Arriva a Roma dal 21 al 23 aprile e apre la rassegna #PRIMAVERARGOT, dedicata alle compagnie indipendenti più interessanti del panorama italiano, "Gioco di specchi", il nuovo testo che Stefano Massini ha scritto appositamente per Ciro Masella che, dopo la felice esperienza de “La fine di Shavuoth” e de “L’Italia s’è desta”, torna ad immergersi nel mondo poetico di uno tra i più grandi e premiati autori del nostro teatro.

In sei capitoli, di cui in scena i primi due a sere alterne. È la vita semplice e straordinaria di una donna marchiata a fuoco, fin dall’infanzia, da un animo cinico e da un’avversione istintiva all’ipocrisia del genere umano. Mosella Fitch, con una lettera per il garzone del droghiere, prima di morire, raccomanda di conservare i suoi taccuini, paginette minuscole in cui ha scritto e descritto tutta la propria vita, nel terrore di perdere i ricordi.

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 19:09

Donna Non Rieducabile - Teatro Brancaccino (Roma)

Elena Arvigo porta in scena al teatro Brancaccino di Roma “Donna non rieducabile” memorandum teatrale su Anna Politkovskaja, un monologo di forte attualità nato dalla penna di Stefano Massini.

Fausto Cabra, il giovane protagonista della seconda parte della "Lehman Trilogy" di Ronconi in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano, racconta l’epilogo di un’epopea familiare portando in scena in corpore vivo le nevrosi e le contraddizioni del ‘900.

Dal 29 gennaio al 15 marzo. C’è un teatro che non ha bisogno di stupire per incantare, che riesce a trasferire il respiro di un sogno ad un fatto di cronaca, offerto come una ballata allo spettatore per indurlo ad una riflessione ad ampio spettro su un secolo di storia americana globalizzata. Al centro la dialettica del denaro che da strumento e benedizione diventa ossessione e avidità. Quando il mondo ridotto a mercato, a valore dove tutto ha un’etichetta, soffoca l’identità religiosa e la memoria dei padri a favore della nazionalità che è, ancora una volta, un modo di nominare il mercato. Un lavoro di grande raffinatezza, elegante, dove il togliere arricchisce, dove la cura meticolosa del particolare non è un dettaglio decorativo ma una sottrazione, nella scenografia come nei costumi e perfino nei gesti, nella parola. Tutto diventa stilizzato, eppure caricaturale. Un lavoro orchestrale senza picchi, dove il primo violino si nutre dell’accompagnamento. Magistrale. Compiuto.

Dal 29 gennaio al 15 marzo. Un racconto epico che con passo rituale e inesorabile ci conduce verso un finale già noto: il drammatico crollo di una delle più grandi banche d'America, la Lehman Brothers, che nel 2008 morì definitivamente dopo essere più volte caduta sotto i colpi della finanza speculativa, riuscendo sempre a risorgere dalle proprie ceneri. Un'epopea familiare che ci racconta l'evoluzione del capitalismo americano attraverso il cambio generazionale: dall'economia reale dei tre saggi fratelli Lehman partiti da un piccolo paese della Baviera, alla spavalda economia speculativa delle giovani generazioni che giocano con parole e numeri costruiti su fondamenta di sabbia.

Nel ventesimo anniversario dell’omicidio di Ilaria Alpi a Mogadiscio (1994-2014), Stefano Massini conclude il proprio progetto drammaturgico intorno alla giornalista del Tg3: un percorso teatrale affidato alle voci di tre grandi interpreti che si sono susseguite nel tempo, prima Ottavia Piccolo, poi Lucilla Morlacchi e infine la splendida Isabella Ragonese. Un viaggio tra i suoni, gli odori ed i colori di un’Africa dilaniata dagli infimi meccanismi di loschi accordi politico-economici.

Giovedì, 31 Gennaio 2013 21:41

Balkan Burger - Teatro Litta (Milano)

Dal 29 gennaio al 6 febbraio. Si diffonde ancor prima di entrare in sala il suono flautato emesso da Enrico Fink, musicista, autore e attore teatrale, tra i principali interpreti della tradizione ebraica in Italia, laureato in fisica. Per questo suona a teatro, pare, e per nostra fortuna perché quelle note attirano come fossero quelle del pifferaio magico. Ci si accomoda e si guarda con curiosità al suo flauto dritto elettronico, collegato a un computer posto davanti a lui. Moni Ovadia lo ha definito “giovane tessitore che cerca di ricucire l’infranto…” ma qui, con la fisarmonica poggiata a terra accanto a lui, Fink è solo un sottofondo musicale. Eppure anche lui racconta alla nostra anima, con le melodie klezmer miscelate a ricordi di jazz che riempiono la piccola Sala della Cavallerizza del Teatro Litta, dove tutti i mattoni a vista e l’alto soffitto di legno danno un senso di caldo, alimentato dai pannelli che rivestono le mura tenendo fuori il freddo di fine gennaio.

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