Veronica De Simone: il sole che spazza via le nuvole

Scritto da  Francesco Mattana Giovedì, 27 Marzo 2014 

Veronica De SimoneNon si direbbe che Veronica De Simone sia così giovane: a 24 anni sfodera una maturità, sia nella scrittura delle canzoni che nell’esprimere le proprie opinioni, abbastanza insolita tra le sue coetanee. Fa piacere colloquiare con una ragazza che, almeno all’apparenza - ma le apparenze, in questo caso, sembra non ingannino - ha il dono della testa sulle spalle; del vivere giorno dopo giorno riuscendo a far convivere passione e ponderatezza, desideri impulsivi e capacità di soppesare i pro e i contro nelle scelte artistiche. Auguri più che meritati, dunque, a un’artista che ha già dato mostra del proprio talento come finalista a The voice e come concorrente tra le nuove proposte di Sanremo 2014. Pietro Cantarelli - già produttore di Fossati, Mannoia, Bersani e molti altri - l’ha presa per mano: il risultato è Ti presento Maverick, suo album d’esordio che contiene anche Nuvole che passano, il singolo sanremese.

Che valore simbolico hanno per te le nuvole che passano?
«È una metafora che ognuno può interpretare come meglio ritiene. Per me personalmente le nuvole hanno rappresentato le difficoltà, superate alla grande grazie al potere dell’amore».


Sai che nelle scorse settimane Vasco Rossi è tornato alla ribalta col singolo Dannate nuvole.
«Sì, le nuvole vanno proprio di moda nel mondo della canzone. Io preferisco il sole, ma è inevitabile il passaggio delle nubi sulle nostre vite . E meno male che ci sono le difficoltà: le esperienze negative aiutano sempre a rafforzare il carattere, a corroborare l’autostima».


Chi è questo signor Maverick? Come mai ci tieni a presentarcelo?
«Maverick in inglese sta per cane sciolto; qualcosa di libero che non puoi controllare; quell’istinto primordiale che mi ha sempre guidato in tutte le mie scelte - non solo musicali. Finora, affidandomi a questo istinto, mi è capitato di fare sempre le scelte giuste. Spero che questo spirito di libertà venga percepito anche da chi ascolta l’album».


Mi viene in mente che Mel Gibson interpretò Maverick. Sei una scommettitrice come il protagonista di quel film? Nel senso più ampio del termine intendo, come persona che ama porsi delle sfide.
«Assolutamente, mi piace giocarmela nella vita: da quel che sappiamo ne abbiamo una sola ed è molto breve, gli anni scorrono via molto rapidamente. Vivere ogni occasione che mi veniva data come fosse l’ultima: questo mi ha consentito di dare sempre il massimo».


Ma com’è che le canzoni d’amore non passano mai di moda?
«Perché c’è un’infinità di modi in cui declinare la parola amore. Non passerà mai di moda perché credo sia il sentimento che tiene in vita ogni essere umano».


Dai l’impressione di una ragazza che vive l’amore anche con un certo spirito combattivo.
«È che ho preso tante batoste da quel punto di vista lì. Ma non sono l’unica: come me, molte altre persone hanno imparato ad amare solo dopo aver vissuto sulla propria pelle delle esperienze sentimentali difficili. Sicuramente sfodero un lato combattivo, perché far sì che l’amore si concretizzi è un compito niente affatto facile».


Penso sia difficile descrivere a parole le sensazioni che hai provato sul palco dell’Ariston. Prova a fare una parafrasi…
«È stato un momento breve quanto intenso, non ricordo niente di quegli attimi. Mi è rimasta però una vivida sensazione di gioia».


Non ti disturba, come cantante, il fatto che il discorso musicale a Sanremo passi in secondo piano?
«Vero che la musica è un po’ in secondo piano rispetto al passato, però per chi come me ha vissuto quell’emozione le cose non stanno così: per me Sanremo ha significato l’opportunità di esibirmi nel palco più prestigioso d’Italia».


Stai seguendo l’edizione in corso di The voice?
«Sì. Sono contenta che ci sia J-Ax: è simpatico, sincero e schietto, darà una bella botta di vita al programma. Un augurio a chi sta vivendo le stesse emozioni che io ho vissuto l’anno scorso come concorrente? Di non farsi mai condizionare dalle circostanze, di essere sempre se stessi».


Qual è stato il giorno più bello della tua vita artistica?
«Sicuramente sul palco dell’Ariston ho provato un picco di gioia pazzesca. Poi il giorno in cui è arrivata la notizia che mi avevano scelto tra le nuove proposte di Sanremo: non ci credevo, per me è stato un grande traguardo».


Tre cantanti - del passato o del presente scegli tu - che conservano un posto speciale nel tuo cuore.
«Bob Marley, adoro la sua musica e il discorso filosofico che portava avanti; Ray Charles, che ascoltavo anche da piccola; Amy Winehouse: una vera, autentica forza della natura».


Come immagini il tuo futuro? Sembri una persona disposta a mettersi sempre in gioco, a modificare la traiettoria dei percorsi…
«Ho interiorizzato, col passare degli anni, l’idea che le cose cambiano. Non a caso al liceo il mio idolo era Picasso: fino ai novant’anni ha modificato il corso della sua arte».


Quindi Picasso è il pittore in cui ti identifichi. Invece il film della tua vita qual è?
«Aspetta, ci tengo ad aggiungere anche Van Gogh tra i miei idoli delle arti figurative. Per quanto riguarda il cinema, Into the wild e Avatar: due film diversi ma simili nel suggerire un ritorno alla natura. Abbiamo tutti un gran bisogno di tornare alle cose semplici di una volta».

 

 

Intervista di: Francesco Mattana

 

 

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