completo se non ha fatto teatro. Il cinema è molto schermato e anche il rapporto con il regista è saltuario e mediato sempre, dalla ripresa, dalla parzialità della scena; frammentato come quello con gli altri attori. In teatro ormai ho una mia storia perché ad esempio avevo creato un gruppo, “Le birbe”, con il quale ho portato in scena per anni “C’è posta per tre”, di successo.

E la televisione?

Se arrivasse l’accoglierei a braccia aperte soprattutto per l’opportunità di visibilità che ti dà. E’ un fatto importante che comunque completa la carriera di un artista. Nel 1997-’98 ero in coda al tg della notte con Lo Zodiaco, su Rai Uno, dove leggevo l’oroscopo. Eppure la gente mi fermava per strada, anche perché molti credevano fossi io l’astrologa. Il potere del piccolo schermo è immenso.

Ultimo lavoro in scena?

 “Che cos’è…quest’amore?!”, regia di Carlo Alighiero, al Teatro Manzoni di Roma, ancora in scena dove interpreto Marilù, una figura frivola, di antagonista, un ruolo che evidentemente mi si addice molto. Ognuno di noi ha anche un proprio destino. Ma non per questo io mi adagio nel suo grembo.

I prossimi lavori e progetti?

Sono stata contattata sempre dal Teatro Manzoni per uno spettacolo che sarà in scena la prossima stagione ma ancora non conosco il titolo.

 

Chi è Anna Tognetti

Attrice di teatro, cinema e televisione, si è formata all’Accademia Pietro Sharoff di Roma e alla Lee Strasberg School di New York.

Al cinema ha lavorato ne’ “Il figlio più piccolo” – regia Pupi Avati (2009); “Studenti” di P. Mancini e le “Le ombre rosse” di Citto Maselli (2008). Per la televisione in “Pupetta Maresca”, fiction Canale 5; “Anna e i cinque”, sempre su Canale 5 e nel docufilm “Il giorno della Shoa”.

Attenta alle lingue, parla francese e un ottimo inglese ma soprattutto cultrice dei dialetti, pugliese, milanese, romanesco, romagnolo e del vernacolo toscano. Pratica con abilità nuoto, equitazione e – una curiosità – spada medioevale.

 

Intervista di: Ilaria Guidantoni

Grazie a: Anna Tognetti, Federica Federico

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