Dal 12 al 31 maggio. Il calcio di periferia disegna un affresco grottesco, cinico e amaro, con qualche punta di tenerezza, purtroppo credibile nella sua volgarità e pochezza. Affari da quattro soldi, allenatori falliti e sognatori, proprietari mezze tacche e personaggi improvvisati. Il mondo extra napoletano, quello che guarda a Napoli come un mito, è un mondo di crudele quotidianità, di precariato, di buoni sentimenti inariditi dalla penuria di mezzi e da sogni mai realizzati. Eppure in questa commedia che racconta una certa volgarità dove tutto diventa kitsch c’è lo spazio per un messaggio: la famiglia come nucleo di sentimenti e valori resta per alimentare i sogni e raccoglierne la disillusione e fa muro contro la violenza della società.

Una bomba, per fortuna non d'acqua, ma di entusiasmo, allegria e gioia di vivere si sta finalmente abbattendo su una Roma sempre più grigia e intristita: riapre e viene rilanciato alla grande il Salone Margherita che fu rinomato Cafè Chantant agli albori del secolo scorso e che visse rinnovati anni di gloria e successo con la spassosissima e irriverente, caustica e ilare, armata Brancaleone del Bagaglino. Un piccolo esercito di comici agguerriti capitanato dal geniale e sempre troppo poco apprezzato genio comico di Oreste Lionello. Dal quale, diciamolo un volta per tutte a chiare lettere, Paolo Sorrentino ha fotocopiato la maschera romanissima di Andreotti per metterla sul volto del bravo ma napoletanissimo Toni Servillo.

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