Alessandro Sena: la mia verità la trovo ogni sera sul palcoscenico

Scritto da  Martedì, 20 Settembre 2011 
Alessandro Sena

Prima attore di teatro e cinema, ora anche autore e regista. Alessandro Sena, eclettico artista nel panorama romano, debutta ad ottobre con uno spettacolo sulla vita di Maria Callas: “Casta Diva – omaggio a Maria Callas”. “Mi è sempre interessato il rapporto di questa grande artista con l’arte e la sua ricerca ossessiva dell’amore, così importante da far passare in secondo piano la sua carriera”. Lo spettacolo inaugurerà il nuovo Teatro delle Ali di Breno il 14 ottobre e poi sarà in scena a Roma dal 18 al 23 ottobre presso Villa Torlonia.

 

 

Ciao Alessandro e benvenuto sulle pagine di SaltinAria! E’ un piacere avere l’opportunità di conoscerti meglio e presentare ai nostri lettori il tuo nuovo spettacolo "Casta Diva – omaggio a Maria Callas". Ma prima di arrivare al presente raccontaci dove affondano le tue radici, com’è nata la tua passione per il teatro e quali sono state le tappe che ritieni siano state fondamentali per la tua crescita di artista.

Ho cominciato a studiare teatro molti anni fa, frequentando la scuola Teatro Aut Aut diretta da Franca Marchesi. E’ stata un’esperienza molto formativa ed importante, grazie anche al carisma di Franca che, avendo studiato al Piccolo di Milano, aveva una preparazione umana e professionale ammirevole. Finita la scuola, fu proprio lei a scegliermi come co-protagonista per un suo spettacolo e da allora, per fortuna, è stato un susseguirsi di lavori teatrali. 

Alessandro SenaDa quello che ho letto dal tuo curriculum, la tua carriera artistica non si ferma ai confini del teatro, ma hai anche esperienze televisive e cinematografiche al tuo attivo. Vogliamo dire qualcosa anche di queste?

Generalmente non amo definirmi come un attore di teatro, perchè penso che quando si è attori lo si è trasversalmente, che si tratti di cinema, tv o altro. Certo le modalità di recitazione non sono le stesse, ma credo che non esistano attori solo di teatro o di televisione. Nel mio caso, essendo più propenso ad un contatto diretto con il pubblico, ho sempre preferito il teatro. Ciò non vuol dire che sia allergico alle fiction. Ultimamente ho visto produzioni molto serie e meno stereotipate rispetto a quelle che di solito la tv, soprattutto italiana, manda in onda. Nella mia carriera mi è capitato di girarne alcune di grande impatto mediatico come "I Cesaroni" o "Carabinieri" e devo dirti che per chi fa teatro, e quindi costretto a situazioni non proprio idilliache in termini di remunerazione, ogni tanto fa piacere guadagnare tanti soldi ed avere l’autista che viene a prenderti sotto casa. Ma questo è solo un aspetto secondario di questo mondo che in ogni caso sento ancora molto lontano da quello teatrale. La grande differenza è che sul palcoscenico ogni sera trovi sempre una verità e un rischio che la televisione e il cinema non hanno, in quanto se sbagli, tagli la scena e ricominci a girarla senza problemi. Diciamo che è una questione di adrenalina.

Raccontami di qualche spettacolo teatrale per te veramente importante.

Ce ne sono  molti. Se dovessi essere costretto a fare una scelta, opterei per "Referente incesto", "Le relazioni pericolose", "Amleto" e "Traiano il giovane imperatore". Ho scelto questi spettacoli perché in un certo senso hanno rappresentato un passaggio molto importante nel mio percorso artistico e mi hanno dato la possibilità di lavorare con registi interessanti che mi hanno insegnato molto.

Negli ultimi anni la tua figura nel teatro è passata da attore a regista. Come mai? Cosa è accaduto? Puoi raccontarmi un po’ di questo passaggio e del tuo vissuto in entrambi i ruoli (differenze, commistioni,affinità)?

Dopo molti anni che reciti, è quasi naturale che dentro di te si sviluppi una sorta di naturale autoregia. Nel mio caso c’è stato un momento in cui ho deciso di provare a stare dall’altra parte e devo dire che è stata una bellissima esperienza che nel tempo ho reiterato in diverse occasioni.  Amo recitare perché mi da la possibilità di essere qualcun altro, entrare in una nuova pelle e fare e dire cose che forse nella mia vita non farei mai. L’ attore è uno strumento che il testo e il regista devono plasmare. Anche quando non sei d’accordo sulla visione che il regista ha del tuo personaggio, il tuo compito è comunque quello di interpretare ciò che il regista ti chiede.

Dirigere è qualcos’altro, è avere la visione globale del “tutto”, è la responsabilità di ciò che succede prima, durante e dopo lo spettacolo, anche nel rapporto fra gli attori. E’ un processo creativo sicuramente più interessante e stimolante, ma anche più impegnativo.

Alessandro SenaFigure importanti incontrate nel tuo viaggio nel teatro. Ce ne sono state? Cosa ti è rimasto e cosa hai preso da questi incontri.

Daniel Fermani, Giancarlo Sepe, Michele Ellis, sono persone alle quali devo molto e che mi hanno insegnato tanto. Sicuramente da loro ho appreso una modalità di fare teatro diversa dai canoni convenzionali. Certo, poi ci sono anche i grandi attori con i quali non hai lavorato ma che comunque sono in grado ti insegnarti tanto, anche solo nel vederli recitare a teatro.

E arriviamo al ruolo di drammaturgo. Non ti fai veramente mancare nulla. Artista eclettico che non si ferma, ma cerca di sviscerare e conoscere i vari labirinti del teatro. Cosa vuol dire scrivere per il teatro? Quali le difficoltà tra scrivere e mettere in scena?

Scrivere per me è terapeutico e devo riconoscere che ogni volta che lo faccio, non solo mi fa stare bene, ma mi porta automaticamente ad immaginare le scene di ciò che sto scrivendo e quindi a creare una specie di regia di quello che scrivo. E’ un lavoro immane ma mi piace molto. Scrivo a periodi e quando sono motivato e soprattutto scrivo quello che mi piacerebbe leggere. Pur non facendo della scrittura il mio primo lavoro, sono stato molto lusingato quando in occasione di un testo che scrissi anni fa ("Adesso o mai più" n.d.r.), una sera in camerino venne a complimentarsi Garinei in persona e a chiedermi di poter utilizzare il mio testo per la sua scuola di teatro.

Ultima domanda e poi ti lascio. Cosa bolle in pentola per questa fine del 2011? Su cosa stai lavorando?

Sto lavorando alla realizzazione di uno spettacolo teatrale sulla vita di Maria Callas che si chiama "Casta Diva – omaggio a Maria Callas". Mi è sempre interessato il rapporto di questa grande artista con l’arte e la sua ricerca ossessiva dell’amore, così importante da far passare in secondo piano la sua carriera.

Ho scritto il testo e mi occuperò della regia. In scena ci saranno talenti straordinari come Andre De La Roche, Laura Valente (ex Matia Bazar n.d.r.), le attrici Silvia Morganti e Martina Ubaldi. Sarà uno spettacolo nel quale si fonderanno generi quali la recitazione, musica e danza. Poi a novembre riprenderò la seconda edizione di "Monologando" e a dicembre rimetteremo in scena lo spettacolo "Clichè" che abbiamo rappresentato all’interno di Villa Torlonia la scorsa primavera e che ha avuto grande consensi. 

Cosa porti come regista nel teatro, nel lavoro con gli attori? Cosa esigi da loro?

La visione delle mie esperienze vissute e un modo personale di vedere le cose che spero possano essere considerate interessanti. Per quanto riguarda invece gli attori, sono molto esigente e pretendo molto da loro, a cominciare dal rispetto degli orari, serietà, professionalità e assoluta dedizione in ciò che fanno.  

E cosa invece gli attori e lo spettacolo danno a te?

Non lo so, dovresti chiederlo a loro. Mi auguro che gli attori con cui lavoro, oltre a pensare che sono uno stacanovista e un gran rompiballe, si divertano come mi diverto io e che siano felici di fare questo lavoro che è si difficile, ma ti riempie anche la vita. Spesso ci si dimentica del privilegio che abbiamo nel fare questo lavoro. Una volta il drammaturgo regista Daniel Fermani mi disse questa frase: "Il teatro è un amante geloso che non lascia spazio a niente altro". C’è chi non è d’accordo su questa frase, a me invece mi è sempre parsa una grande occasione.

 

Intervista di: Laura Sales

Grazie a: Alessandro Sena

Sul web: www.alessandrosena.it

 

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