In scena fino al 10 marzo, al Piccolo Teatro Grassi di Milano, “Cuore di cane”, il testo di Bulgakov raccontato attraverso il ricercato adattamento teatrale di Stefano Massini e l'abile mano registica di Giorgio Sangati, e portato in scena con straordinaria potenza interpretativa da Paolo Pierobon.

Dodici mesi di teatro italiano, di creatività incoercibile e indomito coraggio nel portarla avanti nonostante le difficoltà sempre in agguato. Dodici mesi che abbiamo seguito con passione giorno dopo giorno e che, come ormai tradizione sulle nostre pagine, ci piace celebrare prima che l’anno si avvii alla conclusione con un ricordo dei suoi istanti più preziosi. Ecco a voi i migliori spettacoli teatrali del 2018 secondo SaltinAria.

Dal 16 al 21 ottobre, al Teatro Grassi, va in scena “Occident Express” di Stefano Massini, con l’interpretazione di Ottavia Piccolo e la musica composta e diretta da Enrico Fink per l’Orchestra Multietnica di Arezzo. Un’odissea dei nostri giorni che diventa un Esodo collettivo, una storia universale, potente. L’interpretazione è straordinaria, in un intreccio insolito di parole e musica, con i musicisti che si muovono sulla scena intervenendo con gli strumenti come fossero voci di attori. Lo spettacolo nella sua essenzialità è di grande raffinatezza e incisività, con un disegno luci scultoreo che crea sullo schermo di fondo l’ombra della protagonista nei momenti più intensi. Ne risultano un grido di dolore e una riflessione psicologica sullo spartiacque di certi viaggi della vita.

Dal 9 ottobre al 16 novembre. Il pubblico ha applaudito al Piccolo Teatro le sue geniali regie di testi shakespeariani: “Cymbeline” nel 2007, “Macbeth” nel 2010 e “Racconto d’inverno” nel 2016. Ora, con “La tragedia del vendicatore” del giacobita Thomas Middleton, Declan Donnellan, uno dei più grandi registi europei, Leone d’Oro alla carriera, dirige per la prima volta una produzione per il Piccolo, con interpreti italiani, puntando su una compagnia giovane (l’età media non supera i trent’anni), in grado di restituire l’energia dirompente e minacciosa del testo.

Rinchiuso in ospedale psichiatrico, un Van Gogh inquieto e geniale vive la fase più dolorosa e più prolifica della sua vita. In uno spettacolo da non perdere, Alessandro Preziosi, con confermato talento e fortissima intensità, dà corpo alla disperata brama di colore dell'artista e alle voci e paure che tormentano la sua mente. "L'odore assordante del bianco" è in scena al Teatro Eliseo di Roma fino a domenica 4 marzo, emozionante e imperdibile.

Uno spettacolo monumentale che abiterà il grande palcoscenico dello Strehler per oltre un mese e mezzo, dopo il debutto in prima nazionale assoluta di martedì 23 gennaio. “Freud o l’interpretazione dei sogni” è un’opera teatrale complessa e ardita nella quale l’autore - Stefano Massini, lo stesso del pluripremiato “Lehman Trilogy” - conferisce anima e corpo a uno dei più illuminanti trattati del Novecento: “L’Interpretazione dei Sogni”* di Sigmund Freud.

Dal 21 al 26 novembre il Teatro Stabile dell’Umbria ha presentato al Teatro della Pergola di Firenze “L’ora di ricevimento” di Stefano Massini, con Fabrizio Bentivoglio e la regia di Michele Placido. Oltre due ore senza intervallo che ricordano i tempi d’oro del teatro, perché volano senza bisogno di colpi di scena o di grandi apparati scenografici. Delicato e graffiante ad un tempo, dipinge la vita frustrante di un insegnante di periferia che, di fronte a un melting pot senza armonia, scorre uguale da 32 anni: decisamente originale l’impianto e arguto il testo con una grande prova attoriale di Bentivoglio. Una visione che non regala buonismi né esasperazioni ma la difficile quotidianità della diversità in una condizione di fragilità socio-economica. Non c’è redenzione né condanna, forse una “saggia rassegnazione” che diventa una metafora universale della gioventù in periferia, non un quartiere ma una condizione esistenziale.

A un anno dalla scomparsa di Umberto Eco, che ha segnato indelebilmente la letteratura, la filosofia e la semiologia italiana, il drammaturgo e regista Stefano Massini, successore di Luca Ronconi alla guida del Piccolo Teatro di Milano, rende omaggio al grande scrittore adattando con una versione teatrale l'incredibile romanzo “Il nome della rosa”. In scena al Teatro Franco Parenti dal 2 al 12 novembre.

Un teatro aperto a tutti, un’agorà civile e culturale che sia fulcro di democrazia partecipata, di pensieri, utopie, emozioni. È questo il senso racchiuso nella composizione della stagione che Antonio Calbi, al suo quarto anno di direzione del Teatro di Roma, presenta in una sala gremitissima del Teatro India.

Non perde il piglio appassionato che lo caratterizza ogni volta alla presentazione degli spettacoli scelti per la nuova stagione. Che piaccia o no, che ispiri simpatia o meno, Luca Barbareschi affronta la numerosissima platea del suo teatro con aria benevola, empatica, passionale. Concentrato esclusivamente sul valore dell’arte e nella convinzione dell’importanza delle politiche culturali. Rimarrà deluso chi si aspettava la sua controffensiva alle manifestazioni di dissenso espresse da molti addetti ai lavori sul conto del noto emendamento (ormai legge) che attribuisce al Teatro Eliseo un finanziamento di 8 milioni di euro per il biennio 2017/2018.

Pagina 1 di 3
TOP