Alessandra Ventimiglia: tutte le sfumature del personaggio

Scritto da  Domenica, 21 Dicembre 2008 

Alessandra VentimigliaAlessandra Ventimiglia è una giovane attrice romana, interprete sia nel cinema che a teatro, che coltiva con profondo rispetto e passione il “sacro fuoco” della recitazione. Abbiamo avuto modo di conoscerla meglio durante questa interessante intervista.

 

 

Il tuo primo incontro con la recitazione. Quando hai capito che il tuo destino sarebbe stato fare l'attrice?

Fin da molto piccola. Infatti, venendo da una famiglia di teatranti, sono cresciuta in una casa dove spesso c’erano registi, attori, cantanti…

Cosa significa per te recitare?

Esprimere tutta me stessa, piangendo, ridendo e cercando di far mio quel personaggio, vedendo come lui vedrebbe, ascoltando e parlando come farebbe lui, cercando comunque di farlo mio!

Puoi riassumerci in poche righe il tuo percorso artistico fin qui maturato?

Ho studiato recitazione è vero, ma credo che di base l’istinto di recitare ce l’hai dentro, un buon insegnante può perfezionare lo stile dell’allievo, può smussare dei difetti (tipo la pronuncia che è fondamentale averla buona): ma a parer mio col “sacro fuoco” ci nasci…

Quali sono i tuoi maestri di riferimento? Con chi hai avuto la possibilità di studiare?

Ho incontrato persone diverse tra loro ma molto preparate. Ricordo il mio insegnante di recitazione Alessandro Pultrone, che ha cercato di farmi capire come tirare fuori quell’anima che tenevo un po’ nascosta. Così come Ilza Prestinari che, col metodo Strasberg, mi ha trasmesso le basi per plasmare dentro di me le emozioni di un determinato personaggio. Poi voglio ricordare con tenerezza una donna che, ahimè, non c’è più: Jenny Tamburi, un’amica e una preziosa consigliera.

Degli ottimi riferimenti, non c’è che dire. Sei una persona timida oppure no? Cos'è che un attore cerca di mostrare e cosa, invece, cerca in tutti i modi di nascondere?

Non sono timida, non lo sono mai stata, ma di certo potrei definirmi riservata. Non amo parlare di me e del mio mondo, quello intimo e più recondito. Un attore è di certo un personaggio pubblico, ma questo non vuol dire dover per forza mettere il suo mondo alla mercè di tutti. Se si sposa, si fidanza, si lascia, piange o tradisce. Quello che avviene nella sua sfera privata è solo suo, appartiene a lui e non al personaggio che poi andrà ad interpretare.

L'esperienza teatrale: quanto cinema c'è nel tuo modo di recitare su un palco e quanto teatro, invece, davanti ad una macchina da presa?

Ricordo il mio debutto al Teatro dell’Orologio con la pièce teatrale “La luce rossa delle lampade”. Ero diretta da mio padre, Francesco Ventimiglia, autore teatrale, radiofonico e televisivo. Durante le prove lui mi incitava a parlare in modo più chiaro senza mangiarmi le parole e di alzare la voce poiché a teatro a differenza del cinema, di solito, non si usano microfoni! Mi ripeteva che recitavo in maniera troppo cinematografica. L’ultima sera della rappresentazione, è venuto e mi ha detto: “Brava! Ora puoi davvero definirti un’attrice”. Ricorderò sempre quel debutto per le ottime critiche ricevute, perché ogni sera il teatro era esaurito e per gli insegnamenti che mio padre ha saputo darmi. Da allora, quando recito su un palco tento di rendere il mio personaggio il più reale possibile senza impostarlo troppo, seguendo i suoi consigli. Davanti ad una macchina da presa, tendo a scandire bene le parole, evitando accuratamente di ansimare o fare sospiri ripetitivi e nevrotici…tipici di alcuni colleghi!

Da quale genere cinematografico ti senti maggiormente attratta? E quello in cui pensi che potresti dare il meglio?

Mi piacerebbe moltissimo interpretare una terrorista (ho amato molto Maya Sansa nel film di Bellocchio, “Buongiorno notte”) o immedesimarsi in un personaggio realmente esistito. Adoro i film horror, in Italia mi piacerebbe lavorare con Dario Argento.

Nel teatro, invece? Preferisci essere brillante o dedicarti a personaggi più introspettivi?

Assolutamente entrambi!

Il 17 Ottobre di quest'anno è uscito il film "La Perfezionista" di Cesare Lanza, in cui hai avuto un ruolo da coprotagonista: puoi parlarcene più approfonditamente?

Dalla storia al tuo personaggio, che tipo di esperienza è stata? È stata una bellissima esperienza, la troupe era fantastica e in quel mese di lavorazione, mi sono veramente divertita. Il mio ruolo, Roberta, era l’esatto contrario della protagonista: una tipa un po’ matta, disordinata, estroversa e alla ricerca di quell’uomo che avrebbe potuto far crescere di livello il suo stile di vita. Ed infatti riuscirà nel suo intento! Poco amore ma molto lusso!

Che tipo di approccio usi per entrare nel personaggio? Come ti prepari, insomma?

Dipende di certo dal ruolo che devo affrontare, comunque come ho già detto, cerco di cogliere tutte le sfumature del carattere e renderlo il più reale possibile.

Quanto conta l'aspetto fisico nel mondo della recitazione?

Le mie attrici preferite sono: Anna Magnani e Meryl Streep. Due mostri sacri, due donne straordinariamente belle a modo loro. L’attore recita, dà mozioni, ha solitamente fascino. Poi,  questo avviene soprattutto in Italia purtroppo, esiste un altro modo di approcciare il mondo delle recitazione. Dove manca del tutto il talento e affiora solamente l’aspetto esteriore: una bella scatola senza nulla dentro.

Ma poi ha veramente senso parlare di aspetto fisico per un attore, soprattutto nel teatro? Cos'è veramente la bellezza per un attore?

Il saper trasmettere tutte le emozioni del mondo.

Sapresti indicarmi quali sono le difficoltà maggiori più ricorrenti che si possono incontrare tra cinema, televisione e teatro?

In questo paese, che è stato il regno del cinema e del teatro, oggi manca del tutto la così detta meritocrazia. I bravi fanno fatica, gli altri, non si sa come né perché, procedono brillantemente nella loro carriera di pseudo-attori!

Si può "imparare" a recitare oppure si nasce sempre attori?

Ci si nasce. Poi il tempo e la preparazione aiutano a migliorare.

Quanto conta l'esperienza nella recitazione?

Conta moltissimo. È come guidare l’auto. Chi prende la patente non sempre sa guidare, con la pratica impara a farlo.

Sono curioso di sapere a quale lavoro in generale ti senti più legata? E quello che non rifaresti assolutamente?

Sono molto legata alla pièce teatrale “La luce rossa delle lampade”, anche alla fiction“Distretto di polizia” che mi ha dato una visibilità notevole, ovviamente a questo mio ultimo film “La perfezionista”. Tutto serve e tutto insegna, guardando indietro rifarei la strada percorsa fino a qui.

Mi piacerebbe conoscere i tuoi attori e registi preferiti, e anche il perchè.

Come detto sopra amo la Magnani per il suo essere così vera e emozionante così come la Streep. Adoro Al Pacino e Jack Nicholson, come registi ce ne sarebbero troppi da elencare: uno tra tutti Tim Burton, visionario e fantasioso. Tra i nostri di certo Tornatore, Salvatores, Bellocchio e Opzetek.

L'ultimo film e l'ultima pièce teatrale visti?

Ho visto ultimamente un film che ma ha dato molte emozioni, “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati; ultima pièce teatrale è stata “Il piacere dell’onestà” recitata dal grande Leo Gullotta.

Riesci, in qualche modo, a sentirti parte di una “nuova onda” italiana di artisti promettenti?

Chi lo sa…il tempo darà la giusta risposta alla tua domanda.

So che, oltre a recitare, hai svolto un'intensa attività di collaborazione al sito "Dal tramonto all'alba", in cui ti occupavi di misteri e esoterismo. Da dove proviene questa inusuale passione? Non sarai mica, sotto sotto, una specie di maga?

No, no nessuna maga si nasconde in me! Sono nata sotto il segno dello scorpione e ciò di certo ha aiutato questa mia propensione per il mondo del paranormale. Diversi anni fa trovai quella cosa divertente e interessante, adoro scrivere!

Hai anche altri interessi? Ti piace la musica? Quali gruppi ascolti solitamente?

La musica accompagna ogni attimo delle mia vita. Ogni momento trascorso ha una determinata colonna sonora. Non prediligo un gruppo in particolare. Mi piace ascoltare un po’ di tutto, tranne l’elettronica, ecco forse quel tipo di musica non mi da alcun trasporto.

Progetti per il futuro? Magari un'esperienza all'estero?

Certo se mi proponessero qualcosa di interessante volerei anche al Polo Nord. Non mi fa paura viaggiare, nè conoscere altre realtà così diverse dalla mia. Ho recitato anni fa per una produzione francese e, oltre a trovarmi benissimo sia per l’aspetto lavorativo così preciso e professionale, è stato bello cimentarmi in un progetto divertente e innovativo.

Grazie Alessandra, è stato un vero piacere conoscerti e scambiare quattro chiacchiere insieme. In bocca al lupo per il futuro e vieni a leggerci spesso!

Grazie a te, non mancherò!

 

 

Intervista di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: Alessandra Ventimiglia e Stefania Papirio di Factory lab

Sul Web: http://www.myspace.com/alessandraventimiglia

 

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