Andrea Croci: essere totali in quello che si fa, con amore e dedizione

Scritto da  Giovedì, 03 Ottobre 2013 

Andrea Croci è uno tra gli interpreti più versatili, intensi e carismatici del panorama teatrale musicale italiano. Dopo averlo apprezzato in alcune delle più interessanti produzioni di questo genere degli ultimi anni - dal faraonico "La Bella e la Bestia" alle atmosfere gotiche di “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street” - lo incontriamo in occasione della presentazione al Teatro Olimpico di Roma, in forma di concerto, dello spettacolo "Fantasmi a Roma" per farci svelare l'origine della sua passione per il palcoscenico, le tappe più significative che hanno costellato la sua carriera e qualche segreto su questo nuovo interessante progetto.

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

Ciao Andrea e anzitutto benvenuto sulle pagine di SaltinAria! In svariate occasioni ho apprezzato la tua poliedricità e intensità di interprete ed è quindi un vivo piacere avere l’opportunità di conoscerti meglio e condividere con i nostri lettori i tuoi prossimi progetti in cantiere. Partirei dall’opera mastodontica e memorabile con cui ti ho conosciuto, il musical “La Bella e la Bestia” prodotto dalla Stage Entertainment, che probabilmente ha avuto il merito di definire con nitidezza per il nostro paese un nuovo modello di commedia musicale rispetto a quanto aveva sino ad allora frequentato i palcoscenici italiani. Tu interpretavi il perfido ma simpaticissimo Gaston, con un carisma e una presenza scenica capaci spesso di imporsi anche rispetto agli stessi protagonisti. Sicuramente un capitolo fondamentale della tua carriera, che ricordo ne custodisci?
Ciao Andrea, grazie per la tua stima e per l'ospitalità concessami sulle pagine di SaltinAria. “La Bella e la Bestia” è il musical che ha realizzato il mio grande sogno: lavorare duramente e con grande passione alla realizzazione di un personaggio, “Gaston”, così diverso da me e così amato. Per me rimane il ricordo più bello, così come il primo amore che non si scorda mai.


Andrea CrociQuali sono stati gli insegnamenti più preziosi che hai tratto da questa esperienza di grande successo e quali gli inconvenienti che ti sei trovato ad affrontare?
Insegnamenti tanti. Essere presenti a se stessi ed ai dettagli al cento per cento, il rigore e l'assoluta professionalità di tutta la “macchina da lavoro”. Amando i personaggi forti ed estremi ho potuto mettere alla prova tutti i miei limiti per conoscerli e poi superarli. In sintesi essere totali in quello che si fa con amore e dedizione. In questo modo onestamente gli inconvenienti spariscono, neanche te ne accorgi e impari ad accettare tutto come un insegnamento.


Ritornando alle origini, mi piacerebbe conoscere quali sono state le tappe fondamentali della tua formazione. Tra queste indubbiamente hanno assunto grande rilevanza gli studi presso la scuola Quelli di Grock a Milano e la BSMT - The Bernstein School of Musical Theater di Bologna. Come hanno influenzato la tua crescita attoriale?
Nel mio percorso di formazione tutti hanno contribuito alla mia crescita. “Quelli di Grock” è una scuola particolare, dove ho imparato a far esprimere il mio corpo, a scioglierlo dalle rigidità che tanto mi bloccano e a proiettarlo al servizio del personaggio.
Nella B.M.S.T con la direzione di Shawna Farrell, ho trovato “pane per i miei denti”. Ho vissuto momenti esaltanti, di condivisioni, di frustrazione, di batticuori, di competizioni, una vera e propria accademia dove il talento è la base, la perfezione il traguardo. Con Shawna si è formato il connubio perfetto, entrambi perfezionisti, entrambi “malati” per i musical di nicchia tra cui Sweeney Todd che è entrato nelle mie cellule fin dalla prima nota ben 13 anni fa.


Canto, recitazione, dizione, padronanza del palcoscenico sono le componenti della tua ben definita personalità artistica che fa della versatilità uno dei suoi indiscutibili pregi. Quali ritieni che siano i tuoi principali punti di forza e quale percorso consiglieresti ad un giovane ragazzo desideroso di approcciarsi a questa professione?
Una profonda e impeccabile testardaggine!!!
Onestamente non mi sento in grado di dare consigli. Questo mestiere si basa sul sogno, la passione e molto altro. Ma dobbiamo anche tenere presente il momento storico che stiamo vivendo, quindi ascoltiamo il cuore e teniamo i piedi ben saldi a terra.


Andrea CrociIl pubblico italiano ha avuto modo di scoprirti grazie al “Jesus Christ Superstar” della Compagnia della Rancia, diretto da Fabrizio Angelini, in cui interpretavi il ruolo del sommo sacerdote Caifa. Uno spettacolo grandioso, un tour nei principali teatri della penisola, la possibilità di mettere finalmente in luce il tuo talento. Come hai affrontato questa sfida e in cosa ti ha arricchito maggiormente?
.. e finalmente all'età di 30 anni, Fabrizio Angelini decide del mio destino. Posso finalmente esprimermi e “giocare” con i talenti che ho coltivato. Un panico pazzesco!
E proprio questo panico mi ha dato la spinta per affrontare una meravigliosa sfida. Ho lavorato sodo e cercato di apprendere quanto più mi era possibile.
Qui il grande scalino in tutti i sensi.. Uno step sul quale ballare ad un ritmo esilarante.
Conservo un ricordo prezioso e intimo di questa esperienza che ha forgiato le mie ossa in attesa di nuove fatiche.


Altra tappa estremamente significativa è stata “The Beggar’s Opera” con la regia di Lucio Dalla. Il tuo ricordo di questo straordinario ed instancabile artista?
Una casualità..Posso dire anch'io: “ho conosciuto Lucio Dalla”.
Un uomo sensibile, generoso d'animo e umile. Era “Uno” del gruppo, non si è mai posto al di sopra di nessuno. Un vero artista folle che in tutti i suoi lavori aveva sempre una verità da esprimere...Un giorno mi disse: “Perché sei così avulso?”.


Passo dopo passo arriviamo ad un’altra tua grande interpretazione, quella dell’efferato barbiere omicida nel musical “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street”, diretto da Marco Simeoli. Progetto estremamente interessante che a mio avviso avrebbe meritato maggiore visibilità e palcoscenici più prestigiosi. Pensate prima o poi di riportarlo in scena? Hai trovato questo personaggio particolarmente affine alle tue corde?
Sweeney Todd mi ha veramente provato! Oltre alla complessità dell'intero spettacolo nella sua costruzione, nel suo allestimento e nella sua esecuzione, Sweeney Todd richiede energie allo stato puro, minuto per minuto non puoi abbassare la guardia. L'intensità introspettiva del personaggio poi quasi non ti fa respirare e reggere un tale ritmo è snervante. Forse in un futuro..chissà.. per quanto mi riguarda non chiudo le porte a questo progetto, che per il momento riposa in pace.


Pochi mesi fa il tuo debutto televisivo, avvenuto in una delle fiction più amate dal pubblico italiano, “Il Commissario Montalbano”, al fianco di Luca Zingaretti, nei panni dell’irrequieto personaggio di Giovanni Strangio. Com’è stata questa esperienza? Ti sei trovato a tuo agio di fronte alla macchina da presa oppure rimani ancora più saldamente innamorato delle assi del palcoscenico?
Devastante! Emotivamente parlando. Perché?
Perché mi sono trovato catapultato in un mondo a me sconosciuto.
Devo al regista Alberto Sironi la freddezza di avermi guidato con maestria ed esperienza fino a permettermi di abituarmi in poco tempo ad un nuovo sistema di lavoro, dove prove non ce ne sono e tutto è subito. Una grande famiglia ben armonizzata dove mi hanno accolto con grande calore.
Io sono innamorato di tutto ciò che mi fa vibrare a mille e in tutta profonda onestà, le assi di legno hanno per me un profumo e una bellezza che non riesco a togliermi dal cuore.


Andrea CrociVeniamo finalmente al presente, il musical “Fantasmi a Roma”, presentato in alcune anteprime negli scorsi mesi, e che tornerà in scena in forma di concerto il prossimo 21 ottobre al Teatro Olimpico di Roma. Ci sveli qualche dettaglio della genesi di questo progetto e del tuo personaggio?
“Fantasmi a Roma” nasce dalla profondità dell'anima di un'artista fuori dal comune per caparbietà, talento e forza spirituale: Simona Patitucci. Con testo e liriche di Gianfranco Vergoni, musiche di Massimo Sigillò Massara e con la regia di Fabrizio Angelini, nasce un progetto accorato che si alimenta di un cast importante nel panorama del musical italiano.
Il mio personaggio, Federico, si ritaglia uno spazio dove cerca la sua identità. Le sue radici ingombranti non gli permettono di trovare il suo posto nel mondo. Un cognome altisonante, ma le tasche sono vuote! Tornare al palazzo di famiglia gli permette di scoprire il bello e il buono dei suoi antenati. Accettando così le sue radici riesce a sollevare il velo dell'illusione della vita da lui finora vissuta.
Non è un personaggio eclatante ma sottile, elegante e ben costruito.


Un’orchestra dal vivo, un narratore d’eccezione come Giampiero Ingrassia, la direzione registica di Fabrizio Angelini e al tuo fianco un ricco cast di interpreti di rara ricchezza, tra cui possiamo annoverare Carlo Reali, Simona Patitucci, Renata Fusco, Cristian Ruiz e Toni Fornari. Cosa possiamo aspettarci da questi misteriosi fantasmi?
Vi aspetta un concerto (forma ridotta della commedia musicale) sicuramente pieno di energia, entusiasmo, grandi voci e grandi performers. Lo spettacolo è coinvolgente e mira a toccare il cuore del pubblico sulle note dell'atmosfera di una Roma anni 60'.


Prima di salutarci vuoi aggiungere qualcosa oppure rivolgere un saluto ai lettori di SaltinAria?
Saluto i lettori di SaltinAria e tutto il pubblico che ancora sostiene con la sua partecipazione e il suo calore una categoria di persone che ama giocare e divertirsi esprimendo una forma d'arte antica che nel corso degli anni ha saputo modificarsi alla storia e alla fantasia del bambino che in ognuno di noi salta, canta, balla e ride.

 

 

Intervista di: Andrea Cova
Grazie a: Andrea Croci; Sara Battelli, Ufficio stampa FP Media Relation
Sul web: www.teatroolimpico.it

 

 

  

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