UP: alla conquista dell’Europa del nord

Scritto da  Andrea Pistorio Venerdì, 10 Aprile 2009 

UPIl progetto UP (Leonardo Vitacolonna Project) nasce nel 2007 a Roma. E’ la realizzazione di un’idea di Leonardo Vitacolonna: il suo obiettivo è fare musica seguendo istinto e creatività, lasciando confluire, senza limiti, diversi generi musicali in un unico sound.: dal soul, al rock, all'elettronica. Leonardo ci parla meglio del progetto UP.

 

 

Solitamente un progetto solista denota una grande maturità nel suo fondatore: hai scelto questa strada per essere più libero, o perché non trovavi progetti adatti alle tue idee?

Inizialmente avevo scelto questa strada per essere più libero dal punto di vista creativo… Infatti avevo prima scritto e arrangiato i brani e poi formato la band per suonare la mia musica.

Cosa ci puoi dire dei musicisti che collaborano con te?

Gli altri musicisti sono sei: Daniele Dezi al basso, Pasquale Angelini alla batteria, Marco Maracci alle tastiere, Massimo Colagiovanni alle chitarre (insieme a me) e i cantanti Massimo degl’Innocenti e Laura Zara. Mi soffermo un momento su Laura dicendo che è l’autrice dei testi e di parte delle linee melodiche da lei cantate…

Gli altri componenti degli UP pesano in qualche modo sull'aspetto compositivo dei brani?

Suonando con loro le cose sono cambiate, decisamente in meglio… ho avuto la fortuna di trovare dei musicisti fantastici che non si sono limitati a suonare le parti; ognuno di loro ha messo la propria personalità e il sound del progetto è maturato e ha trovato un identità molto forte. Ho iniziato a scrivere in modo diverso, lasciandomi ispirare dalle loro sonorità, e abbiamo iniziato ad arrangiare insieme ciò che scrivevo…  oggi, anche se rimango l’autore dei brani, non è più corretto parlare di un progetto solista ma di una vera e propria band… In tal senso il myspace  (upofficial) non è ancora aggiornato, ci sono ancora i provini fatti da me a casa ma, appena è finito il disco che stiamo registrando, metteremo online sicuramente le cose migliori!

Quale artista, ammesso che ci sia, puoi dire che ha avuto una grande influenza su di te a livello compositivo?

E’ difficile identificare un artista che più di altri mi ha influenzato, ho ascoltato e suonato veramente di tutto, dai Pink Floyd ai Kool And The Gang… il mio approccio musicale sicuramente è quello dei grandi musicisti afroamericani, diretto e di stomaco, anche se ultimamente sono affascinato da sonorità europee, più introspettive e ricercate. Comunque un artista che adoro per la sua genialità ed ecletticità è Prince…

Quale aspetto tendi a valorizzare nelle strutture generali di un pezzo?

Per me è molto importante che un pezzo, prima di avere un bel sound, sia una canzone (forse proprio Battisti è uno degli artisti che in tal senso mi ha influenzato di più!). Una canzone eseguibile in spiaggia chitarra e voce davanti a un falò! In realtà abbiamo anche brani importanti basati soprattutto sui suoni e le atmosfere quindi non eseguibili ad un falò, ma l’aspetto melodico rimane comunque in primo piano. Le strutture devono essere semplici, senza troppi ricami, e devono arrivare al dunque velocemente.

Durante la tua esperienza c'è qualche episodio significativo che vorresti raccontarci?

Purtroppo mi vengono in mente solo gli episodi tristi ed umilianti che accadono quando andiamo per locali a cercare date: “che?!! Mo vi dobbiamo pure pagare?! Voi dovreste pagare noi per suonare qui…” oppure: “dateci un demo… se ci piace vi facciamo suonare gratis un giovedì e, se va bene e portate gente,  vi diamo la data e vi paghiamo a percentuale sulla gente che portate…”. Che tristezza Roma!

Con che gruppi suonavi prima di impegnarti in questo progetto?

Ho suonato un po’ di tutto, passando dai gruppi cover  al quartetto jazz… mi sono cimentato però raramente in progetti originali che non fossero i miei…

Cosa speri di trasmettere con la tua musica?

Spero di trasmettere emozioni, di qualsiasi tipo, e di far addrizzare il pelo…

Il concerto che ricordi con più affetto?

Mi ricordo indubbiamente il nostro primo live, per me era la prima volta su un palco a presentare cose mie, e il nostro ultimo live (il 31 gennaio). Quest’ultimo è stato fantastico in quanto venivamo da due settimane di studio di registrazione e quindi stavamo veramente dentro i pezzi… avevamo una botta mostruosa!

Cosa ti prefiggi di  fare grazie a gli UP?

Sicuramente in Italia non ci sono possibilità per noi (la lingua, il genere…) ma la nostra musica potrebbe avere un bel seguito in nord Europa. Infatti  le nostre sonorità, pur partendo dal soul-rock, toccano anche atmosfere launge ed elettroniche ed alcune cose sono addirittura indie… Sarebbe bello fare concerti con, diciamo un migliaio di persone, a Berlino, Amsterdam, Mosca…! Un gruppo di nicchia con il suo piccolo ma fedele seguito in tutta Europa, sarebbe veramente un bell’obbiettivo da raggiungere! Ora finiamo il disco (rigorosamente autoprodotto) poi vedremo…

 

 

Intervista di: Andrea Pistorio

Grazie a: Leonardo Vitacolonna, UP, Veronica De Andreis dei Jion

Sul web: www.myspace.com/upofficial

 

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