Aria di grande rinnovamento alla conferenza stampa di presentazione della Stagione Teatrale 2015/2016 del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo. In una gremita sala del Palazzo delle Esposizioni un emozionatissimo Luca Barbareschi prende la parola dopo la piacevole introduzione di Franco Di Mare, chiamato a condurre la presentazione. Con la voce spezzata dall’emozione dei ricordi e del prossimo importante traguardo anagrafico (compirà 60 anni l’anno prossimo), introduce - dopo l’intervento dell’Assessore Marinelli e prima di passare alla presentazione degli spettacoli in cartellone - le novità “dirompenti” che renderanno il teatro più glorioso di Roma un polo d’eccellenza. L’obiettivo è creare una “community”, realizzare un punto di aggregazione che possa ampliare la possibilità di offerte culturali. Non solo spettacoli, ma una commistione sinergica tra arte e scienza, tra intrattenimento e servizi di accoglienza, scuola di recitazione e formazione, bar e servizi di ristorazione.

Dal 4 al 14 aprile. Uno dei capolavori della drammaturgia britannica del secolo scorso più controversi e laceranti. Un regista lucido e vigoroso, tanto fecondo nell'ispirazione artistica quanto generoso ed appassionato nel concretizzarla sulle assi del palcoscenico. Un quartetto di interpreti ben amalgamato, guidato da due protagonisti di indiscutibile spessore e soverchiante intensità interpretativa. "Ricorda con rabbia", pièce del drammaturgo inglese "ribelle" ed anticonformista John Osborne, capace di decifrare con affilata sensibilità il grido disperato di un'intera generazione allo sbando, torna ad esplodere nel suo magmatico coacervo di sofferenza, inquietudine ed impotenza nella viscerale rilettura di Luciano Melchionna. Protagonisti in scena l'incoercibile e sanguigno Daniele Russo e la superbamente algida ed espressiva Stefania Rocca.

L'anno del pensiero magico

La direzione sensibile ed appassionata di Luciano Melchionna e l’interpretazione drammatica e composta, viscerale e lucida, di una straordinaria Stefania Rocca portano in scena, in una simbiotica empatia tra regista ed attrice, il dolente romanzo autobiografico della giornalista e scrittrice americana Joan Didion, in cui si intrecciano inestricabilmente l’aspro e lacerante percorso di elaborazione del lutto e l’innalzarsi di un’ultima, commossa e disperata dichiarazione d’amore.

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