Vittorio Tolomeo: un artista musicalmente ossessionato

Scritto da  Lunedì, 16 Febbraio 2009 

Vittorio Tolomeo“Prize Day” è il disco d’esordio di Vittorio Tolomeo, cantautore siciliano, proveniente da un’esperienza musicale decennale con i Noema, band da lui stesso fondata. I testi del disco hanno un filo conduttore: il lungo percorso ostacolato dall’illusione e le domande sui valori fondamentali quali l’amore e l’amicizia.

 

 

Chi è Vittorio Tolomeo?

Uno scrittore di canzoni in movimento musicalmente ossessionato!

Quanto della Sicilia c’è nella tua musica?

Non molto. La sicilianità nella musica potrebbe essere una voglia neanche troppo celata di fuga, di scoperta e di un ritorno a casa non così immediato.

Come vedi la scena musicale siciliana?

La vedo come vedo la scena italiana in generale. Stanca e delusa. Le continue frustrazioni e mortificazioni che i musicisti subiscono, a lungo andare non stimolano molto la creatività…. ma solo la sopravvivenza! Se devo fare un nome, a livello sonoro e di concetto, ho sempre ammirato il modo singolare e unico con cui Franco Battiato si è proposto negli anni.

“Prize Day”, il titolo del tuo disco d’esordio, si riferisce al giorno della premiazione: ma saremo tutti premiati?

Dipende da cosa si intende per essere premiati. Il giorno della premiazione a cui mi riferisco è una ricerca di spiritualità, di riparo nelle cose importanti della vita, l’amore, l’amicizia, la collaborazione, la condivisione. Sono traguardi difficili da raggiungere perché non dipendono solo dalla nostra volontà, ma l’importante sarebbe desiderarli quanto l’ultimo modello di suv!

Se tutto attorno a noi muta rapidamente, qual è la soluzione possibile?

Fermare il tempo dentro noi stessi attorno alle cose che ci stimolano veramente.

Come mai hai deciso di uscire con un Cd solista senza i Noema?

I Noema sono sopravissuti veramente come gruppo fino a un certo punto. Poi ci sono stati continui cambiamenti di line up che per una band significa mancanza di identità. Per me l’esperienza solista era l’unico modo per continuare a scrivere e registrare nuove canzoni. Anche se in studio ho suonato con una vera band!

I testi del tuo album hanno un filo conduttore: il lungo percorso ostacolato dall’illusione e le domande sui valori fondamentali quali l’amore e l’amicizia. Ci sono risposte a queste domande?

Questo è un disco di domande, considerazioni, cambiamenti di umore  continui… non ci sono risposte…

La decisione di cantare in inglese?

Non è stata una cosa decisa a tavolino. Dopo la lunga esperienza in italiano con i Noema, ho suonato da solo in acustico cantando anche delle cover di artisti anglosassoni che ho sempre amato. Forse questo mi ha riportato indietro agli anni in cui scrivevo in inglese. Direi semplicemente che fare questo disco per me è stato molto importante perché ho seguito un flusso di coscienza senza preoccuparmi di qual è il linguaggio più musicale o se è giusto o sbagliato per un italiano cantare in inglese.

Come hai “arruolato” i vari guest che suonano nel tuo disco?

Volevo registrare con delle persone con cui avere buone vibrazioni prima a livello umano e poi musicale. E devo dire che con Andrea Viti, Alessio Russo, Eleonora Matsuno e Claudio Domestico è stato proprio così. Li ho contattati e gli ho fatto ascoltare dei provini grezzi. Hanno accettato con entusiasmo e ognuno di loro ha lasciato una traccia significativa, umanamente e musicalmente. Andrea e Alessio suoneranno con me dal vivo.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Sto per girare il video di “Migrant Soul” con Graziano Staino, regista molto noto nella scena indipendente, e tra un paio di mesi  comincerò a suonare dal vivo con una grande band!


 

 


Intervista di: Ilario Pisanu

Grazie a: Vittorio Tolomeo, Silvia di Parole & Dintorni

Sul web: www.vittoriotolomeo.com -  www.myspace.com/vittoriotolomeo

 

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