Tommaso Pini: a Sanremo canto le Cose che danno ansia per far capire che bisogna prendersi meno sul serio

Scritto da  Martedì, 07 Febbraio 2017 

Segnatevi questo nome: Tommaso Pini. Canta le Cose che danno ansia (#cosechedannoansia sarà anche il titolo del cd), gira con un camper che ricorda continuamente che ci sono cose che danno ansia ed è una delle nuove proposte più chiacchierate di questo Sanremo. Un cappello sempre in testa e tanta personalità, di quella di un artista che lo riconosci da lontano. Dove l’abbiamo già visto? A The Voice, anche se il talent non è l’universo più adatto per questo folletto della musica che sembra uscito da chissà quale cartone animato e che è tutto un gesticolare.

 

Le cose che danno ansia non le capisco”, il brano entra in testa e non esce più. D’altra parte è lui che canta “Detesto i testi che non mi entrano in testa” e che vuole andare nel mondo degli alieni. Probabilmente, ci riuscirà. Un artista surreale, una sorta di Pinocchio impazzito, un po’ Tim Burton e un po’ Rino Gaetano, almeno nel look, autore di quello che potrebbe essere un tormentone estivo. Di cui ci parla a Sanremo, a poche ore dal debutto.

Non un semplice debutto, ma il debutto della vita, praticamente. C’è ansia?
C’è sempre l'ansia ma anche tanta gioia! Sono felice di essere qui a Sanremo dopo tanti anni che ci provavo, c’è un disco pronto e c’è l’ansia, è vero, ma me la voglio godere!

Ti ispiri a qualcuno per il look così, come definirlo, da artista?
Mi ispiro a diversi personaggi dei film del passato: sono un amante di Tim Burton e di Kubrick, riprendo vagamente Arancia Meccanica, voglio che la musica rappresenti tutte le mie passioni.

Sembrerebbe di vedere anche una vaga somiglianza a Rino Gaetano.
Rino mi ha ispirato nella scrittura dei testi, sì, mi ci rivedo abbastanza nel suo stile.

Sono tre anni che provi a salire sul palco di Sanremo e alla fine ce l’hai fatta.
Sì, è stata dura, nella vita quotidiana è difficile vivere di musica e sono contento che questa possibilità sia arrivata proprio quest’anno. Voglio far conoscere la mia musica e cantarla live, i miei brani parlano tanto di me, mi auguro di girare l’Italia e di farmi conoscere anche come persona. Mi auguro che Sanremo porti a un tour per promuovere il mio progetto.

Nella tua vita hai girato in Finlandia, poi Londra, sempre tanta gavetta e finalmente un risultato. Parallelamente, però, sempre qui a Sanremo, c’è chi canta nei big solo perché magati ha vinto un talent e quindi ha raggiunto il successo così. Cosa ne pensi?
Penso che nella vita i sacrifici, in generale, servono tanto, io ho dovuto lottare con me stesso. Vincere un talent, dall’oggi a domani, ti porta a essere noto, è vero, ma credo che si corra il rischio di non passare per sinceri, sempre, nel mondo di comunicarsi come artisti e come persone. Si rischia di rimanere sulla superficialità. Sui talent sono usciti grandi artisti ma la gavetta sulla strada credo sia fondamentale, almeno per avere un legame diretto con il pubblico.

Tempo fa ti sei esibito su in palco al fianco di Gianna Nannini. Com’è andata?
La ricordo come un’esperienza molto significativa, non ho dormito per tre giorni, mi è arrivata la notizia da un momento all’altro. Conoscere Gianna è stata un’esperienza unica, lei è folle e geniale.

Sei un po’ troppo serio però così…
Sono solo contento di essere riuscito a portare qui a Sanremo un brano che tratta un tema delicato: io ho sofferto di ansia, il messaggio della canzone è molto positivo, so cosa vuol dire: nonostante i problemi, bisogna prendersi meno sul serio, si ci riesce. Facciamoci una risata, insomma.

 

Intervista di: Andrea Dispenza

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