La città più meticcia d’Europa, come già Schopenhauer amava definirla nell’Ottocento, anche a tavola è un mosaico di sapori, con il suo porto fenicio – il primo di Francia e il secondo del Mediterraneo - che ha portato nei secoli, invasori, gente in cerca di fortuna, in fuga da regimi autoritari, come molti italiani nel periodo del Fascismo, avventurieri richiamati dal fascino di una città insidiosa e baciata da una luce struggente.

Libro gustoso, frizzante che si divora come una notte senza sosta a Marsiglia con la voglia di perdersi, è insieme guida non per turisti di una città che diventa metafora contraddittoria del Mediterraneo; biografia sui generis dell’anima anarchica dimenticata di un fenomeno letterario e, ancora, un viaggio dell’anima che è la capacità di stupirsi e di trovare una patria del cuore attraverso i libri.

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